L'Italia e la Sicilia alle urne: guida pratica al voto per regionali e politiche

L’Italia e la Sicilia alle urne: guida pratica al voto per regionali e politiche

Redazione

L’Italia e la Sicilia alle urne: guida pratica al voto per regionali e politiche

martedì 08 Aprile 2008 - 11:03

Come e quando si vota, -istruzioni per l'uso- per le elezioni. In Photogallery i fac-simile delle tre schedi elettorali: verde (regionali), rosa (Camera), gialla (Senato).

Dalle 8 di stamattina l’Italia e la Sicilia sono chiamate alle urne per una doppia tornata elettorale. Doppia perché si voterà sia per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e dunque per l’elezione del nuovo presidente della Regione, sia per Camera e Senato e dunque per l’elezione del nuovo governo e del nuovo presidente del Consiglio. Quella che vi proponiamo è una guida pratica al voto.

QUANDO SI VOTA, NIENTE CELLULARI, OCCHIO ALLA TESSERA

Si vota oggi, domenica 13 aprile 2008, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 14 aprile 2008, dalle ore 7 alle ore 15; gli elettori che si troveranno nel seggio alla scadenza degli orari stabiliti saranno ammessi a votare nell’ordine in cui sono presenti. E’ vietato portare con sé nella cabina elettorale telefoni cellulari o altri apparecchi idonei a riprodurre o registrare immagini. L’apparecchio deve essere depositato prima di entrare in cabina. Chi trasgredisce a tale divieto può essere punito con l’arresto da tre a sei mesi e l’ammenda da 300 a 1000 euro. La tessera elettorale deve essere esibita, unitamente ad un documento di riconoscimento, al momento della votazione presso il seggio elettorale. In caso di deterioramento della tessera o quando essa non risulti più utilizzabile per esaurimento degli spazi, l’interessato, previa presentazione di apposita domanda e consegna dell’originale deteriorato o completo, riceve un nuovo esemplare del documento. In caso di smarrimento l’interessato dovrà recarsi all’Ufficio elettorale per richiedere il rilascio di una nuova tessera. In caso di furto, dovrà richiederne un duplicato previa compilazione di una dichiarazione di furto, oppure presentando copia della denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Questura, Carabinieri, etc.).

ELEZIONI REGIONALI

Agli elettori verrà consegnata una scheda di colore verde, esattamente come quella che pubblichiamo in fac-simile (vedi anche photogallery)in fondo all’articolo. Sulla scheda sono stampati, dentro appositi rettangoli, i contrassegni di tutte le liste che concorrono in ambito provinciale, con accanto sulla stessa linea una riga riservata all’eventuale indicazione dalla preferenza per un candidato alla carica di deputato nell’Assemblea regionale appartenente alla lista. Alla destra di questo rettangolo si trovano il cognome e il nome del candidato alla presidenza della regione nonché capolista della lista regionale collegata, con il relativo contrassegno.

Per quanto riguarda le liste di ciascuna provincia, l’elettore esprime il suo voto tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista o nel relativo rettangolo, e può esprimere una preferenza scrivendo il nome di uno dei candidati della lista stessa. Per votare il candidato alla presidenza della Regione, l’elettore traccia un segno sul suo nome o sul simbolo della lista regionale o ancora su entrambi.

L’elettore può scegliere di votare un candidato presidente e una lista provinciale non collegati fra loro: è il cosiddetto voto disgiunto. Se l’elettore omette di votare per il candidato presidente ed esprime il voto solo per la lista provinciale, il voto viene automaticamente assegnato a favore del candidato presidente collegato.

L’elezione si svolge a turno unico e viene proclamato presidente della Regione il candidato che ha ottenuto più voti. Il candidato alla presidenza che ha ottenuto il numero di voti immediatamente inferiore a quello che ha vinto viene proclamato deputato regionale. La legge elettorale prevede che alla coalizione vincente sia assegnato un premio di maggioranza fino a un massimo di 8 seggi da attribuire ai candidati della lista regionale, guidata dal candidato presidente, che ha conseguito più consensi. I restanti 80 seggi sono assegnati, con il sistema proporzionale, ai candidati delle liste che concorrono in ambito provinciale, con lo sbarramento del 5%. Il che significa che non sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo, sommando i voti validi conseguiti nei collegi elettorali provinciali, abbia ottenuto nell’intera Regione una cifra elettorale inferiore al 5 per cento del totale regionale dei voti validi espressi. A Messina sono attribuiti 11 seggi.

Lo spoglio delle schede inizierà nella serata di lunedì 14 aprile, subito dopo quello relativo alle Elezioni Politiche. I risultati provvisori saranno pubblicati immediatamente sul sito internet della Regione e delle Prefetture, Uffici Territoriali del Governo. Terminate le operazioni di scrutinio, saranno gli Uffici centrali circoscrizionali, costituiti presso i Tribunali dei Comuni capoluogo di provincia, e l’Ufficio centrale regionale, costituito presso la Corte di Appello di Palermo, a procedere alla attribuzione dei seggi.

ELEZIONI POLITICHE

Insieme alla scheda verde, all’elettore verranno consegnate anche una scheda rosa per l’elezione dei deputati della Camera e una gialla per l’elezione dei componenti del Senato (vedi i fac-simile nella fotogallery). Per l’elezione dei deputati della Camera il cittadino vota tracciando, sulla parte interna della scheda, con la matita che gli viene consegnata all’interno del seggio elettorale, un solo segno sul simbolo della lista da lui prescelta. Analogamente, per l’elezione del Senato il voto si esprime tracciando, sulla relativa scheda, con la matita che gli viene consegnata all’interno del seggio elettorale, un solo segno sul simbolo della lista prescelta. Non c’è voto di preferenza, le liste sono -bloccate- e i candidati vengono eletti in base all’ordine deciso dai partiti. L’attribuzione dei seggi si effettua proporzionalmente ai voti presi da ciascun partito. Su base nazionale per la Camera dei Deputati, su base regionale per il Senato.

Queste le soglie di sbarramento: alla Camera il 10% per le coalizioni, il 4% per i partiti non coalizzati e il 2% per quelli coalizzati. Partecipa al riparto dei seggi anche la lista collegata che abbia ottenuto il migliore risultato tra quelle che non hanno superato il 2%; al Senato 20% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati e 3% per quelli coalizzati. Al Senato la distribuzione proporzionale dei voti tra i partiti è fatta nell’ambito di ciascuna Regione.

Anche per le Politiche è previsto un premio di maggioranza. Alla Camera è previsto un premio per la coalizione vincente, che permetta, se non li ha già ottenuti, di avere automaticamente diritto a 340 seggi. I 12 seggi assegnati alla circoscrizione Esteri sono conteggiati a parte, come anche il seggio della Valle d’Aosta. Inoltre i voti della Valle d’Aosta e degli italiani all’estero non sono calcolati nemmeno nella determinazione della coalizione vincente. Al Senato anche il premio di maggioranza è calcolato su base regionale. Garantisce alla coalizione vincente di una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati. In Molise, in Valle d’Aosta, in Trentino-Alto Adige e all’estero non è previsto alcun premio di maggioranza al Senato.

I partiti indicano il “capo unico della coalizione-, teoricamente e formalmente senza pregiudizi per le prerogative del presidente della Repubblica riguardo alla nomina del presidente del Consiglio, anche se poi la prassi vuole che il -capo unico della coalizione- vincente venga poi effettivamente nominato presidente del Consiglio.

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