Ancora aperta la questione della delibera di riscatto degli immobili, sospesa a seguito del ricorso presentato dalla Neptunia S.p.a. dei Franza, proprietaria dell’immobile oggi locato dalla Provincia per una cifra che si aggira intorno ai 10mila euro mensili
Ieri la risposta del presidente Nanni Ricevuto. Oggi la controreplica del consigliere provinciale Pippo Lombardo, colui che ha di fatto aperto il caso della delibera di riscatto degli immobili attualmente destinati all’Istituto d’Arte di Milazzo, sospesa a seguito del ricorso presentato dalla Neptunia S.p.a., proprietaria dell’immobile oggi locato dalla Provincia per una cifra che si aggira intorno ai 10mila euro mensili
Ricevuto aveva stigmatizza l’intervento del consigliere in aula (articoli con tutti i dettagli sulla vicenda in basso), per la “palese inopportunità ed intempestività delle osservazioni critiche mosse all’operato dell’Amministrazione e del suoi legali”, perché avrebbero “rischiato di vanificare gli sforzi compiuti per evitare i gravi danni che, invece, sarebbero potuti derivare da una superficiale e poco attenta gestione della delibera consiliare di esercizio del diritto di riscatto votata anche dal consigliere Lombardo”.
Lo stesso oggi scrive al presidente che proprio perché l’ha votata quella delibera, non ritiene inopportuna ed intempestiva la sua richiesta di fare luce su questa vicenda, che ritiene essere dai contorni “poco chiari”: «Mi sarei aspettato da questa Amministrazione – afferma – non una difesa di ufficio del Collegio di difesa, ma la difesa dell’Ente che le compete per mandato popolare, visto anche che ogni anno paghiamo circa quattro milioni di euro di fitti per immobili di privati da adibire a plessi scolastici senza averne nessun beneficio in termini immobiliari».
«Sulla vicenda specifica, come Lei stesso ha dichiarato, se fosse vero che la strategia difensiva messa in atto dal collegio di difesa della Provincia sia stata finalizzata ad evitare gravi danni che sarebbero potuto derivare da una superficiale e poco attenta gestione della delibera consiliare in questione, non capisco come mai ancora oggi a distanza di oltre un anno, nessuno di questa Amministrazione si sia posto il quesito per capire di chi sono le responsabilità della mancata esecuzione dell’opzione del riscatto mettendo in atto tutti gli atti necessari e consequenziali previsti per legge – continua Lombardo -. Pertanto, in conclusione del mio intervento, voglio solo ricordarLe, che la delibera in questione, che io ho votato insieme ad altri 21 consiglieri all’unanimità, era fornita dei regolari pareri favorevoli, previsti dall’art. 12 della L.R. 23/12/2000 n. 30, sia di regolarità tecnica che contabili, oltre a quello autorevole del collegio dei revisori dei conti della Provincia Regionale di Messina, e quindi la invito a chiarire a chi legge e a chi Le sta scrivendo, quali sono stati i gravi danni evitati, visto che ancora ad oggi non riesco a capirlo, considerato che si sta continuando a pagare ininterrottamente un affitto di circa 125 mila euro l’anno alla Neptunia S.p.A. dal 30 giugno 2005, senza che alla fine dei sei anni previsti dal contratto di locazione, la Provincia abbia un beneficio in termini di acquisizione al patrimonio immobiliari dell’Ente come era previsto dal contratto stesso».
Ricevuto poi, anche a nome della Giunta, ha espresso ieri la propria piena fiducia nella “competenza professionale e nell’operato dei componenti il Collegio di Difesa”, dando loro atto di “avere agito nell’interesse della Provincia, secondo una linea difensiva, peraltro, concordata prima di ricevere l’incarico relativo”. A quanto pare tale linea difensiva sarebbe stata decisa in rapporto dalla mancata copertura finanziaria riscontrata nella delibera di riscossione (così come anche da ordinanza del Tar riportata in basso). In pratica sarebbe stato stabilito di opporre una resistenza “leggera” per evitare un ulteriore ricorso da parte della Neptunia che avrebbe potuto avere ripercussioni molto più importanti dal punto di vista finanziario per le casse dell’Ente. (ER)
Ordinanza di sospensiva del Tar: “Ritenuto che il ricorso si appalesa fornito dal prescritto
