Due anni dopo le elezioni: da “Futuro e Libertà” a “Forza del Sud”, quanto è cambiato il quadro politico del centrodestra

Due anni dopo le elezioni: da “Futuro e Libertà” a “Forza del Sud”, quanto è cambiato il quadro politico del centrodestra

Due anni dopo le elezioni: da “Futuro e Libertà” a “Forza del Sud”, quanto è cambiato il quadro politico del centrodestra

lunedì 01 Novembre 2010 - 10:57

Scissioni, nuovi partiti, alleanze traballanti, rotture nette: eppure nessun rimpasto, né a Palazzo dei Leoni, né a Palazzo Zanca. Ma quanto durerà?

Giugno 2008: Giuseppe Buzzanca e Nanni Ricevuto vincono le elezioni (il secondo le stravince) e diventano rispettivamente sindaco e presidente della Provincia. Insieme a loro, un pool elettorale di tutto rispetto, che mette assieme Pdl, Udc e Mpa. Due anni e mezzo dopo, a novembre 2010, il quadro politico è cambiato in maniera prepotente, arrivando a minare quelle che dovevano essere maggioranze “facili” da gestire, figlie di alleanze solide. E invece tutto è cambiato, tranne i nomi degli assessori: né a Palazzo Zanca né a Palazzo dei Leoni si sono verificati rimpasti, nonostante più volte si sia stati ad un passo da un’evenienza che sia Buzzanca che Ricevuto non hanno mai amato più di tanto.

Dicevamo dei mutamenti del quadro politico. Sono fin troppo evidenti e hanno varia natura. Il Pdl si è dilaniato al suo interno: una costola consistente degli ex An ha subito preso le distanze da Buzzanca e Ricevuto (soprattutto dal primo), anticipando la nascita di “Futuro e Libertà”; un’altra costola del Pdl, stavolta dell’area Forza Italia, oggi si pone in una posizione intermedia con la “Forza del Sud” di Gianfranco Miccichè, l’uomo del 61 a 0, il berlusconiano per eccellenza in Sicilia insieme a Marcello Dell’Utri; l’alleanza con l’Mpa si è rotta definitivamente, provocando lo scontro totale tra Buzzanca e Raffaele Lombardo; quella con l’Udc traballa inevitabilmente, viste le posizioni opposte tenute dai casiniani (che hanno proprio in Messina la loro roccaforte) e dal Pdl tanto a Roma quanto a Palermo. Insomma, è successo tutto e il contrario di tutto, eppure nella sonnecchiante Messina è come se non fosse successo nulla. Almeno ufficialmente, perché in realtà di riunioni per preparare il terreno a nuove elezioni ce ne sono state, eccome.

Una posizione particolare, come detto, la occupa “Forza del Sud” di Miccichè. Il suo messaggio a Berlusconi è stato chiaro: o con noi o contro di noi, la fedeltà dei siciliani non è infinita. Difficile, però, che si arrivi allo scontro totale. Berlusconi, ormai privo delle anime più “meridionaliste” del centrodestra che fu, l’ex An e l’Udc, non può presentarsi da Roma in giù con al fianco solo Umberto Bossi. Ecco, dunque, nascere partiti e partitini con quel termine, “Sud”, ben in evidenza (oltre a “FdS” di Miccichè c’è anche “Noi Sud” di Enzo Scotti), apparentemente su posizioni attendiste, in realtà con un marchio berlusconiano tutt’altro che nascosto (del resto sono o non sono, Miccichè e Scotti, due sottosegretari tutt’ora in carica del governo Berlusconi?).

Miccichè è stato chiaro, nel giorno del battesimo di “Forza del Sud”: «Il Pdl è il primo partito in Italia, ma qui in Sicilia è abbastanza scombinato. Mi faccio totalmente carico della ricostruzione del quadro politico del centrodestra in Sicilia». Un obiettivo dichiarato, che non può non aver avuto la benedizione del premier e di Dell’Utri, anche se potrebbe suonare come una sorta di bocciatura nei confronti dei reggenti del Pdl in Sicilia, Alfano, Schifani e Nania. Ecco perché, tornando ai fatti di casa nostra, anche la nascita di “FdS” non dovrebbe portare a chissà quali cambiamenti nelle due giunte messinesi. Al nuovo partito ha aderito, tra gli altri, Francesco Stagno D’Alcontres, che dopo una fase da protagonista nel tavolo delle trattative del centrodestra pre e post elezioni, si è nettamente defilato da almeno un anno a questa parte. Sono almeno due, anche tre gli assessori comunali riconducibili a “Forza del Sud”: Elvira Amata, Giuseppe Corvaja e Pinella Aliberti, essendo Cateno De Luca il nuovo capogruppo all’Ars del nuovo movimento. Ma né la Amata né Corvaja hanno ufficializzato nulla in tal senso, anzi, oggi si dicono certi della loro permanenza nel Pdl. Nessun annuncio nemmeno da Palazzo dei Leoni, dove l’unico assessore vicino a Miccichè è Lino Monea. Anche in questo caso, nessun cambio di partito. Messina sonnecchia. Come se attorno non accadesse nulla. Ma forse questo sonno non è così profondo come si vuole far credere.

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