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La Galleria Vittorio Emanuele ieri ed oggi e la surreale guerra all’hamburger

Rosaria Brancato

La Galleria Vittorio Emanuele ieri ed oggi e la surreale guerra all’hamburger

martedì 16 Gennaio 2018 - 06:04
La Galleria Vittorio Emanuele ieri ed oggi e la surreale guerra all’hamburger

L'inaugurazione del Burger King ha scatenato le consuete polemiche ed una crociata contro le patatine fritte che secondo qualcuno stonerebbero con eventuali iniziative in Galleria. Quella stessa Galleria dimenticata per anni. Ma chi l'ha detto che chi mangia panini non legge libri?

Se chiudiamo gli occhi e proviamo a fare un esercizio di memoria tornando al 2014, 2015, 2016, le immagini che vediamo sono quelle delle pareti imbrattate, della Galleria Vittorio Emanuele usata la notte come rifugio, come pista per gare di motorini, come latrina. Le luci spente, i cancelli rotti, la sporcizia che si annidava ovunque. E poi l’incendio, quelle fiamme che hanno ridotto in cenere il giaciglio di un senza tetto, nel gennaio 2015 e che devastarono il prezioso mosaico, mai più riparato (se non con una colata di malta cementizia). Se chiudiamo gli occhi ricordiamo le proteste accorate dei titolari dei locali della Galleria, che diedero vita ad un Comitato, mettendo a disposizione risorse, idee, braccia e gambe, pur di riportare alla luce quel che un tempo era il “salotto” della zona storica, fortemente voluto dai nostri avi negli anni della ricostruzione post terremoto. Gli esercenti presentarono progetti, lottarono contro la bizzarra interpretazione dei canoni di occupazione suolo pubblico, proposero interventi a loro spese, si batterono contro il totale disinteresse dell’amministrazione. Se guardiamo indietro ritroviamo le iniziative delle Notti bianche in Galleria, poi il Capodanno, ed ancora, nel Natale del 2016, grazie all’intervento dell’ex assessore Daniela Ursino (unico esponente della giunta Accorinti ad avere a cuore le sorti della storica Galleria), si accesero le luci e fu magia.

I titolari dei locali non hanno mai smesso di impegnarsi per riqualificare il sito, grazie all’aiuto di uno sparuto gruppo di consiglieri comunali e di circoscrizione.

Dobbiamo farlo quell’esercizio di memoria e raffrontare le foto di ieri a quelle di oggi, perché è un dovere ricordare quanta strada è stata fatta, spesso in totale solitudine, senza l’appoggio delle istituzioni. Se l’amministrazione avesse dedicato alla Galleria Vittorio Emanuele un decimo dell’impegno profuso per la pedonalizzazione di via dei Mille o di piazza Duomo, a quest’ora staremmo raccontando un’altra storia.

Del progetto presentato ormai 3 anni fa dal Comitato della Galleria non se ne sa più nulla. Un progetto che garantiva la sicurezza, la riqualificazione e la rinascita.

E’ nel cassetto dell’assessore Pino da anni, insieme agli impegni presi dall’esponente della giunta per la sistemazione del mosaico.

Adesso guardiamo le foto di oggi. Quelle scattate il giorno dell’inaugurazione del Burger King là dove c’erano saracinesche abbassate da anni.

C’è un investimento imprenditoriale importante, ci sono 37 giovani messinesi che invece di prender la valigia sono rimasti qui, per lavorare. C’è un imprenditore, Pierluigi D’Amore che ha scommesso a Messina, soldi, impegno, speranze.

E ha, a sue spese e con maestranze messinesi, provveduto alla riqualificazione della pavimentazione, delle pareti e della volta. L’unica parte che non ha potuto sistemare è il mosaico, nonostante la sua totale disponibilità a farlo. Già, quel mosaico i cui pezzi sono stati sostituiti con la “colata di malta cementizia”, contestata dalla stessa Sovrintendenza e che sarebbe dovuta essere temporanea ed è lì da più di due anni.

D’Amore era pronto a dare il suo contributo, ma, i paletti della burocrazia sono quelli che sono, quindi siamo costretti a tenerci quella bruttura ( e non facciamo troppe domande su dove siano andate a finire le tessere del mosaico….).

L’inaugurazione è stata una festa di musica, giochi, luce. Il Burger King si va ad aggiungere agli altri locali i cui titolari sono tutti giovani imprenditori che dovremmo incoraggiare.

Invece è scoppiata la crociata contro l’hambuger, la guerra alle patatine. Dimenticando peraltro che in Galleria c’è la pizzeria, Poldo, il Tagliere, lo Slow Food. Siamo tutti pronti a dichiarare che la Galleria deve essere un luogo di ritrovo per giovani, un sito “vivo” ma, c’è sempre quel “ma” che apre la porta ad un mare di polemiche, soprattutto sui social.

L’ex assessore Ursino, il 28 dicembre del 2016, affiancò al concerto del Corelli ed ai brani di Chiara Taigi quelli altrettanto belli della Tribù dei selvaggi, che con i loro bonghi ed i loro ritmi hanno acceso la serata in piena armonia con i suoni successivi.

All’inaugurazione del Burger King c’era musica, artisti di strada, giochi di luci. Non dovrebbero esserci steccati tra ciò che fa “momento d’incontro” e ciò che, per i radical chic, non lo fa.

Quelle saracinesche sono state rimaste abbassate per anni senza che nessuno OSASSE riaprirle ed ora che qualcuno lo fa diventa bersaglio perché le patatine fritte, secondo qualcuno, non si abbinano alla cultura. Ma chi l’ha detto? Dov’è scritto che chi mangia panini non ama leggere libri? Perché un eventuale dibattito sull’euro non dovrebbe accordarsi con le patatine fritte? Non si può allestire una mostra e nel contempo stare seduti nei tavolini e sorseggiare Coca cola? Come vuoi avvicinare i giovani alla cultura, alla lettura, al teatro, a qualsiasi altra cosa che non sia un i-phone se non usi il loro stesso linguaggio, se non provi a capire cosa amano, cosa mangiano, di cosa parlano? Ho apprezzato il tipo di comunicazione voluta per il Burger King, quel messaggio “a km zero”, per la birra, per le verdure acquistate al mercato, per i giovani che ci lavorano. Quella pubblicità che richiama molto la messinesità: “Cu mancia fa muddichi”, “a Messina non c’era nenti”.

L’orologio del tempo cammina non possiamo restare CRISTALLIZZATI in epoche storiche passate. Il problema è avere IDEE. Gli esercenti del Comitato ad esempio, sin da novembre avevano presentato un bel progetto per il Capodanno. Progetto NAUFRAGATO tra ostacoli di varia natura.

Chi ha idee per far rinascere la Galleria è il benvenuto. Suggerisco a caso: le domeniche della cultura, la Primavera del libro, il teatro di strada, i concerti del sabato pomeriggio. Escludo che stilisti di fama mondiale aprano negozi nella Galleria Vittorio Emanuele (anche perché non avrebbero clientela), quindi è ammirevole il coraggio di chi oggi, soprattutto se giovane ALZA UNA SARACINESCA.

Ho letto centinaia di libri nella mia vita e mangiato altrettante centinaia di hamburger con patatine e non penso che siano antitetici. Non penso che la pizza sia di sinistra, e il panino di Poldo di destra e lo slow food grillino. Penso che dobbiamo ritrovare le ragioni dello stare insieme e di coinvolgere le nuove generazioni.

Deponiamo le armi contro gli hamburger e chi ha idee per iniziative in Galleria, le porti avanti.

Rosaria Brancato

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7 commenti

  1. libero professionista 16 Gennaio 2018 08:08

    Non c’è dubbio che tutti avremmo voluto all’interno della galleria altre attività, come librerie e boutique di qualità, anziché fast food.
    Ma se in quasi cento anni di storia di questo bellissimo palazzo ciò non è avvenuto, vorrà dire che non ci sono le condizioni perché determinate attività possano sopravvivere; queste devono stare nella zona commerciale della città e piazza Antonello non lo è mai stata.
    Credo quindi che quanto oggi esistente sia nettamente da preferire a decenni di totale abbandono e degrado; peraltro non c’è da scandalizzarsi: anche a Venezia il Burger King è all’interno di un edificio storico.

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  2. Brava Rosaria, sono perfettamente d’accordo. I polemici si facciano una vita e lascino in pace i giovani investitori.

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  3. MessineseAttento 16 Gennaio 2018 09:58

    Svariati anni fa si tentò di aprire un Mac Donald (sarebbe stato, se non erro, il primo in Sicilia) nei locali ex Rotino, sul viale San Martino. Ebbene, l’ingentissimo investimento si arenò sulle secche del pregiudizio, sia da parte della cittadinanza, sia, ovviamente, da parte della politica miope ed ottusa. Purtroppo, non godemmo neanche di un accorato articolo come questo. I tempi cambiano, insieme alle opinioni…

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  4. Pienamente d’accordo. Tra il nulla ed un fastfood meglio il secondo. Considerando che contribuisce sensibilmente alla riqualificazione della galleria. Anche a me piacerebbe che la Galleria fosse ben altro, ma nella realtà non è possibile e lo dimostrano gli anni di perenne abbandono. Ben venga quindi il burgerKing, ed in bocca a lupo. Il resto è fuffa.

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  5. Non sto qui a polemizzare su questo o quel moderno luogo di ritrovo e nella nostra galleria meglio questi che l’abbandono più assoluto da cui sta uscendo.
    In linea generale, in seguito al mio recente viaggio in Alsazia, dico che dovremmo imparare dagli Alsaziani nel non accogliere nei nostri centri storici i vari Mac, Burger e via discorrendo che nulla hanno a che vedere con queste ambientazioni.
    In Alsazia li fanno accomodare in periferia e non li accolgono in pompa magna nel salotto buono della città come avviene in Italia.

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  6. MessineseAttenta 16 Gennaio 2018 17:48

    Cari signori, ceti commenti fanno piangere.
    Una galleria d’arte o una libreria di libri antichi, con le copertine in legno e cuoio, incise una ad una avrebbero dato più lustro ad ul luogo ridotto ad una latrina fetida ed immonda, rifugio di barboni e drogati. Ma Messina non offre tutto ciò. Il Burger è il massimo che passa il convento. Attirerà giovani e meno giovani, dipendenti che vorranno fruire di una pausa pranzo diversa, magari turisti d’oltre oceano che si vorranno sentire a casa. Il Burger servirà a fare rinascere un luogo fino a poco tempo fa buio, infido, insicuro. Smettiamola di dare ascolto ai fighetti con la puzza sotto il naso. Una volta tanto, chi può faccia la persona seria. Chi non ci riesce si taccia. Farà più figura.

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  7. nulla contro hamburger e patatine, se buoni piacciono anche a me, ma il rumore dei motori degli impianti di ventilazione e aspirazione che danno sulla pubblica via danno davvero fastidio sia a chi passa che a chi abita li. Non ho un apparecchio per misurare i decibel di rumore prodotto, ne se questi rientrino nella vigente normativa, sicuramente il rumore è fastidioso

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