Ente Porto, lettera aperta del commissario Madaudo: “ Dimostrerò che non è un Ente inutile”

Ente Porto, lettera aperta del commissario Madaudo: “ Dimostrerò che non è un Ente inutile”

Ente Porto, lettera aperta del commissario Madaudo: “ Dimostrerò che non è un Ente inutile”

giovedì 25 Marzo 2010 - 11:33

Il commissario straordinario difende la scelta di Lombardo di mantenere in vita l’Ente Porto, da molti considerato un carrozzone , ed invoca la collaborazione delle altre Istituzioni

E’ quasi una difesa d’ufficio preventiva quella del commissario dell’Ente Porto, Rosario Madaudo, conscio che il mantenimento in vita dell’Ente (deciso dal governatore siciliano Lombardo) ha incontrato numerose resistenze.

In una lettera, scritta in occasione del suo insediamento, Madaudo sottolinea i benefici di cui potrà presto godere Messina grazie all’istituzione del Punto Franco e alle numerose iniziative che l’Ente intende portare avanti.

A proposito del Punto Franco, il commissario Madaudo -già Presidente del Consiglio d’Amministrazione – scrive testualmente: “è un’opportunità unica ed irripetibile, soprattutto in questo periodo di grave congiuntura economica, in quanto sarà l’unico (poiché, secondo la normativa europea non se ne potranno realizzare altri in tutta Europa) Punto Franco al centro del Mediterraneo e, quindi, con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, sarà il naturale punto di incontro dell’economia di tre Continenti e sicuro riferimento dell’economia mondiale”.

“Sarà una strana coincidenza – continua – ma, in questi giorni è stata restituita alla cittadinanza messinese, opportunamente restaurata, la lapide marmorea su cui è trascritta la bolla di Costanza d’Altavilla con la quale fu concesso a Messina il Porto Franco a rinnovamento dell’identica concessione, già fatta dal marito Enrico VI, nella seconda metà del 1100”.

Nel documento, Rosario Madaudo respinge con forza le accuse di quanti ritengono l’Ente Porto un inutile carrozzone, la cui esistenza sarebbe finalizzata esclusivamente a mantenere posti di sottogoverno.

“Mi adopererò – promette – per far comprendere che, l’Ente Autonomo Portuale di Messina non si sovrappone e collide con la competenza di altre Istituzioni, ma servirà a rilanciare anche altre attività, al momento obsolete, mi riferisco, in particolar modo: alla Fiera Campionaria, che potrà ritornare ad essere effettivamente Internazionale; all’ASI, il cui territorio potrà finalmente decollare con insediamenti dell’indotto delle aziende che si stabiliranno nel Punto Franco ed al Porto, che potrà riacquistare quella centralità nell’economia messinese, così come lo era nel periodo in cui Messina fu una delle regine del Mediterraneo”.

Il commissario parla di “progetti estremamente ambiziosi”, per i quali invoca la collaborazione dell’Autorità Portuale, del Comune, della Provincia, della C.C.I.A.A. di Messina, nonché delle Associazioni dei lavoratori e degli imprenditori, che – scrive- “sono sicuro non faranno mancare il loro valido apporto, quando comprenderanno che gli obiettivi dell’Ente possono coniugarsi e sommarsi a quelli, fin’ora, da loro ipotizzati”.

“Con il sicuro e coraggioso supporto del Presidente Lombardo e dell’Assessore Regionale Venturi – conclude Madaudo- andrò, comunque, avanti per la definitiva attuazione del Punto Franco e per il rilancio delle attività industriali, connesse alla portualità, in ossequio ed in forza: della L. n. 191/51, rivitalizzata dal D. Lgs. n. 179/09; del D.P.R.S. n. 270/A del 1953; della sentenza del C.G.A. n.91/10 e del recente provvedimento regionale, che, fra l’altro, mi ha nominato”.

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