L’integrazione si sarebbe resa necessaria in rapporto al piano di dismissione delle Partecipate che l’Ente dovrà portare a compimento. Cerreti (Mpa): “Taglio del difensore civico? Ok al percorso di razionalizzazione della spesa, ma in maniera coerente”
Mentre in consiglio provinciale si discute dell’abolizione della figura del difensore civico, sulla quale negli scorsi mesi si sono susseguite polemiche e reazioni, nelle prossime settimane è atteso il “rafforzamento” del collegio di difesa, all’interno del quale presto si aggregherà un nuovo componente. L’atto della presidenza per l’esperimento della procedura comparativa di selezione di un nuovo legale, è datato 26 luglio 2010, mentre il termine per la presentazione delle domanda era stata fissata per il 9 agosto.
L’integrazione si sarebbe necessaria, così come specificato nell’avviso, per la particolare contingenza che l’Ente sta vivendo in tema di “società partecipate”, tanto che il componente da inserire nel Collegio dovrà presentare precisi requisiti giuridico-professionali e scientifici tali da farlo ritenere specialista nella materia del diritto societario interno e comunitario. «Una figura che sicuramente servirà soprattutto quando bisognerà chiudere i rapporti concretamente con le società ritenute improduttive», ha affermato qualche giorno fa l’assessore al ramo Bisignano, facendo riferimento al piano di dismissione che dovrà essere portato a compimento da palazzo dei Leoni.
Durata dell’incarico? Indeterminata fino ad eventuale revoca. L’emolumento mensile da corrispondere al nominando consulente viene stabilito in 1.032,92 euro oltre C.P.A. ed I.V.A. se dovuta. La commissione giudicatrice, nominata dal Presidente della Provincia, potrà ammettere ad un colloquio i candidati che presentano le professionalità maggiormente corrispondersi all’attività oggetto dell’incarico da conferire, in tal caso la valutazione dei curricula precederà l’eventuale colloquio.
«Ribadiamo con forza che il percorso di razionalizzazione della spesa è dovuto e doveroso – ha affermato in aula l’autonomista Roberto Cerreti -, ma tra l’eliminare il ruolo del difensore civico completamente ed eliminare solo le eventuali spettanze, garantendo il mantenimento del servizio per l’utenza provinciale, soprattutto alla luce delle nuove direttive Governative Nazionali, che prevedono l’eliminazione del difensore civico nei comuni, a favore del potenziamento del ruolo nelle Province, ne passa veramente tanto. Importante invece sarebbe iniziare a fare economia nelle pubbliche casse ad esempio dal “collegio di difesa” che annualmente costa decine e decine di migliaia di euro per mantenere i componenti. Considerando che il loro ruolo parrebbe non essere neanche previsto nelle forme regolamentari e statutarie dell’Ente».
Anche il consigliere provinciale del Pd, Pippo Rao, aveva chiesto lumi a Ricevuto sul perché, al fronte di una spesa complessiva annuale di circa 50mila euro per i tre componenti (che ricevono l’incarico professionale esterno) che ve ne fanno parte, la Provincia assegnava incarichi legali anche ad una moltitudine di professionisti (198 nel 2009). Sul difensore civico invece il Pd ha presentato un emendamento ora in discussione, firmato sempre da Rao, con il quale è stato proposto di mantenere la figura ma sancendo -la gratuità del mandato-, fatte salve i rimborsi spese, la messa a disposizione del proprio ufficio e di tutti gli strumenti necessari.
