"Per il ponte necessaria una nuova gara", quarto reclamo all'Unione europea

“Per il ponte necessaria una nuova gara”, quarto reclamo all’Unione europea

Redazione

“Per il ponte necessaria una nuova gara”, quarto reclamo all’Unione europea

Tag:

mercoledì 08 Ottobre 2025 - 13:25

Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf contestano la procedura e chiedono il ritiro in autotutela della delibera al vaglio della Corte dei Conti

Ponte sullo Stretto: nuovo ricorso delle associazioni ambientaliste. Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno presentato un nuovo reclamo all’Unione europea.  denunciando “come si vorrebbe realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina senza procedere all’affidamento lavori tramite gara pubblica internazionale. In particolare le associazioni ritengono che ci sia una reiterata violazione da parte dell’Italia degli artt.101/109 del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) e dell’art.72 della Direttiva 2014/14/UE sulla concorrenza”. 

Scrivono le associazioni: “Il nuovo reclamo è il quarto presentato dalle associazioni e si aggiunge a quello per la mancata applicazione della Direttiva sulla valutazione ambientale strategica (Direttiva 2001/42/CE recepita in Italia dal Testo Unico Ambientale, Decreto Legislativo n. 152/2006) e a quelli presentati avverso i due pareri della Commissione Via Vas per la  non corretta applicazione della Direttiva 92/43/Cee  detta “Habitat” e della  Direttiva 2009/147/Ce per la  Conservazione degli uccelli selvatici”.

In primo piano il tema della “mancata gara d’appalto internazionale per la realizzazione del Ponte, contestando l’interpretazione normativa che è stata data per evitarla.  Infatti nonostante l’avvenuta messa in liquidazione della SdM, Società Stretto di Messina, avvenuta nel 2013 e i conseguenti atti caducati che regolavano i rapporti di concessione, il governo ha inteso ripristinare integralmente i rapporti preesistenti. Il tutto facendo scegliere al Parlamento la soluzione di attraversamento stabile dello Stretto di Messina attraverso la realizzazione del ponte a campata unica progettato dal SdM sulla base dell’aggiudicazione dell’opera avvenuta 24 novembre 2005 e, inoltre, e sulla base di  un’offerta di 3,9 miliardi avanzata dal consorzio Eurolink”, rilevano le associazioni.

“Sul ponte l’Anac è rimasta inascoltata”

Al di là della condivisione o meno sulla scelta dell’opera (comunque contestata dalle associazioni),  il reclamo afferma che “il governo italiano avrebbe dovuto procedere, invece, a una nuova gara internazionale.  In particolare, si ritiene non corretto il  riferimento su cui è stato calcolato l’incremento dei costi  che la normativa vigente -per non procedere a nuova gara- ritiene ammissibile  sino ad un massimo del 50%”.   

L’appalto oggi stimato in oltre 13,5 miliardi  (“per altro ampiamente sottostimati”), secondo le associazioni, “non può essere realizzato dallo stesso soggetto che nel 2005 lo aveva vinto per 3,9 miliardi su un progetto che poi avrebbe subito progressive  modifiche e un’importante estensione delle opere connesse e di quelle compensative. Il reclamo trasmette all’Unione europea la posizione ed i documenti dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) che, “anche in sede di audizioni parlamentari, aveva sollevato dubbi sulla mancata applicazione della Direttiva concorrenza e quindi sulla mancata nuova gara internazionale. L’Anac sul tema dal 2023  è rimasta inascoltata, sebbene nell’ultima audizione svolta alla Camera il 9 giugno 2025, quindi ben prima della delibera Cipess, tramite il suo presidente Giuseppe Busia  abbia esplicitamente affermato:  “L’aver deciso di non svolgere una nuova gara in coincidenza della riattivazione del percorso per la costruzione del ponte sullo Stretto pone dei vincoli sui costi dell’opera: questi, infatti, non possono crescere oltre il 50% del valore originariamente messo a gara. Ciò, in base alla direttiva europea, che in certi casi consente di non attivare una nuova procedura concorrenziale, ma entro tali limiti”.

“Chiediamo il ritiro in autotutela della delibera esaminata dalla Corte dei Conti”

Le associazioni Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno poi inviato al Cipess, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, una nota con cui chiedono il ritiro in autotutela della delibera n. 41 del 6 agosto 2025 con cui il governo ha chiuso l’iter di approvazione del Ponte, “delibera ancora sospesa perché all’attenzione della Corte dei Conti che ha già avanzato puntuali rilievi.  Al di là delle risposte che il governo fornirà, la richiesta delle associazioni elenca “i gravi elementi di criticità già esposti nei ricorsi presentati al Tar Lazio e nei reclami inoltrati all’Unione europea. Le associazioni sono consapevoli che già la Corte dei Conti, in assenza di risposte ai rilievi avanzati, ha invitato il Cipess a ritirare in autotutela la delibera n. 41. Ma ritengono che qualunque siano le risposte che verranno fornite, all’interno del  controllo preventivo di legittimità, queste non possano superare né tanto meno sanare le problematiche  e i vizi del procedimento deliberativo del Cipess”. (fonte Legambiente)

Articoli correlati

4 commenti

  1. Francesco Mondo 8 Ottobre 2025 14:57

    La lotta al ponte sarà la mo*te della sinistra. Questo continuo essere contro tutto ( al ponte, all’AV,al MOSE,etc) ha francamente stritolato le …

    9
    8
  2. Ancora un’altro titolo…….allarmistico!!!!!
    Ad maiora Messina!!!

    9
    8
  3. Come se la gente non sapesse già che la posizione di Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF sul Ponte sullo Stretto non è una questione di metodo, ma di principio. Anche se la procedura fosse perfetta, continuerebbero a opporsi all’opera in quanto tale. La richiesta di ritiro in autotutela della delibera non mira quindi a migliorare il progetto, ma a fermarlo, impantanandolo nelle lungaggini burocratiche e nei ricorsi. Un atteggiamento che finisce per togliere credibilità a chi si presenta come difensore dell’ambiente, ma nei fatti ostacola ogni grande infrastruttura, anche quelle che potrebbero portare sviluppo, innovazione e lavoro nel Sud Italia.
    Che pena..

    7
    6
  4. Giuseppebaretti 8 Ottobre 2025 20:20

    Lavoro alle imprese lombarde, piemontesi e venete. Il ministro lo ha specificato chiaramente.
    Comunque la procedura non è imperfetta. E’ fatta esclusivamente a colpi di ginocchio.

    2
    3

Rispondi a Maurizio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED