L’Amministrazione rinnova la composizione dell’organo: il numero dei componenti interni passa da due a uno, ma il compenso “risparmiato” viene aggiunto a quello già percepito dal presidente. Aggiunta la figura del segretario (chi sarà?), così la spesa cresce invece di diminuire. Irrisolto il problema dell'indipendenza decisionale
Il tentativo di ridurre le contraddizioni in seno al nucleo di valutazione della Provincia è miseramente fallito. Gli atti firmati all’inizio del 2011 non fanno altro che accrescere i dubbi in merito alle reali intenzioni dell’Amministrazione provinciale, che da una parte conferma la necessità di ridurre la spesa e dall’altra, come in questa circostanza, imbocca la strada opposta. Seguendo tra l’altro “modalità” discutibili.
GLI ATTI. Con la determina presidenziale n.9 del 12 gennaio 2011 il Presidente Nanni Ricevuto modifica la composizione del Nucleo di Valutazione, facendo riferimento all’art.66 del Regolamento di Organizzazione degli uffici e dei servizi. Al comma 2 del suddetto articolo viene stabilito che il Nucleo deve essere così strutturato: segretario generale dell’Ente quale membro di diritto e da tre componenti esterni dotati di elevata professionalità ed esperienza maturata nella valutazione del personale delle pubbliche amministrazioni. Nella sostanza, questa la nuova composizione: Antonino Saija (presidente), Enrico Buda (membro esterno), Placido Leonardi (membro esterno), Giuseppe Spadaro (segretario generale). In pratica rispetto alla precedente “squadra” esce solo il ragioniere generale come membro interno. Un passaggio da tenere a mente. Il soggetto interessato è Antonino Calabrò, subentrato nel settembre scorso ad Antonino Torrisi.
IL “CONFLITTO” NELLA FORMA. Prima di passare all’analisi dell’aspetto economico è curioso concentrarsi sulla modifica del già citato Regolamento di Organizzazione degli uffici e dei servizi, che sostituisce integralmente il precedente Titolo VI. Tale passaggio si concretizza con delibera di giunta provinciale n.415 del 30 dicembre 2010. Un atto che contiene tre firme dello stesso dirigente. La proposta di delibera porta infatti la firma dell’avvocato Calabrò, che appone sulla stessa anche il parere favorevole per la regolarità tecnica e il parere di regolarità contabile (“nessun impegno da assumere”) in quanto ragioniere generale.
LA SPESA. Ma torniamo alle modifiche nella composizione e soprattutto su ciò che comportano dal punto di vista economico. Risparmio nullo. Ricevuto, facendo leva sul comma 2 dell’art.67 del Regolamento, che prevede la corresponsione di compenso differenziato per il presidente del Nucleo, stabilisce che “al compenso del Presidente si aggiunga quello sino ad ora attribuito al membro interno non più previsto”. Ecco quindi il conto nei numeri. Per i membri “normali” il compenso resta quello stabilito con delibera di giunta n.316 del 19 settembre 2002, riportato nella disposizione dirigenziale del 23 novembre 2009 sulla liquidazione mensile (1.11-30.11): 1.807.60 euro, escluse trattenute. Una cifra che dunque per il presidente deve essere considerata raddoppiata (va inoltre evidenziato che lo stesso Antonino Saija, a tutt’oggi, ricopre anche l’analogo incarico di Organo Individuale Monocratico di Valutazione nell’Ato Idrico 3).
Tutto ciò, al di là delle ragioni di opportunità, non muta di fatto gli equilibri economici ma li rimodula. A cambiarli ci pensa sempre l’art.66 del Regolamento, che al comma 3 prevede che il presidente della Provincia con propria determinazione incarichi un dirigente dell’Ente, amministrativo o finanziario, per svolgere le funzioni di “segretario del Nucleo” con l’incremento retributivo che “sarà ritenuto più congruo”. Un’indicazione che di fatto non fissa alcune paletto finanziario. Chissà, visto che il ragioniere generale non fa più parte del nucleo come membro interno e che i requisiti sembrano calzare a pennello, che non sia proprio Calabrò il dirigente individuato per ricoprire tale incarico. Si vedrà.
IL “CONFLITTO” NELLA SOSTANZA, CHE RIMANE. Intanto rimangono immutati i “conflitti” alla base dei quali resta “dubbia” anche l’attuale composizione del nucleo: il membro interno infatti, assume ancora la figura di valutante e valutato. Ciò cosa comporta? Le somme relative alle indennità di risultato riservate ai dirigenti, quantificabili nella misura massima del 15% della retribuzione di posizione dell’ufficio dirigenziale di cui un dirigente è titolare, vengono determinate a seguito di una valutazione annuale da parte del Nucleo, secondo gli schemi che vengono predisposti dallo stesso Nucleo. Circostanza che evidentemente potrebbe portare lo stesso componente a propendere per l’attribuzione del massimo del risultato ottenibile.
Altri nodi sono legati all’ulteriore compenso riservato al componente, oltre quello già previsto per l’incarico “originale” attribuitogli dall’ente. A questo aspetto si lega anche l’orario di lavoro, che a volte coincide con la quotidiana attività professionale, altre no. (tutti i dettagli sulle contraddizioni, negli articoli in basso riferiti ai nostri approfondimenti sull’argomento dell’anno scorso). Con l’applicazione della riforma Brunetta, pur non sancendo l’obbligo, le pubbliche amministrazioni sono state invitate dal 31 dicembre 2011 a dotarsi dell’Oiv, l’Organismo Indipendente di Valutazione, composto esclusivamente da componenti esterni in grado di decidere con imparzialità. La Provincia (così come anche il Comune di Messina), non ha ancora deciso di adeguarsi nonostante le ultime e più dispendiose modifiche riguardanti il nucleo di valutazione.
