Inaugurata la riapertura del Cineteatro Comunale: la struttura intitolata all'artista pattese Beniamino Joppolo

Inaugurata la riapertura del Cineteatro Comunale: la struttura intitolata all’artista pattese Beniamino Joppolo

Giuseppe Giarrizzo

Inaugurata la riapertura del Cineteatro Comunale: la struttura intitolata all’artista pattese Beniamino Joppolo

sabato 24 Dicembre 2011 - 22:12

Dopo trentacinque anni torna a Patti il teatro che conta. Al via dal 12 gennaio una rassegna dai grandi nomi nazionali e internazionali.

“Drammaturgo, intellettuale, artista sperimentale partecipe delle avanguardie europee, consegnò al teatro italiano opere di innovazione ove la parola si esprime autentica, libera, mediterranea”. La frase che farcisce la lapide posta all’ingresso della sala del Cineteatro comunale di Patti riassume, a un tempo, lo straordinario valore artistico di Beniamino Joppolo, una tra le più illustri personalità a cui la città di Patti diede i natali, e la grande voglia di riscatto culturale che da qualche tempo anima la comunità cittadina e di cui l’amministrazione comunale s’è fatta attenta, meticolosa interprete. L’inaugurazione della riapertura del Cineteatro, svoltasi venerdì 23 dicembre, assume così un valore che travalica le semplici formalità di rito legate al taglio del nastro o alla scopertura di una targa commemorativa, andando a rappresentare l’ennesimo, decisivo segnale di un modus operandi votato all’ampliamento dell’offerta culturale ed artistica della città. «Il teatro rappresenta lo scrigno in cui sono riposti i ricordi e le tradizioni di questa terra – ha affermato il sindaco Mauro Aquino – e con la riapertura di questa struttura andiamo finalmente a colmare una lacuna». Insieme a lui, sul palco, Enzo Sciacca, cugino di Joppolo e figlio del pittore e scultore pattese Nato Sciacca: frequentatore della cerchia di artisti e letterati che faceva capo al gruppo “Corrente” e anticipatore con la sua arte “Astroabissale” del movimento spazialista; Natale Tedesco, professore emerito di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Palermo e autorevole studioso dell’opera di Joppolo; Salvatore Presti, direttore artistico del Circuito del Mito; Tindara Caccetta, giornalista Rai ed Edoardo Siravo, attore di teatro, cinema, e televisione, noto al grande pubblico per aver vestito i panni del commissario Leoni nella fiction di canale 5 “Vivere”. Durante la cerimonia l’attore si è esibito nella lettura di alcuni brani tratti dai “Carabinieri” e da “L’Ultima Stazione” di Joppolo.
Particolarmente emozionante è stato inoltre il contributo di Enzo Sciacca che ha affidato ai suoi ricordi giovanili la descrizione di Beniamino Joppolo: la sua capacità di penetrare l’anima dei luoghi e delle persone, l’estrema correttezza intellettuale, la vena artistica intessuta delle calde atmosfere mediterranee.
Degno di nota anche l’intervento del professore Tedesco, il quale ha offerto alla numerosa platea in sala un breve excursus sulla vita artistica ed intellettuale di Joppolo: dai primi contatti con l’ambiente fiorentino di “Solaria” ai salotti di Milano in cui nacquero i rapporti con gli avanguardisti di “Corrente”. Dalle prime opere teatrali in grado di attirare l’attenzione di un “pontefice” del teatro novecentesco come Paolo Grassi alla consacrazione con opere come “Carabinieri” da cui fu tratta una versione cinematografica, diretta da Jean Luc Godard, ed una celebre riduzione teatrale al festival di Spoleto, con la regia di Roberto Rossellini. Ed ancora, il rapporto viscerale tra terrestrità e spiritualità entro cui si muovono Corpo, Parola e Luce: i tre elementi che collocano la pittura di Joppolo nel solco dell’espressionismo mediterraneo. Ed poi l’incontro con Lucio Fontana e la teorizzazione del movimento spazialista fino all’esperienza parigina caratterizzata dal connubio tra surrealismo ed esistenzialismo camussiano che incise in maniera determinante sulle sue ultime produzioni teatrali.
Un’eredità enorme che Patti dovrebbe e potrebbe far sua. Il suggerimento è arrivato proprio da Tedesco e contempla l’opportunità di creare un concorso attraverso cui le giovani leve del teatro locale e nazionale possano cimentarsi nella rivisitazione in chiave contemporanea delle opere del drammaturgo pattese.
Nel corso dell’evento il primo cittadino Mauro Aquino ha voluto ringraziare la dott. Essa Anna Ricciardi, tra i componenti dello staff del sindaco, grazie al cui lavoro sarà inaugurata, a partire dal 12 gennaio, una stagione teatrale di tutto rispetto che vedrà alternarsi sul palco del Cineteatro comunale artisti locali e di fama nazionale ed internazionale: dopo trentacinque anni di assenza finalmente il grande teatro ritorna a Patti.
E grande soddisfazione ha espresso il “Forum delle Associazioni pattesi” che ha diramato un comunicato in cui si legge che «la cerimonia di intitolazione del cine-teatro comunale rappresenta il raggiungimento della consapevolezza dell’importanza culturale, sociale e politica che ricopre un edificio di tale portata». Il Forum ha sottolineato inoltre di «aver lavorato con la precedente e soprattutto con l’attuale amministrazione, affinché tale consapevolezza diventasse sforzo concreto in direzione di una migliore e più presente gestione del bene pubblico quale è e deve rimanere il cine-teatro. Infatti, uno dei punti cruciali della proposta elaborata dal Forum, era proprio la gestione comunale del cartellone teatrale: in questo modo, il comune si assume nuovamente una responsabilità politica e culturale davanti all’intera cittadinanza», riconoscendo così il grande valore del teatro quale «mezzo importantissimo per la crescita individuale e collettiva di una città, poiché permette lo scambio e la diffusione di idee e consente ai cittadini di responsabilizzarsi e di prendere parte alla vita culturale della nostra città».

Di seguito il programma dettagliato della rassegna:
12 Gennaio: “CENA A SORPRESA” di Neil Simon, per la regia di Giovanni Lombardo Radice, con Giuseppe Pambieri, Giancarlo Zanetti, Lia Tanzi, Simona Celi.
31 Gennaio: “DUE MAZZI DI ROSE SCARLATTE” per la regia di Maurizio Panici, con Paola Gassman e Pietro Longhi.
9 Febbraio: “Antropolaroid” di e con Tindaro Granata, giovane artista pattese, già vincitore di un prestigioso premio e collaboratore dell’Elfo di Milano.
31 Marzo: CONCERTO LUCA PINCINI E GILDA BUTTA’, Violoncello e pianoforte dal “Classico al Cinema”. Anche per Gilda Buttà, come per Tindaro Granata, si tratta di un richiamo alla terra d’origine. La professionista è reduce da una tournee di grande successo a Mosca.
Aprile: “IL MIO COPPI” di Albe Ros per la regia di Maurizio Panici, con Pamela Villoresi.
15 Marzo: “LI TURCHI” di Pippo Marchese, regia di Stefano Molica, Compagnia il Carro di Tespi.
26 Aprile: “INSULTI AL PUBBLICO” tratto da un’opera di Woody Allen e Peter Handke, regia di Stefano Molica, coreografie di Patrizia Bellitti, Compagnia Nuovi Teatri e Contempondanza.
3 Maggio: “FUMO NEGLI OCCHI”, commedia in tre atti, regia di Peppino Bisagni, Associazione Culturale il Sipario.

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