Gli ingegneri a De Cola: "Riqualificare il water front necessita di investimenti e capacità imprenditoriale" - Tempostretto

Gli ingegneri a De Cola: “Riqualificare il water front necessita di investimenti e capacità imprenditoriale”

Gli ingegneri a De Cola: “Riqualificare il water front necessita di investimenti e capacità imprenditoriale”

martedì 26 Gennaio 2016 - 07:50

L'ordine degli ingegneri, attraverso un documento firmato dal presidente Santi Trovato e dal coordinatore ambiente e territorio Luciano Taranto ha trasmesso una serie di riflessioni all'assessore De Cola in merito al Piau ed al futuro del water front

L’ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina in merito al progetto presentato giorno 19 gennaio scorso, che riqualifica la zona sottostante la via La Farina, tra il viale Gazzi e la stazione Centrale, ha ritenuto l’evento di notevole interesse sotto il profilo urbanistico, ambientale e paesaggistico.- Nel raccogliere l’invito dell’Assessore alla Pianificazione Sergio De Cola, intende esprimere alcune brevi considerazioni.-

Il gruppo di progettazione coordinato dall'arch. Benedetto Camerana di Torino, ha illustrato il progetto ancora in fase di definizione, organizzato in cinque ambiti che propongono il recupero delle aree degradate e al contempo l’avvicinamento della città al mare con ampi spazi a verde attraverso un intervento urbano che prevede il recupero delle aree ferroviarie, l'inserimento di piazze e zone pedonali che consentano di bypassare i binari e comunicare con il mare.-

Si tratta di un progetto di riqualificazione che agisce nella parte a valle della via La Farina, precisamente in quella zona posta al di fuori della trama urbana del Piano Borzì, oggi in notevole degrado e che negli ultimi decenni è stata perturbata dalla realizzazione di capannoni, da manufatti artigianali e commerciali di scarsa consistenza architettonica, prevalentemente edificati su aree demaniali.-

Una realtà concreta è quella dell'esistente linea ferroviaria e della prevista via don Blasco, che rappresentano elementi significativi ma frammentati, che pongono un ostacolo al giusto rapporto città-mare tanto evocato dai progettisti.-

Il progetto risalta il recupero della zona sottostante tra la Stazione Centrale ed il salone dei mosaici individuando il centro servizi dell'intero intervento, ancora in fase di progettazione nelle sue parti fondamentali e privo di contenuti architettonici.-

L'ex officina grandi riparazioni della via S. Cecilia viene proposta come una piazza sopraelevata che attraverso un “morbido” percorso (forse anche lungo), supererebbe la strada ferrata e consentirebbe ai cittadini di raggiungere l’arenile antistante.-

Per Maregrosso si è pensato alla pedonalizzazione di via Croce Rossa, un “passeggio” per il quartiere commerciale e con tanto verde tra gli edifici residenziali da realizzare.-

Tutto ciò è possibile se le considerazioni esposte, trovano fondamento nella possibilità di trasformare le aree e gli edifici esistenti secondo processi di trasformazione che possano essere economicamente sostenibili, sia in termini di “bonus aedificandi” sia in termini di norme attuative semplici e rapide che valorizzino le aree libere e non mortificano quelle costruite.-

L’area dello Zir resterebbe inalterata per grandi tratti, anche questa è un'importate zona produttiva della città che potrebbe essere meglio valorizzata mediante possibilità di demolizione e ricostruzione con caratteristiche di efficientamento energetico e con possibilità di recupero volumetrico.- Le aziende di produzione (quasi sparite in città) necessitano di incentivi verso l'investimento in termini concreti ed efficaci, di fare sistema e sfruttare le risorse disponibili che un'attenta amministrazione deve fornire in tutte le sue parti.-

L'elemento più significativo si riscontra nella zona sottostante la via Don Blasco dove è prevista una duplice soluzione a seconda della risposta del mercato immobiliare.- Date le attuali condizioni in cui versa la città, la speranza dovrebbe essere l'ultima a morire.-

Si prevede infatti: soluzione “A” un porticciolo turistico “scavato” all'interno dell'attuale area demaniale con circa trecentocinquanta posti barca, strutture ricettive, alberghiere e stabilimenti balneari, soluzione “B”, un'ampio parco con verde attrezzato per lo sport ed il tempo libero.-

Il progetto del porticciolo turistico dovrà essere valutato dal mercato degli operatori con una concessione di almeno 30-40 anni.-

Il costo dell'intervento previsto è di 100 milioni di euro, 55 milioni per interventi marittimi e 45 milioni per gli investimenti immobiliari a supporto del porticciolo che dovrebbero essere ricavati dalla vendita o il noleggio dei posti barca, dalle residenze e dalle strutture commerciali.-

La realizzazione dell’opera portuale comporta però l'eliminazione di una parte della nuova via Don Blasco, quasi in fase di appalto per un investimento di 27 milioni di euro e la conseguente variante di modifica del tracciato.-

Se il mercato non dovesse rispondere, la via Don Blasco resterebbe inalterata come previsto nel progetto già finanziato ed il porticciolo turistico non si farebbe.-

Secondo quanto riferito dal dott. Alessandro Bartoli, economista di Milano, consulente del gruppo di progettazione, che ha illustrato lo studio da lui effettuato su 24 città posizionate sul mare, da Genova a Venezia, da Bari a Brindisi, “considerata la lunghezza dell'affaccio al mare su cui può contare la Città di Messina, esiste una domanda immobiliare inesplorata, in quanto non c'é un'offerta immobiliare.- Il prezzo delle abitazioni sul mare nelle città prese in considerazione, è del 50% superiore a quelle in centro città.- Questo significa che se c'è l'offerta, si crea anche la domanda.- L'obiettivo, quindi, deve essere anche quello di riallineare Messina alle altre città con un'offerta di abitazioni sul lungomare”.-

Le considerazioni del dott. Bartoli sono degne di rispetto, ma chi opera già da diversi anni nel territorio di Messina non ha bisogno di particolari studi per dedurre che se si vuole realizzare un'edilizia di qualità di fronte lo Stretto, deve investire ingenti somme di denaro alle seguenti due condizioni: la prima, che si possa edificare con procedimenti amministrativi certi e celeri, la seconda, che venga eliminata la linea ferroviaria, perché non può esistere alcun investimento immobiliare sul fronte mare interrotto da essa con le relative interferenze ambientali che ne derivano, idea già proposta nel novembre 2006 dal nostro Ordine in occasione del nuovo nodo ferroviario.-

Spunto significativo da cogliere è quello dell'altra città dello Stretto, Reggio Calabria, dove il tracciato ferroviario è stato interrato e la città ha riacquistato l'affaccio al mare mediante il recupero della passeggiata e degli spazi di vita sociale.- Non a caso il lungomare Falcomatà è considerato fra i più belli d’Europa assieme a quello di Lisbona.-

Elemento essenziale che ha permesso all'architettura esistente e quella recuperata un salto di qualità e di valore commerciale.-

L’attuazione del piano particolareggiato deve comunque essere un’occasione per le imprese e per gli operatori economici della città per investire con coraggio sul territorio, valorizzando quel tessuto degradato pieno di potenzialità con meccanismi di sviluppo e di crescita nell’ottica di una città metropolitana.-

Per fare questo è necessario sviluppare il tessuto urbano mediante grandi superfici di verde e spazi pubblici, edificare senza alcuna limitazione in altezza consentendo al minimo il consumo del suolo, creando ampie aree a parcheggio ed agevolando i collegamenti.-

L’occasione va colta verso una pianificazione efficiente e moderna che consente in modo energico gli investimenti pubblici e privati, oggi necessari per il superamento della crisi economica subita già da tanti anni e restituendo alla città funzionalità, dignità e decoro urbano.-

Il Coordinatore Ambiente e Territorio Il Presidente

Ing. Luciano Taranto Ing. Santi Trovato

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4 commenti

  1. Che dici de cola, vuoi fare tu un progetto riqualificazione del water front? Poi, magari te lo fai finanziare, adesso che sei nella stanza dei bottoni. Lo scalzo ti appoggerà certamente, perché è “sensibile” alle richieste presentate da amici e da parenti

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  2. Che dici de cola, vuoi fare tu un progetto riqualificazione del water front? Poi, magari te lo fai finanziare, adesso che sei nella stanza dei bottoni. Lo scalzo ti appoggerà certamente, perché è “sensibile” alle richieste presentate da amici e da parenti

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  3. Giuste osservazioni…i soldi si devono trovare all’ interno della citta’ di Messina senza fare arricchire persone esterne alla proncia vedi calabresi o catanesi solo MESSINA e Provincia

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  4. Giuste osservazioni…i soldi si devono trovare all’ interno della citta’ di Messina senza fare arricchire persone esterne alla proncia vedi calabresi o catanesi solo MESSINA e Provincia

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