Nuova lettera al commissario straordinario: «Il debito verso la tesoreria è di 21,5 milioni di euro. Per l'Atm si anticipino le somme relative agli stipendi»
Ormai tra l’ex capo della ragioneria generale di Palazzo Zanca Gaetano Saja e il commissario Gaspare Sinatra è una questione personale. Di mezzo, però, ci sono i conti pubblici di un Comune ormai al dissesto, conti sui quali Saja vuol fare chiarezza una volta per tutte, visto che Sinatra non ha mai ritirato le pesanti parole espresse tempo fa in un infuocato comunicato stampa. Allora il commissario scriveva che «i presunti danni eventualmente prodotti al Comune ed alle aziende collegate sarebbero in massima parte riferibili al periodo in cui lo stesso Saja ha retto la ragioneria generale di palazzo Zanca, dal 1996 al 2000». Saja che, secondo Sinatra, non avrebbe operato «in una logica di oculata e lungimiranza amministrazione» per avere utilizzato gli «avanzi di amministrazione» per finalità diverse da quelle previste dalla legge.
Dopo aver già replicato a quelle affermazioni, che non sono certo andate giù a Saja, chiarendo che dal ’96 al ’98 il Comune non aveva mai fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, e che nel 1999 il Comune di Messina deteneva una disponibilità liquida giacente presso la tesoreria comunale pari a lire 67.077.817.750, oggi l’ex ragioniere del Comune torna all’attacco, analizzando invece in una lettera aperta inviata al commissario i conti relativi al periodo 2002-2007. In questo periodo le anticipazioni di tesoreria, e dunque gli indebitamenti, sono passati da un minimo di 24 milioni di euro (2002) a un massimo di 42,8 milioni (2005). Poi nel 2006 risulta un debito di poco più di 7 milioni di euro, ma solo grazie all’escamotage dei Boc (ricordate quell’operazione definita dai maligni di “finanza creativa- targata Centorrino?), senza i quali il debito reale sarebbe stato di oltre 53 milioni. «Qualora non fosse intervenuta l’operazione relativa alla emissione dei BOC – afferma Saja – certamente molto discutibile sotto il profilo della opportunità e del merito, dato che non ha inciso, in maniera assoluta, sul risanamento finanziario dell’Ente, ma, a mio parere, ne ha prolungata l’agonia, l’indebitamento verso il tesoriere avrebbe superato i limiti imposti dalla legge, con gravi ripercussione sulla gestione finanziaria del Comune di Messina». Nel 2007, infine, ovvero nell’esercizio finanziario chiuso dallo stesso Sinatra, il debito comprensivo di Boc è di ben 21,5 milioni di euro, quello “complessivo- di addirittura 67,9, una cifra pazzesca. «Non voglio avere la presunzione di ritenere i dati in precedenza esposti(arrotondati con margine di 100mila euro) esatti e veritieri», pertanto rinvia allo stesso Sinatra «di verificarne l’esattezza e, conseguentemente, rendere edotti i cittadini messinesi della reale situazione finanziaria, non solo attuate, ma anche pregressa, in base ai dati in precedenza enunciati, in cui trovasi la nostra, e non la sua, Città di Messina».
Saja fa, infine, un piccolo excursus sull’Atm. Il fatto che il commissario inizialmente nominato da Sinatra, il prof. Franco Vermiglio, e l’ex presidente Franco Providenti siano venuti a sapere della decisione di sciogliere il Cda dalla stampa è, secondo Saja, «un segno evidente e concreto della improvvisazione con cui vengono adottati provvedimenti di “ ordinaria amministrazione- ma di notevole incisività sul tessuto economico e sociale della nostra Città». E sull’emergenza stipendi ritiene necessario che Sinatra «se ne assuma diretta e personale responsabilità, sostituendosi, anche se provvisoriamente, al disciolto Cda e disponga, con regolarità, il pagamento delle retribuzioni mensilmente dovute ai dipendenti dell’azienda. Dica al suo Ragioniere Generale dr. Antonino Torrisi di predisporre, per motivi di necessità ed urgenza, un provvedimento amministrativo di anticipazione di somme all’ATM, limitatamente alle spettanze dovute al personale dipendente, non solo relative al mese di gennaio, ma anche per i mesi successivi, con imputazione nel conto “anticipazioni per conto terzi- procedendo alle necessaria regolarizzazione contabile, allorquando la Regione Siciliana provvederà alla rimessa dei contributi posti a proprio carico».
