Il commento del segretario cittadino del Pd al dietrofront della giunta Buzzanca sull’iter per le concessioni: «All’Urbanistica c’è la paralisi»
«I cambiamenti epocali a Messina si fanno partendo dalle cose più semplici che non funzionano, non dagli annunci che poi non trovano alcuna realizzazione». Così Giuseppe Grioli, segretario cittadino del Pd, commenta la decisione della giunta Buzzanca di tornare sui propri passi circa il provvedimento dell’agosto 2010, fortemente criticato dagli Ordini professionali, sull’iter delle concessioni edilizie (vedi articolo correlato). «Forse non è neanche il caso di parlare di marcia indietro – afferma Grioli – perche ciò presupporrebbe che in qualche modo si era andati avanti con correttivi e riforme. A parere nostro si tratta sempre della stessa musica. All’indomani dell’alluvione si è assistititi alla corsa a chi la sparava più grossa. Si è appesantito un po’ l’iter per ottenere le concessioni ma quello che andava fatto non è stato fatto. Ci riferiamo al funzionamento dell’ ufficio urbanistica che oggi più che mai appare paralizzato da frequenti spostamenti di personale, alcuni anche punitivi. Al Comune si respira un’aria pesante, tra dirigenti e impiegati vi è la netta sensazione che chi non è allineato ai “desiderata” del sindaco rischia di essere trasferito. All’Urbanistica c’è la paralisi. Lo abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenerlo, il miglior rimedio contro il sacco edilizio e contro l’edilizia che non tiene conto delle opere di urbanizzazione è il buon funzionamento del dipartimento deputato a valutare le richiesta di concessioni o autorizzazioni edilizie».
Insomma, le soluzioni già ci sono, basta adottarle. Ad esempio l’articolo 2 delle Norme di attuazione del Prg vigente, che per Grioli «sono eloquenti». Il secondo comma recita testualmente: “ Le sole previsioni del PRG non conferiscono la possibilità di traformazione edilizia e del suolo ove le principali opere di urbanizzazione primaria ( almeno rete idrica, viaria, e fognante ) manchino o non siano in corso di realizzazione da parte del Comune o non siano comunque idonee, a meno che i richiedenti la trasformazione non si impegnino, con apposito atto, a realizzare o ad adeguare a propria cura o spese, secondo le prescrizioni di legge”. «Questa norma – afferma il segretario del Pd – dà un potere incisivo al Comune nel subordinare le concessioni alla realizzazione di quelle opere necessarie per garantire vie di fuga e viabilità necessaria per rendere la costruzione edilizia compatibile con il territorio in cui sorge. Per fare questo è necessario che gli uffici competenti del Comune funzionino ed operino in tempi brevi. La stessa norma del silenzio assenzo da molti ritenuta la causa del problema doveva semmai essere l’incentivo per chi deve organizzare la macchina della pubblica amministrazione affinché non si trasformi in un via libera per incapacità della macchina stessa ad esaminare le pratiche in tempi brevi. Il sindaco part-time Buzzanca (part-time per via del suo ruolo di deputato che continua a svolgere in violazione della legge) aveva nel suo programma l’impegno per accelerare i tempi della burocrazia per garantire ai cittadini tempi certi per i procedimenti amministrativi. Quest’ altro impegno del suo programma ad oggi non è certamente onorato».
«La nostra ricetta – prosegue Grioli – può apparire forse semplicistica ma non lo è. E’ necessario far funzionare il dipartimento urbanistica dotandolo delle risorse umane necessarie per adempiere ai compiti spettanti al Comune. Inoltre sarebbe interessante valutare la possibilità di istituire uno sportello unico per le concessioni edilizie affinché chi intende costruire, ristrutturare, modificare immobili presenta una sola istanza corredata di tutte le richieste di parere e poi sarà compito dello sportello unico per le attività edilizie smistare le varie richieste di parere all’interno degli uffici competenti. Tutto questo con la garanzia di tempi necessariamente più brevi degli attuali. Se poi vogliamo guardare al futuro che oggi per alcune realtà rappresenta il presente – conclude – occorrerebbe digitalizzare tutto il sistema per garantire celerità nei rapporti tra cittadino-impresa e pubblica amministrazione e tra uffici Comunali ed uffici di altri enti istituzionali».
