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«Fiumedinisi mi ha lanciato, Messina mi farà presidente della Regione» VIDEO

Francesca Stornante

«Fiumedinisi mi ha lanciato, Messina mi farà presidente della Regione» VIDEO

lunedì 25 Giugno 2018 - 03:15

Alle 01.40 Cateno De Luca ha raggiunto piazza Unione Europea e dalle scale di Palazzo Zanca ha parlato alla folla che lo attendeva con bandiere, cori e fuochi d'artificio. Il primo discorso alla città lo ha dedicato a quelli che saranno i primi passi da sindaco e ai nuovi consiglieri comunali

La “discesa” verso piazza Duomo dentro un cordone umano che lo scortato fino a piazza Municipio. La deposizione di due corone di fiori ai piedi della Madonna in piazza Immacolata di Marmo, un’altra corona al Monumento ai caduti di piazza Municipio e poi le prime parole alla città del nuovo sindaco Cateno De Luca. Bandiere, applausi, cori hanno accolto il primo cittadino che ha parlato davanti Palazzo Zanca per oltre 40 minuti quando l’orologio segnava già le 01.40 e le urne aveva dato il loro responso chiaro e netto.

Quando ha preso il microfono prima di tutto il Padre nostro, recitato da De Luca insieme alla sua folla che lo acclamava. E poi le sue prime parole da primo cittadino, mentre la piazza veniva illuminata dai fuochi d’artificio e la gente intonava i cori al grido di “Cateno”:

«Si è conclusa questa campagna elettorale molto forte e diversa rispetto a quelle che avete visto in questi ultimi anni. Sono cosciente che sarà facile fare le rivoluzioni ma meno facile attuarle concretamente nel tempo. Noi cercheremo di distinguerci anche in questo. La città nel 2013 ha fatto una scelta di discontinuità votando Renato Accorinti. Gli ho riconosciuto l’onesta intellettuale di aprire un fronte di discontinuità ma quel fronte non ha avuto riscontro nella quotidianità e nell’azione ammnistrativa. Io rivoluzionerò la città quotidianamente insieme a tutti voi.

Amministrare i palazzi municipali è uno dei mestieri più difficili e chi ama realmente mettersi al servizio delle comunità, come io ho cercato di fare nelle mie precedenti esperienze, può segnare una svolta reale e concreta. Io sono figlio del popolo e oggi posso affermare che la mia elezione dev’essere un segnale forte nei confronti di tutti. Nei confronti di chi si sente dileggiato e ferito da sistemi che hanno invertito e calpestato le regole in tutti i settori per eliminare la concorrenza e cancellare il sacrosanto principio della meritocrazia. Noi dobbiamo lavorare per riportare le regole nei luoghi giusti e far sperare a chiunque, anche a un figlio di nessuno, o figlio di gente semplice, di disoccupati o operai, a poter ambire nella vita a ottenere i più meritati successi.

È stata una competizione dura e lunga, certamente non mi aspettavo che finisse con atteggiamenti velenosi da parte del nostro competitor. Devo dire ringraziare tutti i candidati sindaco, ognuno ha fatto la propria proposta. Un saluto all’ingegnere Gaetano Sciacca, al professore Antonio Saitta, all’avvocato Pippo Trischitta, alla signora Emilia Barrile, al professore Dino Bramanti, al sindaco uscente Renato Accorinti.

Si è affermata una proposta alternativa, chiara e forte, che rispecchia il carattere di chi vi parla. Sicuramente non sarò la persona migliore del mondo, ma sono un uomo tutto d’un pezzo e non faccio sconti. Sono un uomo che ha conquistato ogni singolo obiettivo con grandi sacrifici e rinunce, sacrificando affetti, tempo libero e la mia stessa vita che è sempre stata al servizio degli altri. Cercherò di essere all’altezza del compito, non sarò disposto a farmi cuocere a fuoco lento da nessuno».

Poi un lungo messaggio rivolto ai consiglieri comunali che saranno in aula, consapevole che sarà fondamentale trovare una quadra per amministrare, visto che Cateno De Luca sarà un sindaco senza neanche un consigliere. «Riusciremo a definire le giuste intese con tutti gli eletti al consiglio comunale perché la città è stanca dei finti giochi politici, delle finte ideologie, dei soldati e dei soldatini, delle tecniche dei pupi e dei pupari. Invito i 32 consiglieri a essere consequenziali al mandato e alle aspettative della città. La città non vuole steccati ideologici e politici, non vuole atteggiamenti settari, non vuole consiglieri comunali che per partito preso fanno male alla città. E’ uscito un segnale chiaro dalle urne, abbiamo per l’80% un consiglio comunale rinnovato, ciò significa che la città non ha apprezzato le azioni poco chiare di tanti consiglieri che si sono distinti proprio per questo. Noi alla luce del sole dovremo definire un contratto per Messina. La guida è Cateno De Luca, la sua giunta e il suoi programma. Io non consentirò che si avviino trattative parallele e fuori dall’aula del consiglio. I singoli consiglieri, al di là dei gruppi di appartenenza, devono agire come figli della città non come figli dei partiti che li hanno eletti. Dobbiamo dare soddisfazione alla comunità, dobbiamo assumere le vesti degli uomini e delle donne di servizio. Ogni singolo consigliere sappia che il sindaco e la sua giunta sono pronti ad accogliere qualunque proposta che andrà nel senso del buongoverno. Non accetteremo proposte clientelari o che favoriranno qualcuno a discapito di altri».

«La città è stata messa di fronte a un programma ambizioso, abbiamo iniziato a parlare di programma a gennaio, la città è stata messa di fronte a una proposta di governo chiara. La città ha punito sonoramente chi ha voluto usare l’arte della calunnia per abbattere l’avversario. Spero questa sia una grande lezione di democrazia per chi pensava di demolire e intimidire l’avversario politico usando i poteri di altri palazzo.

Mi auguro non sia vera l’affermazione di Bramanti che non intende stringermi la mano. Se è vero è un altro atto grave nei confronti di una città che ha eletto democraticamente il sindaco. Cosa rispondiamo noi? Che rompiamo tutti i progetti con il Neurolesi? Io non sono di quella pasta, non rompo il tavolo se perdo mentre gioco a carte. La mano a Bramanti la stringerò come farò con chiunque, perché un uomo delle istituzioni deve saper distinguere le ferite personali dal ruolo. Ma l’uomo De Luca, finché non riceverà le scuse personali dall’uomo Bramanti, non potrà porgere la guancia».

«Grazie ai 192 candidati eroi che hanno dato un grande esempio di amore per la città perché senza di loro non sarei stato qui. Grazie ai 7 assessori. Grazie allo staff di segreteria e di Sicilia vera. Noi non siamo neanche dieci, ma il lavoro fatto vale quello di un esercito. Cercheremo di dare delle risposte immediate alla città, chiedo solidarietà e sostegno da parte di tutti. Nel 2012 a Santa Teresa avevo una situazione simile, abbiamo lanciato appello a tutti, forze imprenditoriali e produttive per lanciare segnale forte. Uno dei primi atti che firmerò sarà la pubblicazione di un avviso per avere supporto gratuito per manutenzioni, pulizia, estate con aiuto e collaborazione di tutti. Dobbiamo imparare a donarci e tante cos possiamo farle soltanto se lavoreremo insieme».

In prima fila i giovani sindaci di Santa Teresa e Fiumedinisi, Danilo Lo Giudice, e Giovanni De Luca, figli politici di De Luca. «Vogliamo lanciare una scuola politica, il rinnovamento non si può improvvisare. Loro sono i due sindaci più giovani della Sicilia, li ho cresciuti, oggi sono capaci di dare lezione di buongoverno a me. Danilo Lo Giudice, primo dei non eletti nella lista dell'UDC alle regionali prenderà il posto del neo sindaco di Messina a Palazzo dei Normanni.

Fiumedinisi mi ha lanciato, Santa Teresa mi rilanciato, Messina mi porterà a fare il presidente della regione Sicilia. Ma non è solo una conquista politica, abbiamo conquistato tutti insieme Palazzo Zanca perché ci siamo distinti concretamente, voi lo avete colto e noi oggi siamo qui per creare un modello di buongoverno che dovrà diventaregrande modello di sviluppo, di innovazione e serenità. Un modello che magari porteremo tra dieci anni a Palazzo d’Orleans».

Nel passare il testimone a Danilo Lo Giudice che adesso prenderà il suo posto da deputato regionale, in quanto primo dei non eletti, De Luca non le ha mandate a dire ai deputati messinesi: «Messina non ha rappresentanti in Parlamento, quelli che ci sono si sono dimostrati i peggiori nemici della città di Messina. Noi crediamo nella conversione, chiamerò tutti i deputati regionali e nazionali. Dobbiamo agire per gli elementi che dovranno essere azione dei prossimi dieci anni. Questo consentirà a tutti di avere consenso. Non sarò competitor di nessuno per i prossimi dieci anni, avete campo libero ma lo dovrete conquistare con azioni concrete per il territorio perché non consentirò più ricoltivare clientele. Collaboriamo su tutto ciò che è di interesse per la comunità. Prendiamo esempio dai colleghi di Catania e Palermo che sono come un clan politico quando si tratta di difendere i loro territori.

Da domani si comincia a lavorare. Ma entro domenica ci sarà una festa per tutta la città».

Poi l’ingresso a Palazzo Zanca, stretto nell’abbraccio della moglie e dei due figli. Le scale, gli applausi, la calca, poi un commosso De Luca ha parlato di nuovo alla gente dal Salone delle Bandiere. Fino a tarda notte Palazzo Zanca ha vissuto le prime ore del nuovo sindaco.

Francesca Stornante

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