L'esito del tavolo tecnico di oggi alla Città Metropolitana per decidere il futuro della struttura, chiusa dal 14 novembre e su cui pende l'ombra della demolizione
MESSINA – Tavolo tecnico stamane a Palazzo dei Leoni sul futuro della passerella sul greto del torrente Nisi, tra i Comuni di Nizza di Sicilia e Alì Terme. Realizzata provvisoriamente per mantenere una via di collegamento diretto tra i due comuni durante la ristrutturazione del ponte Nisi, la struttura sarebbe dovuta andare incontro alla demolizione una volta esaurito il suo compito. Ma si è deciso invece di mantenerla sia come eventuale via di fuga, sia come dei lavori per il raddoppio ferroviario. Da qui la necessità di trovare una soluzione per la sua gestione, almeno fino al completamento gli interventi per il nuovo tracciato.
L’iniziativa, promossa dal sindaco metropolitano Federico Basile, si inserisce nel percorso di confronto avviato dai due Comuni interessati, dalle sollecitazioni portate in Consiglio metropolitano dal consigliere Domenico Santisi e dalle interlocuzioni avviate dall’on. Bernadette Grasso con il Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, dove si terrà un ulteriore chiarimento tecnico sul tema.
Alla riunione hanno partecipato il direttore generale Giuseppe Campagna, il capo di Gabinetto Lalla Parisi e il responsabile del Servizio di Gabinetto Gaetano Maggioloti, insieme al sindaco di Nizza di Sicilia, Natale Briguglio, presente anche in rappresentanza del commissario straordinario del Comune di Alì Terme, Giovanni Cocco, e ai rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana, Anas, del Consorzio Webuild – Messina Catania Lotto Nord e dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana.

Tra le ipotesi discusse è stata valutata la possibilità che Anas trasferisca ai due Comuni ionici le risorse destinate alla demolizione della passerella, così da consentire una gestione più diretta dell’infrastruttura. RFI ha inoltre manifestato disponibilità a sostenere i costi della manutenzione ordinaria, stimati in circa 28 mila euro annui, mentre il Consorzio Webuild si è detto pronto a garantire la copertura finanziaria di eventuali interventi straordinari che dovessero rendersi necessari. Qualora si trovasse una convergenza, si passerà alla stipula di apposite convenzioni per definire gli aspetti operativi, giuridici e finanziari, con un orizzonte temporale fissato al 31 dicembre 2030 o, comunque, fino al completamento dei lavori di raddoppio ferroviario.
I lavori del tavolo tecnico sono stati aggiornati a una decina di giorni, così da consentire ulteriori verifiche e approfondimenti operativi.
“Il tavolo di oggi – ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Campagna – rappresenta un passaggio essenziale per assicurare un confronto trasparente e costruttivo tra tutti i soggetti coinvolti. In una fase così complessa per la viabilità del territorio, è fondamentale lavorare in modo coordinato, valutando ogni proposta utile a garantire continuità e sicurezza alle comunità locali. La collaborazione istituzionale è la strada più efficace per affrontare le criticità e accompagnare il territorio durante la realizzazione di opere strategiche come il raddoppio ferroviario”.
“Mi ritengo soddisfatto dell’esito dell’incontro – ha dichiarato il consigliere metropolitano Domenico Santisi non solo sembra evitarsi l’abbattimento della bretella, ma si intravedono anche possibilità che, senza volerci sbilanciare, potrebbero portare a una futura riapertura al pubblico. Ho voluto fortemente la convocazione di questo tavolo tecnico perché, pur non avendo competenza diretta, la Città Metropolitana ha dimostrato di poter svolgere un ruolo importante di regia in situazioni come questa. Ringrazio tutte le parti coinvolte per la disponibilità e la collaborazione dimostrate”.
