Emergenza idrogeologica. Oltre i finanziamenti regionali e nazionali, gli enti locali hanno fatto la loro parte?

Emergenza idrogeologica. Oltre i finanziamenti regionali e nazionali, gli enti locali hanno fatto la loro parte?

Emergenza idrogeologica. Oltre i finanziamenti regionali e nazionali, gli enti locali hanno fatto la loro parte?

giovedì 26 Agosto 2010 - 14:44

In consiglio provinciale, convocato in seduta straordinaria, è stato discusso un documento che prevede una serie di azioni indispensabili di prevenzione per ridurre i rischi per il territorio e per i cittadini. Condivisione dei consiglieri, ma cade il numero legale. Presente l'ing. Sciacca del Genio Civile, assenti altri invitati. Viola (Uniti per Pezzolo): -Siamo preoccupati, serve manutenzione oltre ai grandi progetti-

Questa mattina si è tenuta una seduta straordinaria del consiglio provinciale, convocato per discutere delle emergenze idrogeologiche del territorio conseguenza dei disastri ambientali che hanno colpito la provincia di Messina negli ultimi anni. All’ordine del giorno un documento presentato da Rosy Danzino Bonomo, condiviso dai colleghi dell’MPA e da tutti i gruppi consiliari, con il quale è stata sottolineata l’importanza di intraprendere tutte quelle azioni indispensabili per garantire politiche di prevenzione per mitigare i rischi a tutela del territorio e dei suoi abitanti. Nello specifico sono stati inseriti nel testo tutta una serie di interventi necessari dei quali si dovrebbe fare carico la Provincia o gli enti locali competenti sul territorio: pulitura caditoie stradali, griglie e pozzetti; sigillatura delle lesioni o fessure presenti lungo le arterie stradali, alfine di evitare che le acque infiltrandosi possano determinare cedimenti; ripristino delle linee di impluvio naturali che attraversano le strade provinciali e che in atto sono interrotti; accertarmento sui recapiti finali delle acque meteoriche che interessano le strade di pertinenza dell’Ente Provinciale, affinché siano efficienti e non consentano alle acque di disperdersi; verifica degli eventuali sottoservizi presenti lungo le arterie stradali la cui rottura possa determinare dispersioni di liquidi nel sottosuolo con relative problematiche di instabilità; maggiore controllo sulle strade provinciali per evitare il continuo proliferarsi di discariche abusive sia di materiale inerte,sia di rifiuti solidi urbani; definizione delle competenze in merito alla pulizia dei torrenti.

All’appuntamento odierno sono stati convocati il Presidente della Provincia Regionale di Messina, l’Assessore ai lavori pubblici e l’Assessore al Territorio della Provincia Regionale di Messina, il responsabile regionale dell’ANAS, il Commissario del C.A.S. e il responsabile della Protezione Civile provinciale. A partecipare solo l’ing. Gaetano Sciacca e l’assessore Gaetano Duca. Diversi gli interventi dei consiglieri sull’argomento trattato, in alcuni frangenti, come purtroppo accade, divenuto pretesto per screzi politici che nulla hanno a che vedere con l’importanza delle questioni oggetto della discussione. In realtà, quanto proposto dalla Danzino, non è altro che una lista di lavori che dovrebbero rientrare nella manutenzione ordinaria: -Si chiede di attuare politiche di prevenzione – ha affermato l’esponente autonomista -, che mettano al primo posto la pianificazione di alcuni interventi essenziali come elemento irrinunciabile di una politica di gestione del territorio scupolosa e responsabile-. Quasi tutti i consiglieri sono risultati favorevoli all’approvazione del documento, che però dovrebbe concretizzarsi domani, considerando il numero legale venuto meno durante la seduta e il successivo rinvio.

Molti componenti del civico consesso hanno voluto sottolineare l’assenza in aula dei vertici della protezione civile, dell’Anas e del Cas, convocati per relazionare per quanto di loro competenza sugli interventi fatti per ripristinare i danni derivanti dalle alluvioni del 2007, 2008 e 2009. Apprezzato invece l’intervento di Sciacca, che ha evidenziato come gli interventi del Genio Civile non siano stati indirizzati alla sola emergenza, ma che la programmazione ha permesso di concludere diversi lavori che hanno avuto anche un’importanza dal punto di vista sociale: -Nella tragedia sono stati portati avanti progetti condivisi-, ha sottolineato l’ingegnere. Nel corso del dibattito è intervenuto anche Giuseppe Viola del comitato Uniti per Pezzolo: -Siamo preoccupati e abbiamo ragione di ritenere che non sbagliamo ad esserlo – ha spiegato -. L’autunno è alle porte, per mesi si è aspettato l’arrivo di finanziamenti regionali e governativi, ma non capisco perché, nel frattempo, gli enti locali non hanno effettuato quegli interventi di natura ordinaria che possono comunque migliorare le cose. Manutenzione, oltre i grandi progetti. Per raggiungere Pezzolo la strada è in salita, ogni volta che piove contro le autovetture si riversa un fiume d’acqua. Questo è un esempio. Alcuni privati, soprattutto contadini, effettuano dei lavori autonomamente, ma non basta-.

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