La segnalazione da uno dei luoghi simbolo della città dopo una serata da incubo
Un momento di ritrovo tra vecchi amici trasformato in una serata da dimenticare a causa del frastuono e dell’inciviltà. È la denuncia di un cittadino messinese che ha voluto segnalare quanto accade lungo il curvone della terrazza di Cristo Re, uno dei punti panoramici più amati della città, ormai ostaggio del caos nelle ore notturne.
La testimonianza ripercorre l’impatto con una realtà ben lontana dai ricordi del passato: «Capita di rivedersi con gli amici di una volta ritrovandosi come ai vecchi tempi in uno dei posti più conosciuti nella città dello stretto, la terrazza di Cristo Re da dove si scorge quel “panorama” mozzafiato che ti apre il cuore e ti rievoca i tempi ormai trascorsi, ma bastano pochi minuti per intuire che qualcosa è cambiato ed è cambiato per sempre in quel luogo che ci ha visti protagonisti ed inesorabilmente romantici».
Il racconto del caos oltre la mezzanotte
A rovinare l’atmosfera è stato il volume insostenibile diffuso dai veicoli in transito nella zona: «Tutto irrimediabilmente frantumato dal frastuono a cui siamo stati costretti, non volutamente, ad assorbire. Un fonometro avrebbe di certo segnalato il superamento del limite di legge, tra l’altro in un orario, oltre la mezzanotte, in cui tutto ciò non è permesso. Autovetture fracassone che scorazzano avanti e dietro senza senso con il volume dello stereo assordante e fastidiosissimo, senza citarne la scarsa qualità della musica “non musica” emanata».
Una situazione che amareggia profondamente chi vive e ama la città: «Inciviltà, presunzione e mancanza di rispetto, comportamenti di più individui del genere non fanno altro che abbassare il livello di sviluppo di una società cittadina come quella messinese che crede ancora al senso del rispetto ed appartenenza ad un luogo, come la nostra bellissima città che senza dubbio non merita questo grave ed incivile affronto. Anche se non abbiamo constatato la presenza di forze dell’ordine in divisa nei paraggi in quel lasso di tempo, siamo certi che dalle telecamere presenti in zona si possa notare quanto accade in quel curvone».
L’appello alle istituzioni per la tutela del bene comune
Di fronte al perdurare del disagio, il gruppo ha preferito rinunciare alla serata: «Sconfitti, delusi ed amareggiati si decide all’unanimità di allontanarsi per non arrecare danni al nostro sistema nervoso ed uditivo dallo stress percepito. Probabilmente è un problema già conosciuto, ma non ci era ancora capitato di assistere a così tanta “pochezza”».
L’intervento si chiude con un preciso invito alle autorità locali: «Ci auguriamo una giusta e veloce imposizione di regole civili da parte delle istituzioni, per una serena convivenza, vorremmo garantiti quindi i diritti fondamentali con la tutela del bene comune e non permettendo che incivili del genere danneggino il quieto vivere della collettività».

