Omicidio di Camaro, tace il "terzo uomo". Via alla perizia sui cellulari - Tempostretto

Omicidio di Camaro, tace il “terzo uomo”. Via alla perizia sui cellulari

Alessandra Serio

Omicidio di Camaro, tace il “terzo uomo”. Via alla perizia sui cellulari

martedì 25 Gennaio 2022 - 07:07

Gli sviluppi delle indagini sull'omicidio a Messina. Investigatori a caccia delle conversazioni tra vittime e latitante attraverso l'analisi dei cellulari. Intanto il fiancheggiatore tace

Ha scelto la strada del silenzio Bartolo Mussillo, il giovane coinvolto come fiancheggiatore nella sparatoria di Camaro costata la vita a Giovanni Portogallo e Giuseppe Cannavò. Il ragazzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Bonavita, è andato al confronto con gli investigatori, in particolare con i PM Vito Di Giorgio e Stefania La Rosa, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Un muro di silenzio, quello alzato dal ragazzo incastrato dalle immagini di sorveglianza acquisite dagli investigatori e che lo ritraggono a scappare sullo scooter col quale ha portato Cannavò ferito all’ospedale Piemonte. Lo stesso silenzio che in questi giorni ha protetto la latitanza di Claudio Costantino, il ricercato accusati di aver sparato a Portogallo e ferito Cannavò.

Il trentasettenne ha piccoli precedenti per spaccio ma secondo gli investigatori si stava allargando parecchio in zona sud, tenendo un suo giro sempre più fiorente. Proprio questa, il contrasto dovuto al progressivo “farsi largo” di Costantino nel mondo dello spaccio, è una delle piste valutate dalla Procura di Messina per spiegare l’origine di quel confronto finito malissimo, ma non è certo l’unica.

Costantino da qualche giorno è ufficialmente latitante: la Procura ha chiesto ed ottenuto il suo arresto per omicidio. Accanto al suo difensore storico, l’avvocato Filippo Pagano, è adesso difeso anche dall’avvocato Carlo Taormina. Il cerchio intorno a lui è sempre più stretto: Carabinieri e Polizia non mollano la zona di Camaro e gli altri quartieri cittadini dove secondo loro potrebbe aver trovato riparo, e tendono ad escludere che sia ormai lontano.

Gli accertamenti tecnico-scientifici intanto entrano nel vivo. Oggi comincerà la perizia sui cellulari delle due vittime. Toccherà alla Polizia Postale estrarre ed analizzare tutti i dati utili ricavati dagli apparecchi mobili ritrovati, dai quali gli investigatori sperano di capirne di più sul perché Cannavò e Portogallo si sono avvicinati a casa di Costantino, quel 2 gennaio pomeriggio. C’è attesa anche per i risultati delle analisi a casa del latitante, dove sono state trovate molte tracce della sparatoria, segno che lo scontro è iniziato dentro casa. Tracce di polvere da sparo e dei colpi e le tracce ematiche sono ancora sotto esame, in laboratorio, esami che si spera possano indicare qualcosa in più, ad esempio, su quale pistola ha aperto per primo il fuoco.

La sensazione è che una vera svolta arriverà soltanto dopo che questi accertamenti porteranno qualche elemento utile a chiarire i contorni della sparatoria di via Eduardo Morabito.

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