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Il consiglio approva il nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari

ELENA DE PASQUALE

Il consiglio approva il nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari

giovedì 19 Aprile 2012 - 22:09
Il consiglio approva il nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari

La delibera, in “stand-by” dallo scorso mese di settembre, è stata approvata con 18 voti favorevoli tre astenuti. Soddisfatto l’assessore Sparso

La giunta lo ha esitato lo scorso 10 settembre, il consiglio comunale l’ho approvato nella seduta di ieri pomeriggio. Parliamo del “Regolamento Comunale sui criteri per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Il documento che porta la firma dell’assessore Sparso e la “mano” del dirigente Cardia, è passato con 18 voti favorevoli e tre astenuti, Conti (Pdl) Chiarella (Forza Azzurri) e Calabrò (Pd), dopo la presentazione di 13 emendamenti, tutti votati favorevolmente e la maggior parte dei quali proposti dai consiglieri Cucinotta e Barrile.

Il regolamento, composta da ventiquattro articoli, punta a “incardinare” il sistema di assegnazione degli alloggi che non riguardano però il “filone” del risanamento cittadino, già regolato dalla legge regionale speciale 10/90, bensì quelli di emergenza abitativa. In quest’ultimo caso, infatti, il Comune di Messina ha finora provato ad affrontare la complessa questione con un Bando di concorso pubblico per l’assegnazione provvisoria di appartamenti disponibili, redatto con determinazione dirigenziale del 5 gennaio 2009 nel rispetto degli indirizzi e dei principi forniti con delibera della giunta municipale del 16 ottobre 2008. Successivamente è stato istituito, per una maggiore trasparenza, un registro pubblico tenuto dall’ufficio competente del dipartimento Risanamento su cui vengono annotati gli alloggi disponibili (praticamente nulli) ed assegnati. Il nuovo regolamento punta proprio a una maggiore disciplina di tale ambito.

Tante le novità contenute nel documento, altrettante le regole già esistenti che vengono però “uniformate”: criteri più ordinati nella procedura delle assegnazioni, creazione di una graduatoria unica comunale, maggiore disciplina nei meccanismi della presa in possesso di un alloggio, così come nella stipula dei contratti di locazione e nei casi di quanti occupano un appartamento pur non avendo alcun titolo. Un risultato quello sancito ieri sera con l’approvazione della delibera, con cui l’assessore spera possa essere posto un freno a quel meccanismo di richiesta/promessa che non fa che affossare l’intero sistema.

La seduta è caduta in fase di votazione di un’altra delibera, anch’essa attinente l’ambito delle politiche abitative, ma con riferimento alle zone di risanamento, presentata da Capurro (primo firmatario), Chiarella e Conti. L’atto, per gli oppositori (non in senso politico) da non classificare come delibera d’indirizzo, anche perchè mancante dell’espressione “delibera di dare indirizzo”, ma in ogni caso privo di efficacia in quanto privo del parere del dirigente, riguardava “l’attribuzione nell’assegnazione di alloggi in locazione provvisoria, di una priorità assoluta tra tutti i riservatari e le categorie di riservatari di cui alla delibera n°267 dell’11/3/2011, per gli abitanti di via Bisignano, ex-asilo Nido Santa Lucia Sopra Contesse, I lotto funzionale Fondo Fucile”, rimasti esclusi dalla graduatoria approvata con le delibere n°140 e 141”. Il caso è quello che qualche settimana fa (vedi correlato) ha portato sul tetto di palazzo Zanca alcuni rappresentanti delle famiglie delle zone in questione, a cui, mediante delibera di giunta, poi revocata, presentata dal sindaco e non dall’assessore al ramo, era stato assegnato un alloggio temporanea all’ex-scuola Capitano Traina. Alla base del provvedimento, così come motivato anche nel documento proposto dai consiglieri, la situazione di “emergenza” vissuta dai nuclei familiari, le cui baracche, per mancanza di fondi, non sono state demolite, rimanendo le uniche nel deserto di macerie, degrado e sporcizia delle aree considerate. Una condizione legittimamente invivibile che, tuttavia, “si scontra” con l’altrettanto legittimo disagio degli aventi in diritto, ormai da tempo in graduatoria, che si sono opposti al provvedimento ottenendo appunto la revoca del provvedimento di giunta. Atto che, almeno al momento, rimane bloccato anche dal consiglio. Fuori, nel frattempo, continua a consumarsi la solita, ma vantaggiosa per alcuni, “guerra fra poveri”, più o meno furbi. (ELENA DE PASQUALE)

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Un commento

  1. liliana parisi 20 Aprile 2012 09:03

    Conosco le capacità e la rettitudine del Consigliere Barrile e spero che sia incaricata di continuare a gestire la cosa.Risolvere l’emergenza abitativa è prioritario se si vuole che non ci siano più occupazioni abusive. E si deve anche fare usufruire di una sistemazione almeno temporanea le famiglie abitanti in baracche residuate, perchè altrimenti lo sbaraccamento completo di intere zone non potrà mai realizzarsi.O è questo che vogliono quei politici che hanno nei baraccati un serbatoio di voti?

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