Nel 2006 il ministro Matteoli finanziò 34 milioni per il dissesto idrogeologico della provincia di Messina, ma il decreto, già firmato, venne ritirato mentre si trovava alla corte dei Conti un anno dopo

Nel 2006 il ministro Matteoli finanziò 34 milioni per il dissesto idrogeologico della provincia di Messina, ma il decreto, già firmato, venne ritirato mentre si trovava alla corte dei Conti un anno dopo

Nel 2006 il ministro Matteoli finanziò 34 milioni per il dissesto idrogeologico della provincia di Messina, ma il decreto, già firmato, venne ritirato mentre si trovava alla corte dei Conti un anno dopo

mercoledì 07 Ottobre 2009 - 09:41

La notizia è di quelle clamorose. Nella primavera del 2006 il ministro dell’Ambiente e tutela del territorio, Altero Matteoli, firmò un decreto che finanziava interventi per il riassetto territoriale delle aree a rischio idrogeologico. Nella provincia di Messina erano trenta i Comuni beneficiari del finanziamento che complessivamente ammontava a 34 milioni di euro, al fine di dar corso alle urgenti opere richieste per la salvaguardia del proprio territorio.

In quell’occasione a darne notizia fu il senatore di Alleanza Nazionale, Domenico Nania che in una breve nota ringraziò il ministro Matteoli suo collega di partito «che, con la firma del decreto ha dimostrato ancora una volta non solo sensibilità concreta per le tematiche attinenti al territorio e all’ambiente, ma anche particolare attenzione per la nostra provincia, dove si potranno effettuare interventi urgenti per mettere al sicuro alcune situazioni a rischio. Si tratta di uno sforzo finanziario davvero consistente che il governo della CdL ha compiuto – conclude Nania – a conferma che anche stavolta abbiamo mantenuto gli impegni assunti con la nostra comunità».

Ad accelerare l’intervento economico e lo stanziamento dei fondi, allora si disse che furono i recenti episodi – ultimo in ordine di tempo ad Ischia – di frane o crolli che hanno determinato gravissime conseguenze per le comunità interessate. Le somme finanziate dal Ministero rientravano del 13. Programma stralcio di interventi urgenti per il riassetto territoriale delle aree a rischio idrogeologico. Tra i Comuni che dovevano inserire i finanziamenti più consistenti, Milazzo e Barcellona. Questo comunque l’elenco dei Comuni ammessi al finanziamento: Gualtieri Sicaminò (un milione e 200 mila euro), Itala (400 mila), Letojanni (840 mila ), Longi (400 mila), Mandanici (2 milioni e 388 mila), Milazzo (3 milioni e 765 mila), Montalbano Elicona (1 milione e 636 mila), Nizza di Sicilia (840 mila), Novara di Sicilia (898 mila), Roccalumera (1 milione e 110 mila), Roccavaldina (1 milione e 176 mila), San Pier Niceto (823 mila), Santa Teresa Riva (1 milione 50 mila), Saponara (2 milioni 679 mila), Scalezza Zanclea (640 mila), Ucria (1 milione e 299 mila), Venetico (1 milione e 159 mila), Patti (800 mila), Antillo (1 milione e 400 mila), Barcellona (4 milioni e 200 mila), Caprileone (400 mila), Floresta (2 milioni e 100 mila), Furci Siculo (1 milione e 512 mila), Furnari (1 milione e 386 mila).

Tutti i Comuni avevano già presentato i progetti per gli interventi finalizzati al riassetto territoriale delle aree di propria competenza. Adesso – affermavano dal Ministero – dopo la registrazione della Corte dei Conti, avverrà il trasferimento delle somme. I soggetti beneficiari delle risorse dovranno comunicare al ministero dell’Ambiente, con cadenza semestrale, gli adempimenti tecnico-amministrativi posti in essere per la realizzazione degli interventi, nonché lo stato di avanzamento dei lavori.

L’attività di controllo e di monitoraggio delle spese spetterà all’Anci (associazione nazionale dei Comuni italiani).

Non se ne fece nulla perchè – come afferma oggi il sindaco di Milazzo Lorenzo Italiano – il nuovo Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio ritirò quel decreto. Le motivazioni? Non sono note….

Foto Sturiale

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