Il presidente della Stu “Tirone- si dimette. E fa il punto sulla chiacchierata Società
Campione di tempismo. Tanino Caliò (nella foto) lascia la presidenza della Stu “Tirone- proprio alla vigilia della firma dell’accordo di programma tra Regione e Comune. Ma soprattutto proprio alla vigilia della nascita del Partito Democratico, cui ha deciso di non aderire. Insomma lascia il suo incarico da vincente, visto che l’iter burocratico della Società di Trasformazione urbana cammina a pieno regime (anche se diventerà operativa non prima di almeno 10 anni), e prima che valutazioni spartitorie correlate all’assetto politico del nuovo partito non facciano propendere per una sua defenestrazione. Anche se lui dubita che ciò sarebbe avvenuto. Il futuro? «Non lo so – alza le spalle Caliò –. Io mi sento democristiano, non intendo partecipare ad un progetto organico all’ex partito comunista. Rimango in attesa di proposte da parte di realtà centriste, attualmente non ho nemmeno intenzione di candidarmi alle provinciali».
La Stu “Tirone- intanto continua il suo percorso, non esente da critiche. A chi taccia la Società di essere un grumo di interessi privati che darà vita solo a speculazioni edilizie, Caliò risponde: «La presenza dei privati nella Società è inevitabile: il Comune non ha i soldi per portare a termine il progetto». Così i costi che i privati si sobbarcano nella fase di realizzazione delle opere saranno poi compensati da un ritorno economico legato agli immobili. Insomma quella che altri chiamano speculazione sarebbe un meccanismo di scambio tra pubblico e privato. Nel coro dei critici, però, ci sono anche i cittadini del comitato “Il Tirone-, che studi alla mano hanno messo in dubbio la fattibilità di quello che Caliò chiama “Palazzaccio-, un edificio di otto piani destinato a civile abitazione. Le fondamenta dell’edificio poggerebbero su un suolo troppo friabile. Preoccupazioni condivise anche da alcuni dei consiglieri comunali che pure hanno votato il piano industriale della Società. Forse il palazzo dovrà essere abbassato, ma la cubatura persa bisognerà recuperarla da qualche altra parte. Il conto economico tra spese e ricavi deve tornare.
Questioni molto serie, ma che sembrano perdersi nella nebbia dei tempi futuri, visto che la Stu è ancora nella fase del piano industriale, tutto ciò di cui si parla sono proposte e aspirazioni; ancora non ci sono progetti e, da ieri, neanche un presidente.
