Un residente denuncia: "Cinque batterie esplose illegalmente fino all’una e mezza. Quartiere sveglio e nel panico, nonostante le chiamate alle forze dell’ordine"
MESSINA – Una notte da incubo, quella appena trascorsa, per i residenti di viale Principe Umberto. Il Belvedere di Cristo Re, di giorno luogo di quiete e panorama, è stato di nuovo trasformato nelle ore notturne in una postazione per uno spettacolo pirotecnico abusivo, andato in scena senza alcuna autorizzazione e nel totale disprezzo del riposo altrui.
A raccontare l’accaduto è un nostro lettore, ancora scosso dall’accaduto, che ha deciso di documentare con fotografie ciò che restava della “Santa Barbara” improvvisata. Secondo la sua testimonianza, non si è trattato di un singolo episodio, ma di una sequenza reiterata: ben cinque batterie di fuochi d’artificio sono state fatte esplodere illegalmente, una dopo l’altra, a intervalli di circa quindici minuti. Il primo boato ha squarciato il silenzio alle 00:45, seguito da repliche all’1 e all’1:20.
“Il motivo? – spiega il cittadino – Pare si trattasse dei festeggiamenti per un presunto compleanno ‘speciale’. Ma quello che è accaduto va ben oltre la festa: è stato un assedio”. Il racconto prosegue parlando di una situazione degenerata rapidamente: “Oltre ai continui scoppi, che hanno terrorizzato il quartiere, si sono sentite urla, schiamazzi, musica a tutto volume e persino il rumore di bottiglie di vetro lanciate”.
Il cittadino riferisce inoltre di aver allertato telefonicamente le forze dell’ordine intorno all’una di notte: “Ho chiamato i Carabinieri, che hanno promesso un passaggio, ma il disturbo è continuato”.
La mattina seguente, il risveglio amaro. Recatosi sul posto, il residente ha trovato le prove tangibili di quanto accaduto: le cinque batterie pirotecniche, ormai esauste, erano ancora schierate in una formazione a cerchio sul suolo pubblico, proprio lì dove la sera prima avevano seminato il panico.
Il cittadino, esausto per l’ennesimo episodio di inciviltà che mina la serenità del quartiere, ha deciso di passare dalle parole ai fatti. “È seguita la regolare, ennesima denuncia – conclude – portando anche i reperti eccezionali trovati sul posto come prova del degrado e della violazione delle leggi”. Una vicenda che solleva ancora una volta il tema della sicurezza e della legalità negli spazi pubblici cittadini, dove troppo spesso il senso civico sembra lasciare spazio all’arroganza di pochi.








