La Suprema Corte dichiara ineleggibile l’esponente dell’Mpa in quanto consigliere d’amministrazione, al tempo delle elezioni, di un ente di formazione professionale che riceve contributi dalla Regione. Adesso si profila un ritorno a Palazzo Zanca da assessore
Fortunato Romano non sarà più deputato regionale. La Corte di Cassazione, con la sentenza 16877/2010 depositata ieri, ne ha decretato l’ineleggibilità, in quanto ai tempi delle elezioni del 2008, che lo portarono all’Ars con quasi 9 mila voti, Romano era presidente e consigliere d’amministrazione dell’Efal, ente per la formazione professionale legato al Movimento Cristiano dei Lavoratori, di cui Romano era anche presidente. L’ente, pur essendo privato, riceveva contributi dalla Regione, da qui l’ineleggibilità, essendo la formazione professionale «attività di interesse pubblico». Il posto all’Ars di Romano verrà preso da Santi Catalano, che aveva presentato ricorso contro l’esponente dell’Mpa messinese sollevando proprio la questione dell’ineleggibilità. La Corte d’Appello di Palermo gli aveva dato torto, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione.
Adesso si aprono nuovi scenari per Romano, che ad aprile, in seguito al pronunciamento della Consulta sull’incostituzionalità del doppio incarico amministratore – deputato, si era dimesso da assessore alla Protezione civile del Comune di Messina. Non è un caso, a questo punto, che proprio ieri l’Mpa si è riunito chiedendo un incontro ufficiale con il sindaco Giuseppe Buzzanca. Se l’Mpa dovesse rientrare in giunta, dove al momento l’unica autonomista, ma di sponda Cateno De Luca, è Pinella Aliberti, non è escluso che possa essere proprio Romano il nome proposto da Carmelo Lo Monte, e a farne le spese potrebbe essere la stessa Aliberti. Un clamoroso rientro in giunta che ricomporrebbe un quadro improvvisamente complicatosi. Un quadro, comunque, in continua evoluzione.
