Ieri il ventiseiesimo anniversario dell'uccisione del generale Dalla Chiesa. Oggi continua la lotta alla mafia?

Ieri il ventiseiesimo anniversario dell’uccisione del generale Dalla Chiesa. Oggi continua la lotta alla mafia?

Redazione

Ieri il ventiseiesimo anniversario dell’uccisione del generale Dalla Chiesa. Oggi continua la lotta alla mafia?

giovedì 04 Settembre 2008 - 09:37

Genovese (Pd): «Il modo migliore per ricordarlo è operare ogni giorno per contrastare la criminalità organizzata, nel lavoro quotidiano, nell'affermazione della legalità ad ogni livello»

Ieri ricorreva il ventiseiesimo anniversario dell’agguato che uccise il generale dei carabinieri e prefetto, Carlo Alberto Dalla Chiesa, grande uomo divenuto noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo italiano e alla mafia. E proprio la criminalità organizzata stroncò la sua vita a Palermo nel 1982, il tre settembre, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro.

Una vita e delle battaglie che devono essere ricordate in nome di tutti i siciliani onesti. A pensarla così anche il deputato messinese del Pd Francantonio Genovese, che scrive: «Il modo migliore per non dimenticare le vittime della mafia è operare ogni giorno per contrastare la criminalità organizzata, nel lavoro quotidiano, nell’affermazione della legalità ad ogni livello. Bisogna commemorare un difensore dello Stato, ma è nostro dovere onorarne la memoria dimostrando di aver appreso l’insegnamento che ci ha dato con il suo sacrificio. Come fanno ogni giorno le forze dell’ordine, come stanno facendo gli imprenditori, impegnati in una difficile battaglia contro il racket. Anche per questa ragione, il Partito Democratico siciliano ha voluto inserire nel suo statuto regionale il contrasto della criminalità come un principio fondamentale, impegnandosi a promuovere la cultura della legalità e la lotta alla mafia».

Ieri intanto era arrivata anche la nota del consigliere del V° quartiere Raffaele Verso, che -dal piccolo- della circoscrizione aveva sottolineato l’importanza di non mollare nella lotta alla criminalità e alla prepotenza. «Troppi segnali, ultimamente, lasciano presagire ad una sorta di guerra a bassa intensità scoppiata in città per ridefinire gli assetti della criminalità locale – ha scritto. Una situazione da non sottovalutare che deve spingerci a riprendere con vigore la lotta alla mafia. Lotta che nelle nostre città e nella nostra regione deve essere priorità e non deve conoscere sosta: abbassare la guardia, anche solo per un istante, potrebbe essere deleterio. Quella contro la criminalità organizzata è una guerra da condurre senza lasciarsi andare a facili entusiasmi. La sconfitta della peggiore piaga che affligge la nostra terra, infatti, non può prescindere da un’incisiva azione educativa rivolta ai cittadini e soprattutto nei confronti di coloro che vivono quotidianamente in luoghi o zone tutt’altro che civili». Inoltre nei prossimi giorni ha garantito che presenterà una mozione in consiglio affinché i fondi disponibili si utilizzino per aiutare e sostenere le associazioni e gli enti no profit che si occupano in modo serio di sociale.

(Nella foto la scena dell’omicidio dei coniugi Dalla Chiesa)

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