Traffico di cocaina, eroina e hashish a Messina sud e provincia tirrenica:sgominate 2 associazioni IL VIDEO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Traffico di cocaina, eroina e hashish a Messina sud e provincia tirrenica:sgominate 2 associazioni IL VIDEO

Veronica Crocitti

Traffico di cocaina, eroina e hashish a Messina sud e provincia tirrenica:sgominate 2 associazioni IL VIDEO

giovedì 19 Marzo 2015 - 11:21

A finire in manette 23 persone, di cui 14 sono finite direttamente in carcere. Si tratta di un'indagine scattata nel 2008, mentre i carabinieri investigavano sulla latitanza dei Mignacca.

Due gruppi ben distinti e delineati, due associazioni ben organizzate, ognuna nel proprio “settore” e nelle proprie “piazze” di Messina e provincia, entrambe specializzate nel traffico di droga, dall’hashish alla cocaina, all’eroina. Sono due le associazioni a delinquere sgominate nell’Operazione Gioia scattata questa mattina all’alba in diversi comuni della provincia di Messina, nonché nel centro città.

Un’organizzazione operante in tutta la fascia tirrenica, tra Barcellona, Furnari, Oliveri e Falcone, specializzata principalmente in hashish, ed un’altra concentrata nella zona Sud di Messina, ruotante attorno a figure “note”, specializzata in droghe pesanti come eroina e cocaina. Sono i tutto 23 le persone finite in manette, tra cui 14 direttamente in carcere e 9 ai domiciliari. Per il gruppo operante nella fascia tirrenica, si tratta di Carmelo Montrone, 28 anni di Falcone, Domenico La Macchia, 37 anni di Barcellona, Redouane Rahbib, marocchino di 27 anni residente a Barcellona, Rachid Charfi, marocchino di 27 anni residente a Barcellona, Francesco Sidoti, 29 anni di Messina (ai domiciliari), Sebastiano Famà, 24 anni di Falcone. Per il gruppo operante a Messina Sud, si tratta di Lucio Mazza, 25 anni di Messina, Daniele Mazza, 23 anni di Messina, Angelo Conti, 25 anni di Messina, Angelo Aspri, 32 anni di Messina, Giuseppe Astuto, 25 anni di Messina, Nunzio Corridore, 38 anni di Messina, Antonino Casablanca (detto Topolino), 39 anni di Messina, Giacomo Pulejo, 34 anni di Messina, Pasquale Erba, 48 anni di Messina. Finiscono ai domiciliari: Mohammed Bahlal, marocchino di 21 anni residente a Barcellona, Domenico Accetta, 24 anni di Messina, Fabio Emanuele Lo Bianco, 22 anni di Barcellona, Carmelo Palella, 21 anni di Barcellona, Pietro Quattrocchi, 48 anni di Barcellona, Antonino D'Allura, 23 anni di Barcellona.

L’indagine, coordinata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Messina, scattò nel 2008 quando i militari dell’Arma si trovavano a investigare per la cattura dei fratelli Mignacca, allora latitanti, scovati poi nel dicembre del 2013. Proprio allora, nell’intercettare uno dei presunti fiancheggiatori dei due latitanti, gli inquirenti scoprirono il giro di droga della fascia tirrenica, facendone nascere una nuova indagine tutta concentrata sulla zona del messinese. In più di un anno di appostamenti, sequestri e, in un caso, anche un arresto in flagranza, i carabinieri sono riusciti a far emergere ben due filoni di traffico di droga, che nulla avevano a che vedere tra loro, ma che operavano in maniera sistematica sia in città che in provincia.

In particolare, il controllo delle piazze di Barcellona, Furnari, Oliveri e Falcone, era affidato all’organizzazione capeggiata da Carmelo Montrone che, aiutato dal fratello Davide e Domenico La Macchia, si riforniva di hashish dal cittadino marocchino Rahbibh. Da quanto accertato, la droga proveniva dal barcellonese ed era proprio il marocchino a custodirla in panetti in un’abitazione. Il ruolo di Sidoti e Famà, invece, era quello di “staffetta”. Un giro di affari cospicuo, il loro, considerando che quotidianamente si rifornivano di almeno 100 grammi di sostanza, rivenduta poi a dosi da 1 grammo. A Messina Sud, invece, si spacciava eroina e cocaina. In particolare, a tenere le redini dell’organizzazione era Lucio Mazza, insieme al fratello Daniele e Angelo Conti, nonché da diversi spacciatori noti come Angelo Aspri e Giuseppe Astuto.

Durante le indagini, è stata anche fatta luce su alcuni furti in appartamento commessi nel barcellonese e nel milazzese dai cittadini marocchini ed altri italiani, talvolta anche minorenni. “L’operazione prende il nome dalla parola Gioia, che era il termine convenzionale utilizzato per telefono e per sms dagli arrestati di oggi. Era la parola con cui si esprimeva la necessità di vedersi e trattare”, ha commentato il maggiore Ivan Boracchia, comandante del Nucleo Investigativo. Ed è stata proprio la fidanzata di uno degli spacciatori a far sì che il “mistero” venisse svelato, dopo che leggendo gli strani sms del compagno ha voluto spiegato per filo e per segno chi fossero tutte queste “gioie”. L’operazione di oggi conta più di 30 indagati e diversi sequestri per un totale di 250 grammi di hashis. A firmare le ordinanze è stato il Gip Maria Teresa Arena, su richiesta del Sostituto Procuratore della DDA di Messina, Fabrizio Monaco. (Veronica Crocitti)

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