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Navarra: “Sì al ponte sullo Stretto di Messina subito. Anche il Governo Draghi rimanda”

Redazione

Navarra: “Sì al ponte sullo Stretto di Messina subito. Anche il Governo Draghi rimanda”

mercoledì 17 Marzo 2021 - 11:25

La ministra Mara Carfagna l'ha definito "una cattedrale nel deserto" senza l'alta velocità Salerno - Reggio Calaria

“Le proposte del Governo per il rilancio del Mezzogiorno non devono limitarsi al necessario recupero dei differenziali di crescita, ma devono basarsi su una visione strategica che riconosca al Mezzogiorno e ai suoi porti il ruolo di hub da e per l’Europa. Questo è un progetto per l’Italia intera affinché possa giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo”.

Il senatore messinese Pietro Navarra l’ha detto ieri, in Commissione Bilancio, in occasione dell’audizione della ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, sul tema del Recovery Plan.

“I porti da soli non bastano: hanno bisogno, infatti, di essere trasformati in poli logistici intermodali moderni e tecnologicamente avanzati attraverso una maggiore integrazione con il sistema aereoportuale e quello dei collegamenti terrestri con i corridoi internazionali per un agile smaltimento delle merci. In questo quadro, è evidente che lo sviluppo del Mezzogiorno non possa che passare obbligatoriamente attraverso un piano dei trasporti per un’Italia ad alta velocità tutta connessa nell’asse nord-sud, est-ovest e isole prolungando e completando le opere sulla dorsale adriatica e sul versante tirrenico da Salerno fino a Siracusa e Palermo”.

Navarra ha ribadito “ancora una volta quanto sia di straordinaria importanza mettere mano subito e senza indugio all’attraversamento stabile e veloce dello Stretto di Messina ma sono emersi elementi di perplessità da parte della ministra Carfagna, che ha definito il progetto una ‘cattedrale nel deserto’ senza il potenziamento dell’alta velocità sulla Salerno-Reggio Calabria. Cambiano i governi e i ministri, ma l’impressione è che la volontà politica di rimandare un progetto fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e dell’Italia intera rimanga da decenni sempre la stessa. Noi continueremo a dare battaglia”.

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9 commenti

  1. rossana fabio 17 Marzo 2021 11:45

    scendiamo in piazza per far sentire la nostra voce

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    1. Contro il ponte!!

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  2. Fermo restando che il ponte nel 2021 non serve a nessuno senza le infrastrutture connesse. Mi domando anche a chi vuole il ponte avete visto uno straccio di implementazione dei percorsi dei treni dal 1960 ad oggi in Sicilia? quante strade in più ci sono per collegare il ponte e tutti i lavori connessi in quella zona? La panoramica oltre Granatari è allo studio dal 1980. Vogliamo ancora farci prendere per i fondelli dal governo di turno? Pensiamo invece a crescere nel turismo, nella civiltà, nella valorizzazione di ciò che abbiamo. Non solo a parole e nei congressi

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  3. Carissimi politici perché non fate sentire la vostra voce sulla carenza di infrastrutture che esiste in Sicilia, piuttosto che sulle opere faraoniche che, guarda caso, non si realizzeranno mai! A voi fa molto comodo dire che vi siete battuti per il Ponte-chimera, mentre, invece, la nostra terra langue e i nostri giovani scappano per altri lidi. Finiamola con le illusioni. Oggi per percorrere il tratto Catania -Gela occorrono 5 ore, lo stesso tempo per arrivare da Villa a Roma. NON Sforzatevi tanto: noi ci accontentiamo di meno opere, ma più realizzabili!
    CETTY

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  4. L’alta velocità se si vuole, si può realizzare in contemporanea con il ponte, anzi iniziando contemporaneamente le due opere l’alta velocità é pronta prima del Ponte.
    Quindi il Ponte trainante per la realizzazione dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria.
    Per non parlare del doppio binario siciliano che sta nascendo monco perché prevede velocità max 160 Kmh (velocità ridicola) proprio perché non c’é il Ponte.

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  5. Il governo rimanda perché le sole opere a cui si interessa riguardano solo Palermo e Catania. Inoltre sinché ci saranno divisioni nella nostra città si prenderà ancora tempo. Ognuno ha le proprie idee che devono essere rispettate, nessuno nega l’esigenza di vere infrastrutture specie per la nostra città. Ma questo è il solito alibi perché inevitabilmente una qualsiasi opera, non necessariamente il ponte, a cascata necessariamente comporta ammodernamenti. Ma è risaputo che noi messinesi, di qualsiasi cosa si parli, siamo disfattisti e guardiamo con invidia in casa altrui.

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    1. Un’opera che va fatta è spezzare finalmente il monopolio di Caronte&Tourist! Chi sa come mai nessuno ricorda che questa società decide da sola, da quasi 60 anni, costi ed orari. Questa è la vera vergogna, questo è il collo di bottiglia. Con più compagnie si ridurrebbero tempi e costi a COSTO ZERO per le casse dello Stato, ovvero per tutti noi…cha paghiamo le tasse

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  6. Ma il governo dice che al sud serve il 5G ma la gente se deve viaggiare o si trasportano merci come lo fanno con le strade o il 5G? Le strade ovviamente quindi perchè non fare le opere che servano alla movimentazione delle persone invece di sparare cagate continue? Prima si riammodernano le strutture esistenti poi il ponte

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  7. Chi non vuole il ponte sullo stretto o ha la vista corta o è in mala fede. La storia ci insegna che la costruzione di grandi opere, oltre al fine per il quale vengono costruite, innescano una evoluzione economica e sociale. L’incompatibilità con i fondi del recovery plan e solo un ridicolo pretesto, l’Europa è pronta a concedere una deroga per la realizzazione del ponte. Chi sa se sotto sotto i 5 stelle vogliono mantenere in depressione occupazionale il sud per poi elargire redditi ci cittadinanza ed avere in cambio i voti, le meschinità di alcuni politici non hanno limiti.

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