L'avv. Mangano: -Bisogna tornare alla politica nobile, al servizio della gente e bisogna lavorare per far crescere questo paese-.
Sono stati veramenti in tanti, a riversarsi, ieri, per assistere alla presentazione della candidatura a sindaco di Renato Mangano, sostenuto dal Pdl e dalle liste civiche -Movimento 25 giugno. Per Capo d’Orlando-, coordinato dal dott. Dario Paterniti, e da -Alleanza per Capo d’Orlando. Andare oltre-, coordinato invece dall’avv. Walter Mangano.
Per l’occasione sono intervenuti il senatore Domenico Nania, vice presidente del Senato e responsabile nazionale Enti locali del Pdl; i coordinatori provinciali on. Roberto Corona e Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina; i deputati nazionali Vincenzo Garofalo, della Commissione trasporti; Santi Formica, vice presidente dell’Ars; Nanni Ricevuto, presidente della Provincia Regionale di Messina e l’on. Massimo Romagnoli. Assenti, per motivi personali, l’on. Nino Germanà e il coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia regionale di Catania.
Nel corso della serata, moderata dal giornalista William Castro, che ha articolato la tavola rotonda con una serie di domande, il candidato a sindaco Renato Mangano ha parlato della decisione di scendere in campo, ma soprattutto delle prospettive per il paese, illustrando alcuni punti del programma elettorale.
-Bisogna tornare alla politica nobile, al servizio della gente e bisogna lavorare per far crescere questo paese- ha affermato il candidato Mangano che guarda alle consulte giovanili come vera e propria palestra per quanti si affacciano alla politica e per formare la classe dirigente del domani.
L’avv. Mangano ha anche parlato dell’isola pedonale di Capo d’Orlando, che va estesa anche alla via Veneto e del centro commerciale naturale che va ingrandito. Nel corso della serata, comunque, è emersa in modo inconfutabile la grande unione del Pdl che, in modo unanime ha riposto la propria fiducia in Renato Mangano, persona esperta, capace e moderata che, se eletto sindaco, saprà traghettare Capo d’Orlando fuori dall’empasse in cui si trova da anni.
