Pnrr & Beni confiscati, allarme della Cgil: zero progetti presentati in Calabria

Pnrr & Beni confiscati, allarme della Cgil: zero progetti presentati in Calabria

Redazione

Pnrr & Beni confiscati, allarme della Cgil: zero progetti presentati in Calabria

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martedì 08 Febbraio 2022 - 10:10

Il monito di Celebre e Veraldi: «Il 29 dicembre abbiamo allertato le Prefetture. Da allora, solo silenzio: e ora mancano 20 giorni alla scadenza del bando»

REGGIO CALABRIA – Il prossimo 28 febbraio scadrà il bando per gli interventi previsti dal PNRR per la valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie, come da Avviso dell’Agenzia per la coesione territoriale.  Come Fillea CGIL Calabria e CGIL Calabria siamo molto preoccupati perché, pur avendo chiesto il 29 dicembre scorso, con una missiva diretta ai Prefetti delle 5 province calabresi, a tutt’oggi non abbiamo alcuna notizia sui progetti da presentare né tantomeno siamo stati convocati a partecipare a una qualsiasi attività di confronto in merito alla questione.

Simone Celebre, segretario regionale Fillea-Cgil
Simone Celebre, segretario della Fillea-Cgil calabrese

Ad affermarlo sono Simone Celebre (vedi foto), segretario generale Fillea-Cgil Calabria, e  Luigi Veraldi, segretario Cgil Calabria, i quali ribadiscono che l’Avviso per la coesione territoriale rivolto alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie all’interno del Pnrr  prevede interventi il cui ammontare complessivo è pari a 250 milioni di euro, da destinare a proposte progettuali al fine della riqualificazione d’intere aree e di beni confiscati alle mafie da destinare a beneficio della collettività

Il ruolo-chiave delle Prefetture

I due rappresentanti della Cgil calabrese tengono, altresì, a ribadire che per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie si prevede un’assegnazione di 300 milioni di euro per la realizzazione di 200 progetti nelle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e che in tale contesto le Prefetture rivestono un ruolo importante e, nella qualità d’interlocutore istituzionale tra Agenzia e le Amministrazioni locali, possono esercitare una decisiva azione di stimolo e sostegno in favore dei Comuni nel processo di destinazione dei beni confiscati per il migliore perseguimento delle finalità nel riutilizzo sociale degli stessi.

Dal 29 dicembre a oggi, solo una cappa di silenzio

Celebre e Veraldi,  nella piena consapevolezza dell’importanza che la valorizzazione dei beni confiscati rappresentano un chiaro segnale della lotta contro la criminalità organizzata, ricordano che  il 29 dicembre scorso avevano chiesto ai Prefetti di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia di valutare le eventuali attività necessarie e quindi utili per favorire la rigenerazione dei beni ricadenti all’interno delle rispettive competenze territoriali e avevano garantito la loro disponibilità a partecipare ad attività concertativa al fine di favorire l’utilizzo delle previste misure.
«Ad oggi, cioè a 20 giorni dalla scadenza del bando – rilevano i due segretari – esprimiamo la nostra preoccupazione  in considerazione che non abbiamo avuto alcuna notizia in merito e né tantomeno siamo stati chiamati a svolgere  attività concertativa».

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