L'assessore Armao: «Infamanti notizie non restino impunite». Barbagallo (Pd): «La Sicilia non si puo' permettere ombre sulla carica istituzionale piu' alta». Maira (Udc): «Ci auguriamo di poter superare questo momento di difficolta' giudiziaria per la politica siciliana». Fava: «La Procura chiarisca definitivamente»
Le indiscrezioni diffuse dalla stampa sulla richiesta di arresto per il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, poi smentite dalla Procura di Catania, hanno comunque scatenato il consueto vespaio di dichiarazioni, provenienti dalle diverse aree politiche. Per il deputato regionale del Pd, Giovanni Barbagallo, «La Sicilia non si puo’ permettere ombre sulla carica istituzionale piu’ alta». «Abbiamo bisogno di una classe dirigente credibile – continua il rappresentante del centrosinistra -, in grado di interloquire con il Paese. Non so cosa succedera’, abbiamo piena fiducia nell’azione della magistratura, ma il nostro giudizio sull’azione del governo non e’ stato mai positivo».
«L’atmosfera e’ pesante da parecchio in Assemblea, la politica non puo’ essere condizionata dalle notizie che escono dalla procura di Catania». Questo invece il commento del capogruppo all’Ars dell’Udc, Rudy Maira. «Certo – continua – di fronte a una pubblicita’ come quella che e’ stata fatta oggi dai mezzi di informazione, la procura cosa doveva fare? Doveva confermare? Doveva smentire e ha smentito. Ci auguriamo di poter superare questo momento di difficolta’ giudiziaria per la politica siciliana. E se Lombardo deve cambiare registro e andare a casa con la sua maggioranza, deve essere un fatto politico e non giudiziario».
Chiede invece una chiarimento definitivo sulla vicenda il coordinatore della Sinistra Ecologia Libertà, Claudio Fava: «I siciliani hanno il diritto di sapere se sono governati da un politico colluso con la mafia o se si tratta di una montatura. Il quale il procuratore di Catania, invece di smentire seccamente, dica parole definitive sulla vicenda. Un’inchiesta aperta da cosi’ tanto tempo sulle massime istituzioni regionali pretende dai magistrati inquirenti verita’ e chiarezza piu’ che rituali smentite».
Un commento di natura politica, non strettamente incollato alla sola vicenda giudiziaria, arriva invece dal co-coordinatore regionale del PdL, Domenico Nania. «Le notizie sulla richiesta d’arresto di Raffaele Lombardo e di suo fratello, pubblicate oggi dal quotidiano la Repubblica, non mi sorprendono ne’ mi entusiasmano – afferma – Da mesi sostengo, da quando il Presidente della Regione ha fatto il ribaltone che il Governatore della Sicilia dovrebbe avvertire il dovere di dimettersi perche’ ha tradito il voto degli elettori, imbarcando un partito, il Pd, che ha perso le elezioni. Se il Pd fosse stato quel partito che non e’, avrebbe da tempo presentato una mozione di sfiducia e non saremmo qui a discutere di chi piu’ che a governare la Sicilia ha pensato a dividere la sua maggioranza e la stessa opposizione. Il mancato rispetto del voto degli elettori e’ la vera immoralita’ politica che denuncio da mesi».
«Sulle indagini – conclude Nania – mi auguro che sia Raffaele Lombardo, da parecchi decenni sulla scena politica, sia suo fratello da qualche anno sulla scena politica, sia tutti gli altri amministratori indagati, riescano a dimostrare la loro estraneita’ alle accuse. E’ giunto il tempo – conclude il senatore del Pdl – di riconsegnare il mandato agli elettori e di lasciare ai siciliani la possibilita’ di scegliere da chi vogliono essere governati».
A prendere le difese di Lombardo, l’assessorere regionale ai Beni culturali della Sicilia Gaetano Armao: «Le infamanti affermazioni fatte oggi da un giornale che, evidentemente non controlla le sue fonti, nei confronti del presidente della Regione Raffaele Lombardo non possono restare impunite. Si tratta di dichiarazioni totalmente false dire che il presidente e’ prossimo all’arresto. Mi chiedo come possano avvenire cose del genere e restare impunite e il mio primo ribrezzo e’ da giurista. Siamo davvero in una situazione ai limiti della eversione. Ho davanti a me la smentita del procuratore di Catania. E’ assurdo che possa avvenire qualcosa del genere proprio il giorno dopo l’arrivo del presidente Napolitano in Sicilia e il giorno prima che Lombardo vada a testimoniare su una questione cosi’ delicata su fatti amministrativi illegittimi avvenuti».
Sulla stessa linea d’onda l’assessore regionale al Bilancio della Sicilia, Michele Cimino: «Il problema vero e’ la pubblicazione di queste notizie false».(ER)
