Atm, tregua fino a martedì: il sindaco andrà a Palermo a caccia di fondi. E l’agonia continua

Atm, tregua fino a martedì: il sindaco andrà a Palermo a caccia di fondi. E l’agonia continua

Atm, tregua fino a martedì: il sindaco andrà a Palermo a caccia di fondi. E l’agonia continua

venerdì 07 Maggio 2010 - 11:03

Confronto tra i sindacati, Buzzanca e il commissario La Corte, mentre di fronte Palazzo Zanca un gruppo di lavoratori protestava in sit-in. L’unico spiraglio è il riconoscimento dei contributi per la linea tranviaria

E’ un’agonia continua, somiglia molto a quella di un malato terminale la cui vita è legata solo ad una macchina. Stacchi la spina, e tutto finisce. Il punto è: chi si potrebbe mai assumere la responsabilità di staccarla, quella spina? L’Atm è molto più di un malato terminale, è un paziente in fin di vita e persino la macchina a cui è attaccata è mal funzionante. Tanto che l’impressione generale è che stavolta si sia arrivati davvero al punto di non ritorno. Ma tant’è, anche stavolta si farà un tentativo per allungare l’agonia, trovare respiro per qualche mese, salvo poi ritrovarsi punto e accapo in autunno o giù di lì. Pessimismo? No, crudo realismo.

Stamattina di buon ora un gruppo di lavoratori dell’azienda trasporti si è presentato a piazza Municipio per un sit-in di protesta, dopo l’infuocata assemblea di ieri. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Cub e Orsa, poco dopo, sono stati ricevuti dal sindaco Giuseppe Buzzanca sedendosi intorno all’ennesimo tavolo con i vertici dell’Atm, in testa il commissario Cristofaro La Corte. Il risultato è ancora una volta interlocutorio: tregua fino a martedì, fino a quando, cioè, Buzzanca si recherà a Palermo per incontrare l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Gentile a caccia, manco a dirlo, di fondi. Di ossigeno. L’unico spiraglio, senza girarci troppo attorno, è ottenere il riconoscimento di tutti i contributi chilometrici della linea tranviaria, mai corrisposti dal 2002 ad oggi. Sarebbe una bella boccata d’ossigeno, certo, ma quanta “vita” potrebbe regalare ad un’azienda vittima di sé stessa, dei suoi mali interni, dello sciacallaggio che, negli anni, ne hanno fatto personaggi di ogni colore politico e, va detto, anche di sigle sindacali diverse? Non lo sappiamo. La tregua durerà fino a martedì e ne prendiamo atto. Cosa succederà dopo? Ci vorrebbe un mago, per dirlo. O forse, più semplicemente, qualcuno ricco di raro buon senso.

(foto Sturiale)

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