Giordano: «E' venuto il tempo della sinistra. Temo un governo di larghe intese»

Giordano: «E’ venuto il tempo della sinistra. Temo un governo di larghe intese»

Redazione

Giordano: «E’ venuto il tempo della sinistra. Temo un governo di larghe intese»

domenica 06 Aprile 2008 - 13:09

Il segretario di Rifondazione Comunista in comizio a Piazza Cairoli: «Aumentare i salari, abbattere la precarietà abrogando la legge 30. Il paniere Istat va cambiato»

Nessun palazzetto, nessun auditorium o sala convegni: Franco Giordano e la Sinistra Arcobaleno devono essere dei “nostalgici-, perché hanno scelto la piazza e il più classico dei comizi per avviare l’ultima settimana di campagna elettorale prima della doppia tornata del 13 e 14 aprile.

«Non siamo un cartello elettorale – afferma accorato il segretario di Rifondazione Comunista – rappresentiamo una forte, unitaria, grande sinistra. E’ incredibile la rozzezza con la quale si tenta di accreditare a noi le difficoltà di altri, con grande disonestà intellettuale. Sono gli altri a essere in difficoltà, noi invece diciamo parole nette su diritti civili, sulla politica economica, sui temi ambientali. Pd e Pdl si stanno costruendo il dibattito elettorale del “dopo-, e vogliono importare in Italia il modello americano, riducendo tutto ad un duopolio, cancellando la sinistra. Dobbiamo dunque riprendere in mano il nostro destino».

«Questa legge elettorale – prosegue Giordano – che il suo stesso autore, con grande autostima, definisce una “porcata-, consente di “nominare- i parlamentari. Ebbene, Veltroni nomina due parlamentari, l’operaio della Thyssen Boccuzzi e l’imprenditore Colaninno. Con questo ci vogliono raccontare che queste due persone sono ad un livello di parità, che non esiste più il conflitto tra lavoratore e datore di lavoro. Ci hanno detto “siete ancora al conflitto di classe? Non siamo più nel ‘53-. E’ vero, non siamo più nel ’53, siamo nel 2008, ed è nel 2008 che ci sono 2,7 milioni di precari, è nel 2008 che ci sono 3 milioni di lavoratori in nero».

Il pensiero del deputato va ai giovani: «Cosa si propone ai nostri ragazzi? Abbiamo una città come Messina che scompare, giovani che scappano. Cosa gli offriamo, l’alta velocità? Il Ponte? Oggi ho impiegato due ore e mezza per arrivare da Ragusa. Costruiamo un Ponte per guadagnare pochi minuti? L’unica grande infrastruttura è la messa in sicurezza del territorio, la valorizzazione delle coste. I ragazzi devono mettere a frutto il sapere accumulato per un lavoro che valorizzi il loro Mezzogiorno».

Dunque uno dei temi forti della Sinistra Arcobaleno: il lavoro. «Non c’è rispetto per la condizione drammatica della precarietà. I ragazzi sono in competizione persino con i propri coetanei, non possono progettare il proprio futuro. Una volta i giovani accudivano i loro nonni, oggi accade il contrario. E cosa propone Berlusconi contro la precarietà? Sposate un milionario. Forse non sa che i milionari sono pochi e i precari tantissimi, evidentemente, passatemi la battuta, è un invito alla poligamia. Quello che proponiamo noi è superare quel monumento alla precarietà che è la legge 30. Noi siamo in grado di dire che dopo trentasei mesi di calvario i ragazzi devono acquisire il diritto ad un contratto a tempo indeterminato».

«Sono stato in tante fabbriche, in Italia – incalza Giordano – anche alla Piaggio di Colaninno, e ho scoperto che il 30% dei dipendenti hanno un contratto precario, qualcuno percependo meno di 600 euro, con retribuzioni medie inferiori a quelle dei metalmeccanici e relazioni sindacali diciamo non eccellenti. La vedo dura, per il Pd, parlare di precarietà. L’Ocse ci dice che siamo il penultimo tra i paesi sviluppati per retribuzioni medie. La proposta di Veltroni di aumentare i salari “in cambio di produttività- non significa nulla: noi diciamo di aumentare i salari punto e basta. Proponiamo una nuova indicizzazione automatica delle retribuzioni e un aggancio dell’inflazione programmata a quella reale. Il paniere Istat ha delle voci assurde, cambiamolo e mettiamoci i prezzi reali».

Argomento pressione fiscale: «Un pensionato mi ha detto: abbassiamo le tasse. No, non abbassiamo le tasse a tutti, ma solo ai dipendenti. I primi 108 manager del Paese percepiscono 3,5 milioni di euro e vengono tassati al 12,5%, mentre i dipendenti e i pensionati al 23%. Alziamo le tasse sulle rendite finanziarie, aumentiamo le pensioni minime a 800 euro».

«Temo molto un governo di larghe intese – conclude Giordano – propongono le stesse cose. E’ per questo che dico che è venuto il tempo della sinistra, di un’alternativa a questo capitalismo. Il senso del voto alla Sinistra Arcobaleno è questo, perché conterà eccome un parlamentare in più».

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