Il provvedimento del Gip ripropone il problema politico. Pergolizzi: «Sarebbe opportuno valutare l'ipotesi delle dimissioni». Buzzanca in trincea: «Nessuna dichiarazione»
«La concessione è stata affidata in violazione delle norme». Così il gip Luana Lino nel provvedimento relativo alla famosa convenzione sugli stadi S. Filippo e Celeste, e a quello -schema di accordo integrativo della concessione- che, si sottolinea, è stato «predisposto integralmente dall’avv. Scoglio, nella nuova veste di procuratore della società calcistica».
Bastano queste poche righe per riproporre in maniera importante il caso Gianfranco Scoglio (nella foto)a Palazzo Zanca, lì dove l’ex city manager continua ad operare come assessore ai Lavori pubblici nonostante una richiesta ufficiale di dimissioni da parte del leader dell’Udc, il senatore Gianpiero D’Alia, ed evidenti imbarazzi che serpeggiano in seno alla maggioranza.
Imbarazzi di cui si farà portavoce il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Pippo Capurro nella riunione del partito indetta per giovedì e alla quale parteciperà il sindaco Giuseppe Buzzanca. «Da capogruppo – afferma Capurro – non posso che allinearmi a quanto detto dal sindaco, aspettiamo cioè gli sviluppi di questa vicenda». Lo stesso sindaco non cambia idea, e in merito al provvedimento del gip non si sbilancia: «Nessuna dichiarazione».
Una dichiarazione la fa invece Nello Pergolizzi, colui che insieme a Giuseppe Melazzo ha per primo sollevato il problema stadi con la scintilla (la proposta di delibera sulla revoca della concessione) che ha fatto scoppiare il caso. «Sarebbe opportuno – afferma – che l’assessore Scoglio valutasse l’ipotesi delle dimissioni, per evitare di mettere in difficoltà il sindaco e di alimentare anche frizioni con l’Udc. Dico questo perché al suo posto mi sarei già sospeso».
Il centrosinistra, per il momento, tace e non va oltre la richiesta fatta a Buzzanca di riferire in aula sull’argomento. «Ho trasmesso la richiesta al sindaco – conferma il presidente del consiglio comunale Pippo Previti – e non ho ricevuto nessuna risposta ufficiale», anche se ufficiosamente Buzzanca ha già fatto sapere che difficilmente affronterà il caso in consiglio.
