Il deputato messinese: «Non posso accettare che oltre l’80 per cento dei comuni siciliani vengano per legge dichiarati dissestati»
Una piccola frenata, nulla di più, e una scossa, o forse qualcosa di più. I lavori dell’Ars riprendono con le ultime battute sul Piano Casa ma soprattutto con il rinvio, seppur “informale”, in Commissione del disegno di legge sui Rifiuti che prevede il riordino degli Ato. Informale perché già domani potrebbero essere votati gli emendamenti e dunque il ddl dovrebbe tornare all’esame dell’aula. Aula “surriscaldata” dal solito Cateno De Luca, che proprio durante le dichiarazioni di voto ha comunicato ufficialmente le proprie dimissioni da vice capogruppo dell’Mpa. Un fulmine che non arriva certo a ciel sereno: già la settimana scorsa il deputato messinese si era espresso chiaramente contro il Piano Casa e nella giornata di oggi aveva preannunciato, nelle vesti di sindaco di Fiumedinisi, azioni eclatanti nei confronti della riforma degli Ato.
«Pur rimanendo nell’Mpa – ha dichiarato De Luca – non posso accettare che oltre l’ 80% dei Comuni siciliani vengano per legge dichiarati dissestati. Questo ddl contiene numerose nefandezze di merito, ma la norma che ucciderà i Comuni siciliani è quella transitoria, l’art.18, che pone a totale carico dei bilanci degli Enti Locali oltre 1 miliardo e mezzo di euro di debiti accumulati dai 27 Ato Rifiuti. Mi batterò fino in fondo – conclude De Luca – per impedire che questo ddl diventi legge cercando da parlamentare del gruppo del Mpa, e non da vice capogruppo, di difendere gli interessi della Sicilia e dei siciliani».
