Intanto le istituzioni confermano il vincolo di destinazione d'uso degli immobili
Notizie non proprio confortanti quelle che giungono da Palermo, dove si è tenuto oggi, venerdì 16 gennaio, presso la Presidenza della Regione, l’annunciato incontro sulle strutture alberghiere facenti capo alla famiglia messinese dei D’Amico, il Jolly hotel di Messina, L’Hymenapolis di Buonfornello e il Jolly hotel di Siracusa.
All’incontro convocato dalla Task force sull’occupazione e le Politiche sociali, non si è presentata l’azienda. Una scelta che è stata fortemente stigmatizzata da tutte le parti convenute per cercare una soluzione per salvare il destino degli alberghi e dei lavoratori. Solo a Messina infatti, sono 25 le persone licenziate che erano rimaste senza stipendio dal mese di luglio. Nel corso della riunione, mentre si prospettavano le possibili soluzioni per supportare i lavoratori rimasti senza reddito, si è appreso che dallo scorso marzo l’Inps non ha più ricevuto i pagamenti relativi ai contributi dei lavoratori che, di conseguenza, non potranno accedere all’indennità di disoccupazione.
Per Messina erano presenti l’assessore provinciale al lavoro Renato Fichera e quello comunale alla mobilità Melino Capone, oltre a Pippo Silvestro e Carmelo Garufi della Filcams Cgil. -Una situazione gravissima, che oggi si è scoperta persino peggiore di quanto immaginavamo – commenta Silvestro, segretario generale della Filcams di Messina. L’assenza dell’azienda oggi è solo l’ennesima prova di come la famiglia D’amico stia gestendo la situazione, disinteressandosi del destino dei propri dipendenti oltre che del futuro delle aziende-.
Su questo punto però sia i rappresentanti delle istituzioni messinesi, Capone e
Fichera, che quelli dei comuni dove sono allocati le altre strutture, hanno ribadito il vincolo di destinazione d’uso degli immobili. Resta forte il problema sul futuro dei lavoratori ma i presenti si sono dati un nuovo appuntamento per il prossimo mese per cercare possibili percorsi con il supporto dell’Ente bilaterale regionale per il turismo.
A fronte del comportamento dell’azienda, la Cgil ha chiesto espressamente una
attenta ricognizione di tutti i finanziamenti regionali e pubblici ottenuti dalla famiglia D’amico attraverso la Mortelle e la Medea hotels per acquistare, rilanciare e supportare l’attività dei propri hotel. -Dobbiamo capire quali e quanti soldi sono stati concessi alla famiglia D’amico per sostenere gli alberghi e l’occupazione e che fine hanno fatto – commenta Carmelo Garufi, segretario della Filcams Messina. Perché oggi l’obiettivo è cercare soluzioni per i lavoratori-.
E.R.
(Foto Dino Sturiale)
