Il Governo Berlusconi può continuare: ok da Camera e Senato. Scilipoti (ex Idv) vota contro la sfiducia

Il Governo Berlusconi può continuare: ok da Camera e Senato. Scilipoti (ex Idv) vota contro la sfiducia

Il Governo Berlusconi può continuare: ok da Camera e Senato. Scilipoti (ex Idv) vota contro la sfiducia

martedì 14 Dicembre 2010 - 11:26

A Palazzo Madama l'Esecutivo ha ottenuto 162 voti a favore e 135 contro (11 astenuti). A Montecitorio votano per il premier Razzi (IdV), Polidori e Siliquini (Fli), astenuti Moffa (Fli) e Gaglione (Noi Sud): i no alla sfiducia sono 314, contro i 311 sì

Berlusconi continuerà la sua azione di governo. Questa mattina infatti il premier e il suo Esecutivo hanno ottenuto la fiducia alla Camera e al Senato. A Palazzo Madama 162 sono stati i voti a favore dell’attuale governo, 135 contrari, 11 astenuti (presenti 309 su 315). Tra i favorevoli Antonio Fosson (Union Valdotain), Riccardo Villari (Gruppo Misto), Salvatore Cuffaro (ex Udc) e Sebastiano Burgaretta (ex Mpa). Non hanno partecipato al voto i senatori della Svp e la senatrice Poli Bortone (Io Sud). Assenti tutti e sei i senatori a vita.

L’Esecutivo ha ottenuto la maggioranza dei voti anche a Montecitorio, lì dove rischiava di più. Oltre Scilipoti, transitato in questa settimana nel “Movimento di Responsabilità Nazionale” (vedi correlati), un altro ex esponente di Italia dei Valori ha espresso un no alla sfiducia: si tratta di Antonio Razzi, eletto nella circoscrizione Estero-Europa, che è passato a Noi Sud. Due invece le componenti di Fli che alla fine hanno appoggiato Berlusconi: Catia Polidori e Maria Grazia Siliquini. Tali decisioni hanno determinato il risultato finale: 314 i no alla sfiducia, contro i 311 sì (presenti 627 su 630). Dopo la votazione delle due rappresentanti ormai ex finiane, si sono vissuti attimi di tensione in aula, tanto che la seduta è stata sospesa per qualche minuto. Due gli astenuti: Silvano Moffa (Fli) e Antonio Gaglione (ex Pd, oggi Noi sud). Alcuni rappresentati del PdL, sventolando bandiere tricolore, hanno gridato “dimettiti coglionazzo” nei confronti del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che si apprestava ad abbandonare l’aula. Berlusconi avrebbe invece manifestato ad alcuni parlamentari la propria convinzione che Fli si sarebbe spaccato nel corso della votazione odierna.

Diversi gli interventi che si sono susseguiti. Duri quelli dei partiti che hanno presentato la mozione di sfiducia alla Camera: Fli, Mpa, Udc, Idv ed Api. Il presidente dei deputati finiani, Italo Bocchino: “Ribaltone? Il ribaltone lo ha fatto il presidente del Consiglio, espellendo per lesa maestà il presidente Fini dal partito e dal Governo. Questo è il ribaltone della volontà popolare: si serve dei voti dell’opposizione per cacciare coloro che sono stati eletti in maggioranza. Berlusconi si dimetta, noi voteremo compatti la sfiducia. Non esiste in Italia un beneficiario della Prima Repubblica come Berlusconi. Ci faccia lezione su come si diventa ricchi ma mai su come si combattono le degenerazioni politiche. Quando noi scendevamo in piazza contro il comunismo, lei costruiva palazzi. Mentre eravamo in piazza a picconare la Prima Repubblica, lei parlava con i suoi personaggi di terreni edificabili e concessioni tv-. Il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani: “Noi siamo tranquillissimi perché comunque vada oggi per il PdL sarà una sconfitta, sarà una vittoria di Pirro. Il Presidente non è più in grado di governare e con un voto in più insegue l’instabilità pilotata per guidare la macchina verso le elezioni”. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro: “L’impero di cartapesta del premier è giunto al capolinea”. Il deputato dell’Mpa Carmelo Lo Monte: -L’attuale esecutivo per il Mezzogiorno è risibile e assolutamente insufficiente-.

Le risposte dalla ‘maggioranza’. Il capogruppo del PdL Fabrizio Cicchitto: -Il ciclo di Berlusconi non è finito. A Fini voglio dire che chi rompe oggi il centrodestra commette un errore politico e si mette in contraddizione con il voto popolare e rischia di mettere in gioco la sinistra peggiore in Europa-. Il leader della Lega, Umberto Bossi: -La fiducia la prendiamo. Sono convinto che le cose devono essere semplici, trovare la via della semplicità”. Queste invece le parole di Domenico Scilipoti: -Noi del movimento di responsabilità nazionale consegniamo alla storia una scelta dolorosa e traumatica ma rivoluzionaria, giusta e significativa-. (ER)

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