Quella presentata ieri sera in aula non conteneva la costituzione della NewCo, passaggio fondamentale da consumare entro il 28 febbraio. Il voto sul nuovo atto deliberativo previsto per l’ultimo giorno utile, lunedì
La si può definire “gaffe”, o forse si può parlare di “leggerezza”, o ancora di semplice errore amministrativo. Certo è che diventa difficile spiegare ai diciassette lavoratori di Feluca perché ieri sera il consiglio comunale non ha votato il tanto atteso atto deliberativo che li riguardava. Stavolta il Consiglio non c’entra nulla: a farla grossa è stata l’Amministrazione, che oltre due mesi dopo il voto in giunta, s’è presentata in aula con una delibera… sbagliata. Sembra incredibile, ma è così. Secondo quanto previsto dal percorso studiato dal Comune, dalla Provincia e dall’esperto Dario Latella, sia il consiglio comunale che il consiglio provinciale devono approvare entro il 28 febbraio il piano strategico di governance con la costituzione di una NewCo, una nuova società interamente pubblica (soci Comune e Provincia, appunto), che prenderà in tutto e per tutto il posto di Feluca, assorbendone ruoli, compiti e personale. Il punto è che, a differenza della delibera che stamani verrà votata in consiglio provinciale, quella approdata ieri in consiglio comunale non prevedeva, appunto, la costituzione della NewCo.
Una clamorosa svista, che ha costretto i capigruppo consiliari a chiedere lumi all’assessore al Lavoro Melino Capone, che della vicenda Feluca si occupa da tempo. Capone ha allargato le braccia, ha ammesso che la delibera non andava bene e l’ha ritirata, garantendo che entro oggi ne verrà predisposta una nuova, stavolta corretta. Lunedì poi toccherà al consiglio comunale votarla, proprio nell’ultimo giorno utile. Questo paradossale episodio non farà altro che rinvigorire le polemiche che già nei giorni scorsi avevano visto protagonista il Pd, che ancor prima di quanto accaduto aveva sottolineato «l’inadeguatezza» dell’Amministrazione per l’aver portato in aula la deliber a così poco tempo dal termine ultimo. Chissà cosa si dirà adesso…
