Il ministro a Messina per un convegno insiste sulla "necessità di una nuova cultura della prevenzione. Ci vorranno molti anni e lo Stato non ha risorse per tutti"
MESSINA – Il 22 gennaio ha visitato le zone colpite dal ciclone Harry. Durante il sopralluogo a Santa Teresa di Riva ha affermato: “Qui riposa l’economia estiva del territorio, prima si ripristina tutto e meglio è”. Oggi invece Nello Musumeci, ministro della Protezione civile, è intervenuto a un convegno nel Dipartimento di Economia a Messina, su impulso del professore Pierangelo Grimaudo e alla presenza della rettrice Giovanna Spatari. “Diritto alla sicurezza e protezione civile” il tema.

Così il ministro, di recente al centro di polemiche in relazione a Niscemi e al precedente ruolo di presidente della Regione siciliana: “Come proteggere le zone della costa ionica? Intanto credendo che esiste il rischio. Bisogna cambiare la cultura della sicurezza e della prevenzione dai rischi. Noi italiani, e nel Meridione e in Sicilia questo aspetto viene esasperato, tendiamo a sottovalutare i pericoli. A pensare che non sia faccenda nostra. In passato le mareggiate erano rare. Adesso dovremo conviverci. Ora dovremo convivere con tutti i rischi naturali ai quali non eravamo abituati. Quando il rischio diventa calamità, tutti diciamo che non era mai accaduto. Lo Stato, che in precedenza pagava sempre e per tutti, non ha più le risorse per poterlo fare”.

Continua il ministro: “Ricostruire in Italia costa tanto e richiede molto tempo. Se metà del denaro speso per la ricostruzione l’avessimo destinato alla prevenzione, pianificata a livello locale, oggi molti danni anche in termini di vite umane le avremmo risparmiate”. I Comuni dovrebbero fare di più? “No, io ritengo che dobbiamo fare della sicurezza del territorio una priorità. E deve riguardare tutti. E non è un problema di risorse. Sapete quanti anni ci vorranno per spendere il miliardo che noi abbiamo messo a disposizione come governo? Vi lascio immaginare. Ci rivedremo tra qualche anno. Il tema è trasformare gli obiettivi in cantieri. Individuare le priorità che non sono gli interventi di cinque o seicento mila euro o di un milione. Servono infrastrutture. Soluzioni strutturali. Parlo del dissesto idrogeologico. E poi sul lungomare e sulla fascia costiera occorre immaginare opere resistenti. Ho visto, e non solo in Sicilia, infrastrutture realizzate sulla sabbia. Ricostruire presto e ricostruire meglio per evitare che alla prossima mareggiata, perché ci sarà, dicono gli scienziati, noi ci ritroveremo al punto iniziale”.

Musumeci auspica “una maggiore coscienza di prevenzione strutturale e non strutturale. Come facciamo oggi all’università, cominciamo a parlare nelle scuole di prevenzione come priorità assoluta. Il diritto allla vita, prima di essere costituzionale, è fisiologico. Niscemi? Abbiamo messo a disposizione 150 milioni per regimentare le acque a valle e demolire le case che dovevano essere demolite trent’anni fa. E alla magistratura lasciamo fare il suo corso per capire chi doveva intervenire in questi 30 anni e non l’ha fatto”.

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E allora perché sulla sabbia andiamo a costruire un ponte?
Il Ponte sullo Stretto…………………..quanto di piu’ vergognoso e anomalo : tecnicamente, moralmente, economicamente. Un’ideologia pura attuale : forsennata e bieca !
I prossimi governi distruggeranno questa idea. E resterà un ecomostro sullo Stretto…………..i tempi ??? fate voi: 20 anni per eseguire una bretella autostradale……………di pochi km. ……………………..un’opera cosi faraonica……………200 anni……
Non ci sono soldi a sufficienza per la frana di Niscemi ed i danni del Ciclone Henry per la Sicilia, Calabria e Sardegna? ma 15 miliardi, solo adesso……..nel 2026, … che ..diventeranno 20 miliardi tra qualche anno………….., ci sono per una idea malsana !!!