Non è ancora stato ufficializzato ma l’accordo sembra essere raggiunto tra l’Mpa e il Pdl. La stretta di mano prevede l’appoggio del Partito della Libertà a Lombardo per la corsa alla presidenza della regione e il collegamento degli autonomisti siciliani alla formazione di Berlusconi nel -mezzogiorno-, come previsto per la Lega Nord nel settentrione, per le politiche.
Così a Raffaele Lombardo e al suo movimento verrà riconosciuta valenza territoriale e la possibilità di potersi presentare con il proprio simbolo, mentre il Cavaliere in campo nazionale, -sostituirebbe- con questa mossa tutti i voti persi con l’addio dell’Udc al centrodestra. Tutti contenti dunque, tranne Pierferdinando Casini e Gianfranco Micciché.
I centristi dell’isola sono certi di appoggiare l’amico Lombardo, ma qualcosa potrebbe scricchiolare all’interno. Se infatti il segretario regionale Saverio Romano e l’ex Governatore Totò Cuffaro ritengono che solo Lombardo potrà garantire un successo elettorale nell’isola, dall’altra parte Pierferdinando Casini stamattina ha dichiarato: -Ma secondo voi io affido il mio futuro politico a Lombardo?-. A questo punto il leader dei -crociati- si ritrova con le spalle al muro. Non può mettersi contro l’ex presidente della Regione che gli garantisce un bacino di voti notevole e allo stesso tempo deve subire l’alleanza con quelli che ormai sono diventati nemici politici. Improbabile che i centristi siciliani facciano un dietrofront e abbandonino Lombardo e gli altri del centrodestra. A tal riguardo il segretario cittadino dell’Udc Carmelo Santalco (nella foto) non ha dubbi: -Lombardo ha ribadito che verrà rispettato il patto federativo tra noi e il suo movimento e per noi vale lo stesso. Berlusconi ha capito che tra il nazionale e la nostra regione le realtà sono diverse, che in Sicilia il nostro partito si assesta sull’8% e che quindi facendo un discorso con Raffaele è come se l’avesse fatto con noi. Ha ribaltato l’impostazione generale e credo sia la scelta più giusta-.
Con l’apparentamento di Cuffaro e dei suoi -discepoli siciliani- con il Pdl, l’altro -scontento-, come detto, è Gianfranco Micciché, che dal suo blog ribadisce la volontà di non mollare e di essere sempre schierato contro il Cuffarismo. -Agenzie e tg non conoscono la reale situazione -ribadisce il forzista. La partita è aperta e io mi sento più carico che mai-. Non è escluso che l’ex viceministro possa addirittura presentarsi con una lista propria, sfidando la -vecchia- Casa delle Libertà.
Tutti da decidere invece gli equilibri nel messinese. E’ vero che le elezioni saranno a giugno, ma molto potrebbe cambiare nelle prossime ore. Con Buzzanca deciso a candidarsi, con l’Mpa che potrebbe assumere un ruolo da protagonista con Carmelo Lo Monte e con D’Alia in campo, a farne le spese potrebbe essere Forza Italia. Ma come rivela anche Carmelo Santalco, non è da escludere che tutte le formazioni a Messina possano ricompattarsi e camminare assieme: -Al momento sembra che ci sia l’intenzione di collaborare. Secondo me potrebbero crearsi le condizioni per ripercorrere le linee di quella che era la Cdl. Bisognerà confrontarsi sulle volontà e sui programmi, perché pur ribadendo la candidatura di D’Alia, per noi gli uomini vengono dopo-.
