Incontro Udc-Sinatra, Santalco fa il punto delle situazione: «Il commissario azzeri le partecipate e dichiari il dissesto»

Incontro Udc-Sinatra, Santalco fa il punto delle situazione: «Il commissario azzeri le partecipate e dichiari il dissesto»

Redazione

Incontro Udc-Sinatra, Santalco fa il punto delle situazione: «Il commissario azzeri le partecipate e dichiari il dissesto»

mercoledì 23 Gennaio 2008 - 10:53

Il segretario cittadino dello scudocrociato: «L'Atm? Dal 2006 c'è un contratto di servizio nel cassetto, Genovese ci spieghi perché».

L’Atm e le altre partecipate, il cattivo stato delle casse comunali, il dialogo con i partiti. E’ stata una lunga chiacchierata quella che venerdì scorso il commissario del Comune Gaspare Sinatra ha avuto con i rappresentanti locali dell’Udc, il segretario provinciale Michele Caudo, il presidente comunale Francesco Mondello e il segretario cittadino Carmelo Santalco. Il quale, in questa intervista, ci ha spiegato di cosa si è parlato a Palazzo Zanca, a partire dall’argomento del periodo, l’Atm.

«Intanto – afferma Santalco – non si capisce perché il Consiglio d’amministrazione rimanga. Sulla transazione degli immobili, Sinatra mi è sembrato abbastanza irremovibile. D’altronde non si può pensare che si faccia un mutuo per diventare una Spa, della quale l’unico socio sarebbe il Comune senza sapere la fine che farebbe. La cosa grave è che il commissario ci ha riferito che aveva già trasferito i fondi per gli stipendi di dicembre, sia per l’Atm che per Messinambiente, fondi che evidentemente sarebbero stati spesi in altro modo. A questo punto bisogna approfittare della presenza del commissario per operare scelte anche impopolari ma coraggiose, e dare una cesura netta con il passato, con riferimento chiaramente alle partecipate».

Quale vi è sembrata la posizione di Sinatra in proposito?

«Abbiamo fatto una panoramica generale, nella quale abbiamo confermato la nostra richiesta forte di chiudere Messinambiente e l’Istituzione dei Servizi sociali. Lui pare su questa lunghezza d’onda, ma prima di prendere una decisione del genere vuole ascoltare i pareri dei vari partiti. Abbiamo parlato della Innovabic, che non è servita a nulla. Il suo scopo doveva essere quello di reperire fondi europei per vari progetti, ma non mi risulta ce ne siano stati. Così come non ha senso che il Comune faccia ancora parte della Sogas. Discorso diverso va fatto per Feluca. Ricordo una lettera degli anni scorsi del segretario generale del Comune in cui si stabiliva che Feluca dovesse avere la precedenza per tutti gli incarichi di tipo informatico e di sua competenza. Invece Feluca è stata snobbata, si è proceduto con diverse gare singole, e al tempo stesso c’è stata una mancanza di dialogo con il Ced. Feluca oggi non ha più un socio privato, ma solo Comune e Provincia. La nostra richiesta è che venga trasformata da Spa in Srl, in modo da necessitare di un capitale minimo di appena 15mila euro, ma soprattutto che le professionalità al suo interno vengano messe nella condizione di lavorare, anche per la Provincia. Al commissario abbiamo poi ribadito il nostro scetticismo sulla Zancle, e sia Sinatra che la dottoressa Passero mi hanno dato atto che anche quando la Zancle avrà trovato il suo socio privato, dovrà poi partecipare a regolare gara per l’affidamento della gestione dei tributi. Sulla Nettuno la nostra posizione è chiara: nel ’98 è stato fatto in modo assolutamente arbitrario e autonomo un accordo procedimentale, che ha fatto in modo che un privato, la Marina dello Stretto, inglobasse la costruzione del porticciolo. Il rischio è che tutto cada nelle mani del privato, e in questo caso la Nettuno non avrebbe più motivo di esistere. Sull’Amam ci siamo soffermati poco, ma va ricordato che la società vanta un credito importante nei confronti del Comune. Alla fine abbiamo chiesto che tutti i Cda vengano azzerati, perché un passaggio importante è che la legge prevede sì la riduzione dei consigli, ma dopo che essi sono stati “ricostituiti-».

Torniamo all’Atm, che appare la municipalizzata maggiormente in difficoltà.

«Abbiamo chiesto un nuovo presidente con due consulenti tecnici, dei quali uno specializzato per la trasformazione in Spa. Bisogna dare una svolta manageriale, puntare sulle attività remunerative, l’Atm non può continuare a vivere con i contributi a pioggia di Comune e Regione. Ad esempio il project financing del parcheggio Zaera nord poteva essere dato benissimo in gestione all’Atm. Da giugno 2006, poi, giace in un cassetto di Palazzo Zanca un contratto di servizio, e all’ex sindaco che oggi nei manifesti dice di candidarsi per la città dovremmo chiedere perché. Credo sia il segnale che ci fosse un conflitto tra Genovese stesso e Providenti. Mi preoccupa molto, però, questo assordante silenzio di chi fino a tre mesi fa era sindaco. Non dice nulla sull’Atm, non dice nulla su Messinambiente, non dice nulla sull’Istituzione. La vecchia amministrazione ha approvato un bilancio basato su cifre fasulle e virtuali, come il 30 milioni della dismissione degli immobili o i 18 per il condono. Mi chiedo cosa ci sarà nel prossimo bilancio. C’è da aggiungere che in fase di riequilibrio proprio la vecchia amministrazione ha tagliato un milione all’Atm e 3,2 milioni all’Ato3. Sulla quale, non dimentichiamolo, gravano le 26 assunzioni fatte un anno fa, per le quali avevo chiesto una commissione d’inchiesta e non abbiamo ancora saputo se fossero legittime o meno».

Ancora oggi aleggia lo spettro del dissesto finanziario.

«Il Comune è all’osso, abbiamo chiesto al commissario di dichiararlo. Anche su questo, però, Sinatra vuole sentire i partiti. Tra i parametri per la dichiarazione di dissesto ci sono l’interruzione di pubblico servizio e il superamento della soglia di anticipazioni da parte della tesoreria, dunque il commissario oggettivamente non pare avere molta scelta. Il Comune teoricamente sarebbe nelle condizioni di riprendersi, ma siamo pronti a rinunciare a sistemare gli “amici- qua e là e ad eliminare i troppi sprechi che ci sono?».

Ma nel caso doveste vincere le elezioni, vi prendereste la responsabilità politica di dichiarare il dissesto?

«Se dovessimo andare al governo dovremmo capire la situazione con tutte le carte in mano. In questo momento c’è una ragioneria generale che non esiste, e molto spesso nelle pieghe del bilancio non si riesce a leggere. Certo, dovremmo decidere se dichiarare il dissesto oppure avviare un risanamento drastico, eliminando gli sprechi, prendendo decisioni impopolari. Penso, giusto per fare un esempio, alle attività di sponsorizzazione, che in due anni sono costate 800mila euro. Sono stati finanziati soggetti che facevano doposcuola, gite per anziani, feste di montagna, tornei di calcetto. Così non è possibile, è necessario varare un regolamento per le compartecipazioni del Comune».

Ammettendo che il commissario dichiarasse il dissesto. Che situazione si ritroverebbe a gestire il futuro sindaco?

«Intanto si aprirebbe tutta una procedura, che prevede tra le altre cose l’invio di un’apposita commissione. Il sindaco, chiaramente, si dovrebbe occupare dell’ordinaria amministrazione, ma avrebbe senz’altro un ruolo da protagonista per quanto riguarda i poteri speciali».

Una finestra sulle elezioni: il centrodestra non si è ancora deciso…

«Non si può tirare più per le lunghe. Noi abbiamo una grande responsabilità, che ci deriva dalla sconfitta del 2005. La gente ci chiede di riscattarla. Entro la prossima settimana dovranno essere stabiliti candidato a sindaco, a presidente della Provincia e le rispettive squadre. La gente legge questo ritardo come segnali di debolezza o di frizioni all’interno della coalizione, tutte cose che non esistono. Si discutano i programmi, partendo da pochi ma chiari punti fondamentali come il risanamento, gli approdi, le partecipate e la situazione finanziaria del Comune. Non dobbiamo ripetere gli errori fatti due anni fa».

Ma probabilmente un primo errore è stato ripetuto. Mentre ancora il centrodestra discute, Genovese è già sui cartelloni elettorali.

«C’è una differenza. Genovese non è stato scelto dalla sua coalizione, si è posto lui come candidato a sindaco, anche perché il centrosinistra non ha all’interno altre forze che possano confrontarsi con lui. Auspico che la Casa delle Libertà possa venir fuori con un programma forte e se è il caso impopolare, ma che faccia capire alla cittadinanza che è pensato per l’interesse di Messina. Confidiamo nel fatto che gli alleati condividano la nostra diagnosi su un malato che è più morto che vivo, e che ha bisogno di una terapia d’urto. Deve finire il clientelismo, e a questo proposito auspico che il prossimo concorso dei vigili urbani possa avvenire nella massima trasparenza. Bisogna ridare fiducia ai giovani, dare regole certe e trasparenti perché ci siano pari opportunità per tutti. Se si percepirà questo, faremo un grande salto di qualità. L’elemento fondamentale, però, che è mancato due anni fa, deve essere l’entusiasmo. Se ci faremo togliere l’entusiasmo dalla pseudo forza di Genovese e dal suo potere economico, non andremo da nessuna parte».

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