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Il governo 5 Stelle-PD può aprire le porte al rinnovamento del Paese

Pippo Trimarchi

Il governo 5 Stelle-PD può aprire le porte al rinnovamento del Paese

mercoledì 25 Aprile 2018 - 10:22
Il governo 5 Stelle-PD può aprire le porte al rinnovamento del Paese

L’Italia ha necessità di cambiare. La radicalità dei 5 Stelle e la cultura di governo del PD messe insieme in una condivisa azione politica possono davvero rappresentare la svolta.

Molti degli elettori che prima votavano Partito Democratico e anche altri partiti di sinistra il 4 marzo hanno deciso di votare Movimento 5 Stelle. E’ una realtà che i dirigenti del PD dovrebbero ben focalizzare nel momento in cui sono chiamati a valutare l'offerta di governo attualmente in discussione. Questa trasmigrazione di voti è il risultato dell'insofferenza di una significativa fascia di elettorato progressista rispetto alla pratica politica del PD. Decisiva da questo punto di vista si è rivelata la debolezza con la quale Renzi ha portato avanti le prospettive di rinnovamento che avevano condotto al grandioso successo delle elezioni europee. Sulla persona di Renzi si erano concentrate le attese di tutti coloro che non sopportavano più la vecchia politica. In quell’occasione, molti cittadini che avevano cominciato a dare fiducia al Movimento 5 Stelle hanno deciso di votare per il Partito Democratico. Le loro attese però sono state deluse dai fatti, e così una buona parte di chi aveva creduto alla spinta innovativa di Renzi è tornata a votare Movimento 5 Stelle.

Se tutto questo è vero mi chiedo perché sia così tanto assurdo immaginare una coalizione di governo o meglio un accordo di governo tra PD e Movimento 5 Stelle. Se il PD è passato da oltre il 40% al 18% e molta parte di questi voti sono andati al Movimento 5 Stelle, se in sostanza il PD ha perso il suo popolo vuol dire che i dirigenti di questo partito non sono più riusciti a interpretare le istanze dei militanti e degli elettori. Perché, allora, non prenderne atto; perché non cercare di recuperare interlocuzione politica con quelle aspirazioni di rinnovamento che hanno trovato, magari momentaneamente, ospitalità nel Movimento 5 Stelle? Perché non fare un bagno di umiltà e riconoscere che sono stati fatti dei gravi errori ma che comunque il Paese reclama nuovi orizzonti di rigore morale, eticità politica, legalità, giustizia sociale ed economica, verso i quali il PD può ancora contribuire ad accompagnare gli italiani?

Da questo punto di vista, bisogna dire, per onore di verità, che se gli aspetti negativi sono stati preponderanti, nel governo Renzi non sono comunque mancati gli spunti positivi. Mi riferisco in particolare ai successi ottenuti nel campo della tutela e della valorizzazione dei beni artistici e culturali, alla seppur timida azione intrapresa contro la corruzione politica e amministrativa, all'avvio, di certo ancora soltanto accennato, della digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione e al rilancio dell'agricoltura sotto la guida dell'attuale segretario del PD Martina. Posto che ancora molto va fatto, se si mettono insieme queste ed altre esperienze positive con la radicalità innovativa di cui è depositario il Movimento 5 Stelle io credo che si possa fare soltanto un bene agli italiani.

Mi hanno colpito molto in campagna elettorale le argomentazioni di Di Battista. In particolare ho apprezzato la sua analisi lucida rispetto al pervasivo conflitto di interessi che caratterizza il nostro sistema economico, informativo e politico. E' un intreccio forte e deviante che si fa beffa dei diritti e ostacola la libertà d'impresa, la mobilità sociale, lo sviluppo di pensieri alternativi: in una parola, avvelena i pozzi della democrazia e assicura il profitto di un’oligarchia che prospera sulle difficoltà delle classi più deboli, tra le quali, adesso si annovera anche la vecchia classe media. Il Movimento 5 Stelle si propone di abbattere questo sistema. Al Pd è mancato il coraggio di farlo, anzi, ci spingiamo a dire, gli è mancata propria la voglia, perché Renzi con quel sistema ha avuto un rapporto forte, contraddicendo, così, nei fatti la sbandierata rottamazione che aveva affascinato elettori ed iscritti. A quella spinta di cambiamento si può e si deve tornare, con coerenza e trasparenza di intenti.

Anche il proposito di stare al fianco dei più poveri di cui i 5 stelle si sono fatti portavoce attraverso la proposta del reddito di cittadinanza è comunque una prospettiva dentro la quale un partito di sinistra in altri tempi si sarebbe ritrovato, ove sia compatibile con gli equilibri di bilancio.

Può senz'altro ascriversi poi ad una visione progressista l'dea, che i 5 Stelle hanno fatto propria, secondo la quale la crescita del PIL non può essere l'unico parametro che qualifichi le scelte di politica economica. Ove si consideri che in Italia la tanto decantata, ancorché debole, ripresa economica ha avuto l'effetto di aumentare il numero di famiglie a rischio di povertà e di concentrare sempre di più la ricchezza nelle mani di poche persone si capisce bene come si ponga un problema serio di qualità dello sviluppo al quale bisogna dare delle risposte. Così come non è più accettabile che sull'altare della crescita economica venga sacrificato l'ambiente o si mettano in discussione i diritti dei lavoratori.

Anche sull'Europa si può dire che il Movimento 5 Stelle usi argomentazioni nuove e condivisibili reclamando sostanzialmente un ritorno ai principi fondativi della comunità, sottraendola al prevalere della tecnocrazia. Anche Renzi, in verità tardivamente e senza efficacia, ha reclamato il ritorno allo spirito di Ventotene e su questo si può realizzare una convergenza che dia sostanza al ruolo dell’Italia in Europa.

Insomma è possibile dire che il MoVimento 5 Stelle si vada sempre più caratterizzando come un soggetto politico che non parla più soltanto alla pancia degli italiani. Emerge, invece, con evidenza una strategia di governo niente affatto lontana dalla visione che aveva ispirato la nascita del Partito Democratico. Gli estremismi rabbiosi che pure ancora sono presenti in molti militanti grillini sono sempre più relegati ai social, sostituiti da ragionamenti che mirano a svolgere una percorribile azione di rinnovamento, senza per questo perdere la radicalità di pensiero e di azione. Se questa energia innovativa riesce ad incontrare la capacità e la cultura di governo di una parte significativa del Partito Democratico il paese avrebbe soltanto da guadagnarci

Per questo mi sento di rivolgere un appello ai dirigenti del PD: non fatevi dettare la linea da chi vi ha portato a sbattere relegando il partito in una posizione marginale. Se continuate ad ascoltarlo l’Italia proseguirà il suo declino e le idee di progresso continueranno a sfiorire. Bisogna tornare a guardare al futuro, sottraendo il Paese a un presente di paura e di sconforto. L’alleanza di governo con il Movimento 5 Stelle può rendere raggiungibile questo obiettivo ed è’una strada percorribile. Ovviamente valutando bene le clausole del contratto che viene proposto, entrando nel merito delle questioni, senza però, abbandonarsi ai pregiudizi ed evitando il prevalere di posizioni che perseguono interessi ben lontani da quelli degli italiani.

Pippo Trimarchi

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2 commenti

  1. Ah che voglia di poter comandare….. w la poltrona oltre ogni coerenza!! Detto questo vorrei raccomandati il piedino del Rio affossatore del sud e della nostra Autority che insieme al no ponte Duva… desertificano Messina

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  2. Il Movimento cinque stelle si deve ricordare il disastro fatto dal Pd .
    Caro Movimento mi hai rubato il mio e penso di tanti ,devo ammettere che siete dei giocati di grandi bluff. Na sola volta si frega a vecchia

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