Le parole del presidente della Regione Calabria nel programma tv "Quarta Repubblica"
ROMA – “Siccome io sono certo che, in questi anni, da presidente della Regione io non ho fatto nulla che possa essere in qualche modo assimilabile a corruzione, non ho nulla da temere. Oggi, invece, una parte del mio cervello e una parte del mio tempo lo devo dedicare a queste str…. Io voglio essere chiamato perché sono nella condizione di chiarire ogni cosa e di tornare a lavorare”. Sono le parole del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto ospite della trasmissione Quarta Repubblica, condotta da Nicola Porro. Occhiuto, ha ribadito la sua intenzione di farsi interrogare dalla Procura di Catanzaro.
Durante l’intervista andata in onda nella trasmissione “Quarta Repubblica” su Rete 4, il vicesegretario nazionale di Forza Italia ha parlato dell’inchiesta in cui è indagato per corruzione assieme al suo ex socio Paolo Posteraro e all’amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro. “Io avevo delle società private con un altro mio socio al quale io personalmente non ho dato alcun incarico – ha detto Occhiuto -. Tra le cose che mi contestano è che questo mio socio poi sia stato nominato dalla mia compagna, Matilde Siracusano, che è sottosegretaria di Stato. È vero perché quando lui si offrì di collaborare con Matilde, sia io che lei ne fummo felici proprio perché era uno che era stato capo della segreteria di due ministri o segretario particolare, giornalista, poteva dargli una mano con la stampa, il papà era stato vicesegretario generale della Camera. Qual è la corruzione?“.
“Io non l’ho mai nominato. Avrei potuto anche farlo ma non l’ho fatto” ha detto più volte Occhiuto che ha accusato il “Domani”, edito da Editoriale Domani S. p. A., società controllata da Carlo De Benedetti, di essere “la cancelleria del Tribunale “non sono stato ascoltato nonostante lo avessi chiesto subito. Io ho ricevuto questi due fogli e su questi due fogli non c’è un fatto, un solo fatto che mi venga contestato. Ho chiesto di avere le carte, il 12 giugno le carte mi vengono negate perché mi si dice che c’è l’inchiesta in corso e che il fascicolo è nelle mani del pm. Ho cercato di capire qualcosa dell’inchiesta che le ipotesi di accusa leggendo gli articoli usciti sul Domani come se fosse la cancelleria del tribunale che riceve le carte mentre a me non hanno dato nulla perchè hanno detto che c’è un’indagine ancora in corso”.
“Ora sono incazzato perché si dà di me e della Regione un’immagine che non è reale. A tutti i presidenti della Regione Calabria, che sono stati in carica per una settimana, è successo di essere o arrestati o indagati o rinviati a giudizio. Nella maggior parte dei casi sono usciti come archiviati o assolti ma sono stati distrutti politicamente dai giornali, da destra a sinistra. Io non lo consentirò a me stesso, io chiederò ai calabresi, candidandomi comunque, che siano loro a dire se sono degno di amministrare la Regione e se ho amministrato la Regione bene. E allora chiamatemi anche perché io lavoro 16-17 ore al giorno su problemi complicatissimi di una regione complicatissima“.
