Il comitato "Vogliamo l'acqua dal rubinetto" consegnerà giovedì una lettera ai sindaci per chiedere di bloccare l'iter
MESSINA – “Sì all’acqua pubblica, no alla privatizzazione”. Giovedì 24 luglio, alle 10, presso il Palacultura, gli attivisti del comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto!” consegneranno ai sindaci convocati all’assemblea dell’Ati di Messina una lettera per chiedere di bloccare l’iter della privatizzazione della gestione del servizio idrico della provincia di Messina.
Di seguito il documento.
“In occasione del sit-in del 16 giugno scorso davanti alla sede della Città metropolitana di Messina/Ati (Assemblea territoriale idrica), il comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto!” aveva inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia per chiedere di impedire che la commissaria regionale potesse varare un nuovo bando per individuare un socio privato della Messinacqua S.p.A, privatizzando di fatto il Servizio idrico integrato del Messinese per 30 anni.
La scelta della commissaria regionale è in contrasto con la vittoria nei referendum del 2011 contro la
privatizzazione dell’acqua, con la legge d’iniziativa popolare per la gestione pubblica dell’acqua e con il varo della legge regionale n.19/2015, risultati ottenuti grazie all’impegno dei cittadini/e ma anche degli enti locali siciliani, compresi quelli del messinese, che hanno sostenuto l’iniziativa referendaria e legislativa ed hanno ribadito in ogni sede la necessità che la proprietà e la gestione dell’acqua rimanessero in mani pubbliche.
L’Ati Messina con varie deliberazioni, l’ultima delle quali nel dicembre del 2022, ha mantenuto questo impegno ma nel gennaio del 2023 la Regione siciliana ha commissariato l’Ati Messina per non avere affidato la gestione del Servizio idrico integrato (Sii) ed ha deciso, in contrasto con le numerose prese di posizione e gli atti emanati dai Comuni del messinese, di procedere al varo di un bando per affidare la gestione del Sii a una società mista pubblico-privato”.
Continua il documento: “Com’è noto, due successivi bandi pubblicati dalla commissaria sono andati deserti, ma nonostante ciò è stata assunta la decisione di pubblicare il 28 aprile scorso un avviso di “consultazione preliminare di mercato propedeutica all’eventuale esperimento di una procedura di gara per la selezione del socio privato operativo della costituenda società Messinacque S.p.A.” per rendere in pratica più “appetibile” il prossimo bando che prevede la gestione per 30 anni del Sii della provincia di Messina con una previsione di ricavi per oltre 3 miliardi.
In questi anni una decina di Comuni tra cui Messina hanno fatto ricorso al Tar contestando la nomina del
commissario e la sua scelta della gestione mista pubblico/privato, ma dopo la soccombenza dei Comuni al Tar nulla o quasi si è più mosso consentendo alla commissaria nominata da Schifani a proseguire per la sua strada che non è quella dei Comuni del messinese.
“I sindaci dei Comuni messinesi non si facciano esautorare nella gestione dell’acqua”
Il sindaco di Messina, nonché sindaco metropolitano, Basile ci aveva assicurato che insieme ad altri sindaci era intervenuto sul presidente della Regione siciliana per bloccare il nuovo avviso ed impedire l’ennesimo bando, ma a quanto pare nulla è cambiato. Da notizie di stampa apprendiamo che all’avviso del 28 aprile scorso avrebbero risposto quattro grosse imprese, di cui non viene fatto il nome, e che quindi ci sarebbero le condizioni per un nuovo bando per l’individuazione del socio privato della Messinacque spa, modificando alcune condizioni del bando sulla base delle osservazioni e
suggerimenti pervenute, che non è dato sapere quali siano, a seguito dell’avviso.
Il Comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto!” chiede pertanto ai sindaci dei Comuni della provincia di Messina e al presidente dell’Ati Messina di:
a) attivarsi per evitare che i Comuni vengano esautorati dalla gestione della loro acqua e del loro servizio
idrico le cui gravi conseguenze, in termini economici e gestionali, ricadrebbero sui cittadini/e, assumendo iniziative politiche per contrastare il processo di privatizzazione in atto chiedendo la revoca del commissariamento regionale e il blocco delle procedure del nuovo bando;
b) dare seguito alle decisioni assunte in questi anni per affidare la gestione del Servizio idrico integrato a un soggetto pubblico (società consortile costituita da tutti i comuni dell’Ati) e avviando in tempi brevi gli interventi necessari affinché tutti gli abitanti della provincia di Messina possano avere acqua h24, potabile e pubblica.
