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Acqualadroni, un villaggio dimenticato: un appello per salvarlo

Acqualadroni, un villaggio dimenticato: un appello per salvarlo

venerdì 17 Agosto 2018 - 09:17
Acqualadroni, un villaggio dimenticato: un appello per salvarlo

Messina - Un'accorata lettera rivolta al sindaco De Luca per mettere in luce tutti gli interventi di cui avrebbe bisogno il villaggio è stata scritta dall'ex consigliere di quartiere Marcello Cannistraci

«Acqualadroni, o Acqualadrone o Acquarone (in dialetto Messinese Aquaruni), è un villaggio del Comune di Messina, situato dalla parte tirrenica a circa 20 chilometri dal centro cittadino. Localizzato nella fascia costiera adiacente alla baia tra Spartà e Santo Saba da un lato, e dall'altro adiacente alla finissima sabbia di Casa Bianca, è un antico borgo di pescatori.

Questo paese ha un lato storico molto importante, veniva utilizzato dai corsari barbareschi e dagli ottomani, ai tempi delle incursioni turche, tra il XVI secolo e il XVII secolo, per sbarcare e rimanere in incognito, risalendo il torrente dei Corsari che da loro ha preso il nome, per poi saccheggiare i villaggi a nord della città e la stessa Messina conquistandola di sorpresa alle spalle.

Il mare antistante il paese Acqualadroni, è un ricovero di reperti archeologici importanti. Ultimo ritrovo di una certa importanza è il rostro romano di una nave da guerra, che oggi è esposto al Museo Regionale di Messina.

Essendo stato scelto dai Corsari nei tempi storici, Acqualadroni potrebbe diventare un vero porticciolo turistico, fornendo dei servizi non meno importanti come quelli che esistono già nelle coste messinesi.

Acqualadroni non ha tanti abitanti, sono esattamente circa 220, così come dicono i dati rilevati nel 2001. Ma è piena di case e condomini che fungono da residenze estive, per i villeggianti messinesi, circa 2500 persone. Da molti anni questo paese è stato trascurato dall'Amministrazione e dalle autorità competenti. Consideriamo che circa 20 anni fa, Acqualadroni era servito da 2 bar, 2 alimentari, 2 pizzerie, due lidi ed un tabacchino, che adesso non ci sono più perché il paese non è frequentato più a causa dei disaggi creatisi negli anni.

Un Comitato spontaneo di residenti affezionati a questo paese “Salvare Acqualadroni", ha cercato con tutte le proprie disponibilità e le proprie conoscenze di far evolvere questo paese, ma soprattutto di far interessare le autorità competenti ed il Comune di Messina per risolvere le problematiche esistenti. Un’importante operazione da fare per proteggere questo paese dal mare è la messa in sicurezza della costa antistante alle case, con il ripristino dei massi già esistenti, ormai insabbiati o letteramente inutili al proprio utilizzo. Tale bonifica può essere migliorata introducendo delle barriere frangiflutti ai massi già esistenti a protezione della costa, ridando a questo paese la sua meravigliosa sabbia.

Bisogna mettere in sicurezza la montagna che costeggia l’unica strada d'accesso che dalla S.S. 113 collega questo paese sino ad arrivare a Capo Rosocolmo. Basterebbe inserire la rete metallica in acciaio per evitare che massi e detriti possano arrivare giù lungo il percorso stradale, come è capitato frequentemente.

Anche il ripristino e l'opera di asfalto della strada che a tutt'oggi porta a Capo Rasocolmo in direzione ovest di Acqualadroni, preda continua dei campeggiatori che con le loro roulotte trovano terreno fertile per i loro accampamenti. Ripristino delle uniche piazzette che fanno parte di questo bellissimo paese isolato dal mondo. Allargare la strada verso il mare, realizzando un marciapiede che possa fungere anche da passeggiata per chi vorrebbe farsi due passi nel proprio lungomare. La possibilità di un'altra apertura stradale per percorrere il paese in tranquillità, senza avere la paura di poter restare intrappolati ad imbuto come è successo tantissime volte.

Il ripristino, almeno nel periodo estivo, di un servizio di Guardia medica, per prestare immediato soccorso a chi si trova in difficoltà e richiede un eventuale primo soccorso. Un ripristino dei cassonetti all'inizio del torrente Corsari, per dare modo a chi sta infondo al paese di poter conferire i propri rifiuti umidi negli appositi cassonetti».

La lettera è dell’ex consigliere della V circoscrizione Marcello Cannistraci che scrive all’amministrazione comunale per accendere i riflettori sul villaggio della zona nord della città.

«Per ridare vita a tutto ciò che ho elencato, bisognerebbe accedere a grossi fondi Regionali che possano determinare il ripristino e l'eventuale strutturazione di un paese rinnovato in tutto e per tutto. Chiedo perciò alla nuova amministrazione, al Sindaco Cateno DeLuca e all'Assessorato competente l'interessamento diretto di questo piccolo ma bellissimo paese».

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