Il celebre critico d’arte in città per lo spettacolo “Discorso a due. Liszt, Dante, Michelangelo: omaggio all’arte italiana”, di cui è protagonista anche il musicista Nazzareno Carusi. L’evento promosso dalla Filarmonica Laudamo
Ancora una giornata all’insegna dell’amore per l’arte quella trascorsa ieri a Messina dal critico Vittorio Sgarbi e dai tanti cittadini che ne hanno seguito la performance al Palacultura Antonello da Messina nell’ambito dell’iniziativa “Discorso a due. Liszt, Dante, Michelangelo: omaggio all’arte italiana”, promossa dalla Filarmonica Laudamo. Il celebre critico televisivo che nella città dello Stretto è stato il grande protagonista dalla “Notte della cultura” targata Hiovanni Ardizzone, anche ieri non ha smentito il proprio ruolo di mattatore del palcoscenico, “one man show” di uno spettacolo multimediale sull’arte, la letteratura e la musica incentrato sul quaderno italiano della raccolta pianistica “Anni di pellegrinaggio” di Franz Liszt di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita.
A rendere speciale e frizzante l’evento, accompagnando al pianoforte la voce narrante di Sgarbi, di Nazzareno Carusi, con cui l’esperto d’arte si è incontrato per la prima volta nel 2009, ospiti entrambi di un programma televisivo. Al termine della trasmissione fu lo stesso Carusi a proporre a Vittorio Sgarbi di condividere un progetto artistico, dando vita così a “Discorso a due”, che quest’estate si è aggiudicato il Premio Lunezia 2011 (istituito da Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano) per la prima volta assegnato ad un evento di classica.
Lo spettacolo ha come trama sonora il secondo quaderno degli “Anni di pellegrinaggio” di Liszt, quaderno dedicato all’Italia e depositario delle impressioni di viaggio dell’artista giovane che il nostro paese affascinò non solo con le bellezze naturali ma soprattutto con la grandezza della sua arte. Michelangelo e Dante ne hanno ispirato le più belle pagine. Ecco dunque che sul brano “Il pensieroso”, eseguito al pianoforte da Nazzareno Carusi, s’inserisce la voce di Vittorio Sgarbi che legge una quartina di versi di Michelangelo avviando una conversazione sull’arte, la letteratura e la musica mentre scorrono le immagini della Cappella Sistina. Culmine è è il melologo ideato da Carusi in cui alla lisztiana “Dopo una lettura di Dante. Fantasia quasi Sonata” lo storico dell’arte sovrappone la lettura del V Canto dell’Inferno dantesco.
Oltre il Palacultura, tappe del pomeriggio messinese di Sgarbi sono state la chiesa di San Giovanni di Malta, già visitata e apprezzata in precedenti occasioni dal critico d’arte e per concludere una cena a base di prelibati prodotti messinesi.
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