A Salice chiesa inaccessibile per disabili. La testimonianza di Giusy che attende ancora una soluzione - Tempo Stretto

A Salice chiesa inaccessibile per disabili. La testimonianza di Giusy che attende ancora una soluzione

A Salice chiesa inaccessibile per disabili. La testimonianza di Giusy che attende ancora una soluzione

lunedì 30 Aprile 2012 - 06:57
A Salice chiesa inaccessibile per disabili. La testimonianza di Giusy che attende ancora una soluzione

Nel febbraio 2011 il VI quartiere ha inoltrato all’amministrazione una richiesta per l’abbattimento delle barriere architettoniche all’ingresso della Chiesa di santa Maria delle Grazie, ad oggi ancora nessun intervento

Le porte della Casa di Dio sono aperte a tutti, quelle delle chiese un po’ meno, o meglio sono meno accessibili. La storia che vi raccontiamo è quella di Giusy, 33 enne abitante del villaggio di Salice, costretta sulla sedia a rotella a causa di una forma di disabilità che non le permette un’autonoma deambulazione. Nonostante le difficoltà Giusy non si è mai data pervinta, trovando grande supporto, sociale e morale, nella vita parrocchiale, punto di riferimento per giovani e anziani del centro collinare. Una partecipazione non sempre facile però per la giovane donna, a causa di quelle barriere architettoniche presenti all’ingresso della Chiesa madre Santa Maria delle Grazie. Disagi di cui non soffre solo Giusy ma anche un’altra ragazza, anche lei salicese, che di anni invece ne ha 37 e che come Giusy ha trovato nella parrocchia un’ancora di speranza.
Un anno fa, il 22 febbraio 2011, il consiglio del VI quartiere ha esitato una delibera con cui si sollecitava l’amministrazione a realizzare un adeguato accesso per i diversamente abili alla Chiesa. La struttura è infatti dotata di tre ingressi, uno principale e due laterali, e quest’ultimi sono costituiti da gradoni in pietra. Della questione è stato subito “investito” l’assessore alla manutenzioni Pippo Isgrò che, come ricorda Giusy, si era impegnato a risolvere la questione in tempi brevi. A distanza di un anno, però, nessuna soluzione, le barriere architettoniche continuano a rendere praticamente inaccessibile ai disabili un autonomo ingresso in chiesa: «Avevo sperato finalmente di poter andare in chiesa senza difficoltà e invece non è stato così. La parrocchia e le attività che svolgiamo insieme agli altri compaesani – afferma la ragazza – rappresenta per me un vero punto di riferimento. Un modo per sentirmi parte della vita della comunità. E voglio poterne godere in tranquillità». La settimana scorsa, quindi, Giusy ha deciso di recarsi direttamente a palazzo Zanca, presso la sede dell’assessorato, per chiedere che fine abbia fatto l’impegno assunto 365 giorni orsono. Il rappresentante di giunta, arrivato in tarda mattinata, ha nuovamente rinnovato l’intenzione di risolvere il problema garantendo un sopralluogo alla Chiesa di Salice per lo scorso venerdì. Appuntamento che però, come spiegatoci da Giusy che ci ha ricontattato, non è stato effettuato: «Mi sono preparata e vestita per arrivare in tempo, il mio problema mi impedisce di fare le cose con velocità. Ero pronta per uscire ma sono stata informata con una telefonata che tutto l’incontro era saltato. Tutto tempo perso». Un’amarezza che traspare chiaramente dalle voce della donna, a metà tra la rassegnazione e il disincanto.
Un vicenda che fa rabbia, soprattutto perché con un pizzico in più di buona volontà e d’interesse, la soluzione potrebbe essere dietro l’angolo. Esiste infatti un progetto per la realizzazione di una base elevatrice, con tanto di preventivo della ditta di 7 mila e 900 euro, per cui è però necessario individuare la copertura finanziaria. La soluzione potrebbe essere rappresentata da una somma residua di circa 47 mila euro da utilizzare proprio per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che prevede però un vincolo ben preciso: il fondo per essere investito necessita di un progetto specifico che copra tutto l’importo. Il rappresentante di giunta ha dunque ipotizzato di programmare altri interventi per l’abbattimento per le barriere architettoniche che ammontino alla cifra in questione e che potrebbero soddisfare molteplici richieste. Possibilità interessante che implicherebbe per il “caso” di Giusy, per cui ricordiamo sarebbero necessari appena sette mila euro, un’ulteriore attesa. Nodi tecnico-burocratici tutti da sciogliere, di cui però non è più la ragazza a dover pagare le spese. Lei il suo conto con la vita lo paga quotidianamente, e anche in modo salato. Speriamo sia la volta buona. (ELENA DE PASQUALE)

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3 commenti

  1. antonio barbera 30 Aprile 2012 10:47

    Non conosco la Chiesa parrocchiale di Salice ,ma non si potrebbe realizzare un semplice e pratico piano inclinato come in molti edifici pubblici .

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  2. Basta poche decine di euro per realizzare un piano inclinato in legno o ferro…..A Giusy va tutta la solidarietà…ma bisogna essere pratici, non c’è bisogno di soloni con soluzioni stratosferiche….bastano pochi euro per scavalcare il problema ….Se noi cittadini per ogni banalità, semplicemente risolvibile, ci affidiamo al Comune con i suoi tempi biblici….allora aspettiamoci una soluzione costosa, che magari non soddisfa le nostre esigenze…perchè nel progettare la soluzione al superamento della barriera nessuno ci tiene in considerazione….si rischia di spendere senza risolvere…..

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  3. Purtroppo non bastano poche decine di euro per realizzare una rampa di accesso alla chiesa, poiché lo stato attuale dei luoghi non consentono la realizzazione di uno scivolo che abbia una pendenza max dell’8% (D.M.L.L.P.P. del 14 giugno 1989, n. 236 c. 8.1.11. Pertanto, la soluzione indicata dall’Amministrazione comunale di installare una piattaforma elevatrice è la più idonea, in quanto soddisferebbe le esigenze di tutti i disabili anche in assenza di accompagnatore.

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