Doppio incarico, presto un nuovo ricorso potrebbe far tremare Palazzo Zanca

Doppio incarico, presto un nuovo ricorso potrebbe far tremare Palazzo Zanca

Doppio incarico, presto un nuovo ricorso potrebbe far tremare Palazzo Zanca

giovedì 08 Luglio 2010 - 14:27

Per la posizione di Buzzanca (sindaco e deputato) c’è chi pensa di seguire lo stesso iter che ha portato in tribunale il presidente della Provincia di Caltanissetta Pino Federico

Non se ne parla più. Il doppio incarico non fa più notizia, eppure c’è un pronunciamento della Corte Costituzionale, non certo degli ultimi arrivati, secondo cui non si può essere al tempo stesso deputato regionale e amministratore di una grande città. Si ricorderà che per questo motivo Messina non ha più un vicesindaco e un assessore alla Protezione civile, essendosi dimessi sia Giovanni Ardizzone e Fortunato Romano. Entrambi hanno però rinunciato per scelta. La stessa scelta non l’ha fatta Giuseppe Buzzanca, che sindaco-deputato era e sindaco-deputato è rimasto. Qualcuno vuole fare ricorso? Faccia pure. Ci sarà tempo e modo per affrontare la questione.

Ma adesso un ricorso potrebbe arrivare sul serio, per mettere Buzzanca di fronte a una scelta: sindaco o deputato. Se ne parla, ma solo tra i denti, nei corridoi di Palazzo Zanca. Segno che, anche se a presentarlo potrebbe essere un cittadino qualsiasi, una matrice politica potrebbe non essere esclusa. Ma cambia poco la sostanza: c’è chi pensa di tentare nuovamente di “buttar giù dalla torre” Buzzanca attraverso la strada che porta ai tribunali. Molto dipenderà dall’esito di un iter già in corso, a parecchi chilometri di distanza. Ad essere coinvolto è il presidente della Provincia di Caltanissetta Pino Federico, il quale nel 2008, quando era ancora presidente del consiglio comunale, nel giro di pochissimi mesi fu eletto prima deputato regionale e poi, appunto, presidente della Provincia. Contro di lui ha presentato ricorso un cittadino qualsiasi, anche se in molti fanno notare che questi sia di Niscemi, la città di Rossana Interlandi, Mpa come Federico, prima dei non eletti all’Ars (che prenderebbe il posto di Federico nel caso in cui quest’ultimo dovesse rinunciare al ruolo di parlamentare).

Così si attende con un certo interesse il pronunciamento del Tribunale di Palermo, rispetto all’udienza che si è tenuta il 2 luglio scorso. Dovesse rappresentare un round vincente per la Interlandi, a Messina qualcuno sarebbe già pronto ad affilare i coltelli.

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