Il culto di S. Sebastiano è fortemente radicato nella comunità Oricense, ove, infatti, dal 1600 il Glorioso martire S. Sebastiano è Patrono Principale e Protettore della Vittoriosa Città di Tortorici.
Iniziano oggi alle ore 18.00 con la fiaccolata di inflorescenze di Ampelodesmo o Disi (trattasi di pianta mediterranea a stelo lungo), chiamata “A’ Bula” i festeggiamenti per il santo patrono.
Centinaia di ragazzi, giovani e anche adulti che accompagnano figlioletti e nipotini, attraversano la via centrale del paese portando in mano i mazzetti di bula accesa, al suono di tamburi e zampogne. I mozziconi di questa vengono deposti alla fine della processione in piazza Duomo dove viene formato un immenso falò, sul quale i giovani più ardimentosi fanno a gara saltandovi sopra, fino al completo spegnimento.
Domani, dopo la processione di Sant’Antonio Abate (protettore delle piante e degli animali) inizia la processione dell’alloro meglio nota come u “DDAURU” che sfilerà per le vie del paese.
Centinaia e centinaia di alberi di alloro vengono portati a spalla in fila indiana provenienti dalle numerose borgate del paese seguite da diverse zampogne e tamburi, creando quasi un improvvisato bosco magico.
A mezzogiorno, dalla chiesa di S. Nicolò viene portato in processione S. Antonio Abate, il quale, nel suo breve percorso attraversando questa piccola e improvvisata foresta, benedice e consacra tutti gli alberi presenti, e con la sua intercessione rende fertile la terra e gli animali, esorcizzando i mali.
Al termine della processione l’alloro viene deposto, parte nei sacrati delle chiese e parte regalato a privati cittadini dove resta in mostra legato all’inferriata dei balconi fino alla fine della festa.
L’alloro ricorda il bosco sacro ad Adone dove S. Sebastiano, legato nudo ad un albero, è bersaglio delle frecce dei feroci arcieri della Mauritania.
