Area industriale di Milazzo. Confindustria promuove il confronto con le imprese sulla mancata bonifica

Area industriale di Milazzo. Confindustria promuove il confronto con le imprese sulla mancata bonifica

Redazione

Area industriale di Milazzo. Confindustria promuove il confronto con le imprese sulla mancata bonifica

sabato 12 Gennaio 2008 - 08:44

Confindustria Messina prende posizione sulla questione relativa alla mancata bonifica dell’Area Industriale di Milazzo pianificando alcuni incontri con le imprese insediate nella zona. Ciò al fine di evitare la paralisi produttiva di un’area che, tra l’altro, rientra tra i Sin, Siti di interesse nazionale.

Confindustria fa sapere che “nel corso di una riunione convocata a Roma ed alla quale hanno partecipato i presidenti delle 53 territoriali italiane interessate al problema dei Sin, tra loro anche il presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina, è emerso come l’attuale normativa di fatto abbia determinato il mancato avvio della bonifica in queste aree (con una conseguente ricaduta fortemente negativa per le aziende) e impedisca la possibilità di nuovi investimenti. Da qui la decisione di Confindustria Messina di attivarsi immediatamente in difesa degli interessi delle imprese nell’area industriale di Milazzo per sbloccare la situazione ed evitare il prosieguo del fermo degli investimenti. Già da tempo la zona è stata dichiarata “area ad alto rischio ambientale-, ma avere ottenuto questo status di fatto non ha comportato alcuna azione in termini di risanamento ambientale-.

“E’ indispensabile impedire l’ulteriore paralisi di ogni progetto di investimento previsto nell’area produttiva del Mela -dichiara il presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina (nella foto). Ecco perché abbiamo deciso di dare vita ad una serie di incontri con le imprese insediate in quest’area. Paradossalmente infatti -aggiunge Blandina- le esigenze produttive legate ad una nuova visione di uno sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente sono mortificate da un quadro normativo eccessivamente articolato e complesso, la cui applicazione non ha portato alcun beneficio né per le aziende che operano in quest’area né per la comunità-. Quattro gli aspetti che hanno di fatto determinato questa situazione di stallo. Innanzitutto le prescrizioni da parte del Ministero dell’Ambiente, che secondo Confindustria nazionale “sembrano ignorare la legislazione vigente-. Ma anche la mancanza di un adeguato confronto tecnico nelle istruttorie dei progetti di bonifica e lo stop agli svincoli di aree non contaminate per la restituzione agli usi legittimi. Infine, il blocco nell’autorizzazione di piani stralcio di aree contaminate da bonificare in tempi più brevi rispetto al progetto complessivo dell’impianto, in quanto destinate ad investimenti necessari all’operatività dei siti produttivi. “Questa situazione quindi -conclude Blandina- oltre ad impedire gli investimenti di riqualificazione delle aree, sta paralizzando progressivamente tutti gli adeguamenti impiantistici necessari per mantenere in attività le imprese-.

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