Entro un mese le linee guida per un nuovo Piano regolatore. Ma il Comune deve difendere al Tar i vincoli all’espropriazione

Entro un mese le linee guida per un nuovo Piano regolatore. Ma il Comune deve difendere al Tar i vincoli all’espropriazione

Entro un mese le linee guida per un nuovo Piano regolatore. Ma il Comune deve difendere al Tar i vincoli all’espropriazione

giovedì 23 Aprile 2009 - 14:31

L’assessore Corvaja intenzionato a realizzare uno strumento urbanistico nuovo di zecca. Intanto un ricorso di una ditta dei Franza mette in pericolo i vincoli al Prg reiterati nel 2007 dal commissario ad acta Garofalo

Questo Piano regolatore s’ha da rifare. L’assessore all’Urbanistica Pippo Corvaja (nella foto) ha tracciato un percorso ed è intenzionato ad andare fino in fondo. «Entro un mese – annuncia – porterò in giunta la delibera con le linee guida per la realizzazione di un nuovo Piano». Attenzione, non una variante generale, come quelle operate dal Piano Borzì (attuato nel 2011) in poi, ma un Prg nuovo di zecca. Troppi errori, troppe storture, troppe assurdità, e troppi i cambiamenti del territorio perché lo strumento urbanistico oggi in vigore possa essere ritenuto accettabile e attuale. «Penso a un piano che si riappropri realmente dell’affaccio a mare, delle aree dimesse delle ferrovie, delle zone demaniali che possono tornare al Comune». Corvaja sta appuntando tutto in un fascicolo ancora “top secret” e che presto porterà all’attenzione della giunta e del consiglio comunale.

Intanto, a proposito di urbanistica, il Comune è costretto a difendere in tribunale i vincoli al Prg preordinati all’espropriazione, quelli per intenderci che furono reiterati per il rotto della cuffia il 17 ottobre 2007 dal commissario ad acta Antonio Garofalo e poi rafforzati dalla delibera di “conferma” predisposta proprio da Corvaja e approvata dal consiglio comunale il 29 ottobre scorso. A “minacciare” i vincoli un ricorso al Tar presentato dalla ditta G.F. Building S.r.l., una delle società che gravitano nell’orbita del Gruppo Franza.

Ripercorriamo le tappe. I vincoli preordinati all’espropriazione furono attuati nel 2002. Essi possono essere reiterati dopo cinque anni, qualora lo si ritenga necessario. Necessità effettivamente riscontrata nel 2007 sia dal dipartimento all’Urbanistica che dall’assessore dell’epoca, Antonio Catalioto, in quanto da un’analisi effettuata risultava che «il piano regolatore è stato prevalentemente attuato per la parte riguardante l’edilizia residenziale e solo parzialmente per le previsioni di servizi ed infrastrutture». Per sopperire alla “povertà” di servizi si reputò necessario reiterare i vincoli. Ma l’amministrazione Genovese fu mandata a casa dal Cga, e in fretta e furia fu inviato un commissario ad acta, Garofalo, per reiterare i vincoli, «attesa la necessità – si leggeva nel decreto dell’assessorato regionale agli Enti Locali – l’urgenza e l’improrogabilità, nell’interesse generale della città di Messina, per evitare danni urbanistici irrimediabili».

Il quadro cambia con l’arrivo del commissario straordinario Gaspare Sinatra, che a marzo revoca la delibera di Garofalo e ne predispone una nuova, la 6/C, con la quale reitera nuovamente i vincoli ma in più sancisce alcune modifiche alle norme di attuazione, al regolamento edilizio, alle prescrizioni dei piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico. Nell’ottobre 2008 il Consiglio regionale dell’Urbanistica boccia il provvedimento di Sinatra, riportando in teoria in vigore la delibera di Garofalo. Ma per evitare rischi, il 29 ottobre il consiglio comunale approva una delibera predisposta da Corvaja con oggetto la «conferma della deliberazione adottata dal commissario ad acta». Nel frattempo, però, si era già mossa la G.F. Building, che aveva presentato ricorso per l’annullamento della delibera di Sinatra e, «ove occorso», anche di quella di Garofalo. Dopo la delibera di Corvaja la ditta è tornata alla carica, presentando un nuovo ricorso «per motivi aggiunti» per l’annullamento o la dichiarazione di nullità o di inefficacia della delibera dello scorso ottobre. Insomma, si tratta di fatto di un ricorso contro i vincoli al Prg, per difendersi dal quale la giunta ha deliberato di affidarsi al componente del collegio di difesa Aldo Tigano. Da par suo Corvaja mostra tranquillità: «La delibera che ho predisposto – afferma – non fa altro che confermare quella del commissario ad acta Garofalo, che reiterava i vincoli perfettamente nei termini». Esattamente un giorno prima della scadenza.

(foto Dino Sturiale)

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