Le casse di Palazzo Zanca sono al collasso. Santalco: «Il commissario faccia chiarezza»

Le casse di Palazzo Zanca sono al collasso. Santalco: «Il commissario faccia chiarezza»

Redazione

Le casse di Palazzo Zanca sono al collasso. Santalco: «Il commissario faccia chiarezza»

lunedì 25 Febbraio 2008 - 17:14

Le anticipazioni di tesoreria a livelli record. Il segretario cittadino dell'Udc invita Sinatra a prendere una decisione: «Cura dimagrante oppure dichiarazione di dissesto»

Si torna a parlare di dissesto. Sembra un leit-motiv, ogni tanto si tira fuori questo spettro che aleggia a Palazzo Zanca da anni, ormai, per poi farlo sparire e riapparire di volta in volta. Ma questa volta è molto più che un’ipotesi, il rischio è più concreto di quanto si possa immaginare e il commissario Gaspare Sinatra starebbe già valutando da giorni il da farsi. Di fatto, le casse comunali sono al collasso, quando Sinatra risponde a Tizio quanto a Caio quanto a Sempronio sempre allo stesso modo, ovvero «non ci sono soldi», dice la pura e cruda realtà. E lo specchio più fedele di questa situazione è rappresentato dalle anticipazioni di tesoreria, tirate in ballo giorni fa nella personale querelle proprio con Sinatra dall’ex capo della ragioneria del Comune Gaetano Saja, il quale aveva parlato di debiti che superavano addirittura i 60 milioni di euro, “ammorbiditi- soltanto da quell’escamotage definito di “finanza creativa- che erano i Boc istituiti dall’ex assessore al Bilancio Mario Centorrino.

Stando a voci di corridoio, attualmente le anticipazioni di tesoreria sarebbero molto vicine alla cifra di 50 milioni di euro, milione più milione meno. Dunque saremmo al limite, se non oltre quanto previsto dalla legge, la quale impone che tale debito non debba superare il 25% dei primi tre titoli delle entrate accertate presenti nell’ultimo bilancio consuntivo. Superare il limite, sempre secondo la legge, porta ad una sola conseguenza: la dichiarazione di dissesto finanziario. Siamo realmente a questo punto?

Secondo Carmelo Santalco, segretario cittadino dell’Udc, «il commissario Sinatra deve rendersi protagonista di un gesto di grande responsabilità nei confronti della città. Deve fare chiarezza e dire esattamente qual è la situazione finanziaria del Comune, informando i messinesi ma anche i partiti. In questo momento di campagna elettorale, infatti, si fanno programmi e si assumono impegni cui, con una situazione così deleteria e disastrosa, non si potrebbe far fronte. Non si può correre il rischio che chi amministrerà la città si ritrovi con l’alibi di non poter attuare i programmi a causa della condizione economica del Comune. Il commissario, dunque, decida come affrontare questa situazione, se sia il caso di tentare una drastica “cura dimagrante- oppure dichiarare il dissesto finanziario».

Santalco interviene anche sulla decisione di Sinatra di azzerare i consigli d’amministrazione delle partecipate: «Esprimo grande soddisfazione per questa scelta, nella speranza che i commissari che verranno nominati traghettino in maniera oculata le aziende fino all’insediamento della nuova amministrazione. La nuova gestione dell’Ato3, in particolare, dovrà verificare la situazione di quelle famose ventisei assunzioni, che insisto si basano su un diritto non acquisito. Adesso – conclude – che il commissario prenda la decisione di sciogliere una volta per tutte l’Istituzione dei Servizi sociali e Messinambiente».

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