Intervista al neo presidente del Parco dei Nebrodi Domenico Barbuzza, a caccia di risorse e di collaborazione dei sindaci per tutelare il territorio
Dalla tutela al rilancio passando per il piano anti incendi. Il nuovo presidente del Parco dei Nebrodi promette: darò risposte a tutti e 24 i sindaci del territorio. Il piatto, però, piange
Dopo 27 mesi di commissariamento, affidato a Luca Ferlito, il parco dei Nebrodi ha di nuovo un presidente. E’ Domenico Barbuzza, commercialista, consigliere comunale di Sant’Agata di Militello, che si è insediato qualche giorno fa alla presenza degli assessori regionali Bernadette Grasso e Totò Cordaro e del sindaco di Sant’Agata, Bruno Mancuso.
Presidente, quali sono le priorità?
Aspetti tecnici a parte, dall’approvazione del bilancio che è imminente al piano triennale delle opere, che non è ancora in dirittura d’arrivo. Ma prima di metterla in moto concretamente voglio conoscere in profondità la macchina amministrativa del Parco. Approfitterò di questo periodo di emergenza coronavirus che ci obbliga a rallentare per approfondire ogni aspetto della gestione dell’area protetta, e per fare il punto insieme ai sindaci su quello che bisogna fare.
Per fortuna non parto da zero, Ferlita ha fatto bene in questi mesi e posso quindi pormi in continuità col suo lavoro. Posso quindi pensare a programmare il 2021, visto che quest’anno è in gran parte ormai compromesso a causa dell’emergenza.
Aspetti gestionali a parte, di cosa ha bisogno il parco?
La programmazione è fondamentale e non si tratta soltanto di aspetti tecnici. Dobbiamo poter operare sul lungo periodo per garantire la tutela ambientale e la promozione dei nostri boschi. Il bilancio, ad esempio, deve ritrovare respiro. Le risorse attuali non lasciano ampi margini di manovra. Dei circa 5 milioni di euro a disposizione la buona parte se ne va in spese strutturali e gestionali. La Regione ci deve aiutare ma soprattutto lo Stato deve pensare seriamente alle aree protette.
Quindi passerà i prossimi mesi a esaminare i dati di bilancio?
Assolutamente no. Questi sono giorni di dialoghi serrati. Con il personale del parco, con i sindaci dei 24 comuni. Il mio colore politico è quello e quello resterà, è inutile negarlo, come la mia fede calcistica (il presidente tifa Inter ndr). Ma nessuno dei sindaci del Parco troverà la mia porta chiusa, anzi sarò io a disturbarli tutti per sapere quali sono le necessità e soprattutto coinvolgerli in tutte le attività. Poi c’è da rilanciare sia il capitolo formazione che sensibilizzazione. Abbiamo in cantiere tante iniziative con le scuole, con i bambini disabili, e ci sono i lavori cantierati da Ferlito sulla dorsale che devono essere completati.
L’estate è alle porte e già nei primissimi giorni di caldo gli incendi hanno martoriato il territorio
Il piano antincendio è pronto, ma sarà essenziale anche su questo sentire i vari comuni. Ho un incontro proprio oggi per fare il punto e capire cosa dobbiamo fare nell’immediato.
Le condizioni generali del Parco non sono ottimali, è sotto gli occhi di tutti lo stato delle manutenzioni.
Non mi piace la retorica del “io sono arrivato ora” ma oggettivamente è un aspetto da valutare con precisione. Ma soprattutto, il problema resta sempre lo stesso: le risorse disponibili. Ci sono tante aree attrezzate e strade che hanno bisogno di essere risistemate. Ma c’è anche bisogno di tanta civiltà da parte di noi tutti. Quello che viene consegnato deve essere conversato e non distrutto. Sono stato chiaro con i guardiaparco, saremo particolarmente severi con i “vandali” di tutti i generi.